Il meraviglioso mondo delle ghiande portoghesi
In almeno un settore il Portogallo è nettamente all’avanguardia in Europa ed è ai primissimi posti nel mondo. Sia come ricerca scentifica, che come applicazioni pratiche e perfino per quel che riguarda gli aspetti commerciali. Parlo del settore delle ghiande come alimento umano. Settore modesto, direte voi, ma certamente destinato a crescere. Per sapere tutto sul mondo delle ghiande vedere questo libro, in italiano.
Le ghiande sono un alimento con eccellenti caratteristiche nutrizionali, sono abbondantissime in tutto il mondo temperato ed assolutamente sane, indenni da ogni pratica agricola e chimica. Sono ricchissime di anti-ossidenti che ne permettono una lunga conservazione e che fanno benissimo a chi le mangia. La mamma delle ghiande è la quercia, che è un meraviglioso albero, protettore del suolo e del clima e caro a molte religioni ancestrali. Mamma generosa che produce un gran numero di ghiandine e le lascia libere a colonizzare il mondo, … Continua a leggere...
L’isola di Madeira
E’ probabilmente un caso raro, l’isola di Madeira, se non unico, fra le grandi destinazioni turistiche nel mondo intero. A Madeira i portoghesi sono riusciti a fare un piccolo miracolo, al contrario del casino che hanno fatto gli spagnoli alle Canarie.
Madeira accoglie turisti da fine ‘800. Vi andò in esilio l’ultimo Imperatore di Austria-Ungheria, per dire che livello di persone la frequentavano, spesso arrivando con i loro yatchs lussuosi. Poi è divenuta una meta soprattutto per gli inglesi, e lo è ancora oggi. I rapporti fra l’Inghilterra e il Portogallo sono sempre stati molto intensi, tanto che il secondo è stato, per un certo tempo, una specie di colonia della prima. Gl inglesi consumavano enormi quantità del vino di Porto; era per loro essenziale mantenere i canali commerciali e diplomatici permanentemente aperti e finirono per trasformare il Portogallo in una spedie di protettorato. In questo clima di semi-annessione … Continua a leggere...
E’ Lisbona che viene, non tu che vai.
Lisbona non è una città, è uno stato d’animo. Non si va a Lisbona; Lisbona ti prende per mano, ti accompagna e probabilmente non ti lascerà più. E’ Lisbona che viene in te.
Per me Lisbona sono i marciapiedi di pavé bianchissimo, piccolo e di superficie irregolarmente fratta. E’ il colore della luce: inimitabile, terso, freddo, triste, ma che procura addizione. Sono i colori pastello dell’architettura rotondeggiante e serena della prima metà del ‘900. E’ l’azzurro delle mattonelle che rivestono chiese e palazzi. Lisbona è fatta di colori.
Ma Lisbona è anche lontananza. Dal resto d’Europa; lontanissima da Madrid, figuriamoci da Parigi, Berlino, Praga. Ed è anche lontananza dalle sue radici che stanno a Rio, a Luanda, perfino a Macao. Lontana dalle sue isole delle Azzorre, di Madeira, di Capo Verde o di Sao Tomè. Ci si sente lontani e soli a Lisbona (ma anche in tutto … Continua a leggere...
Arcadia di terza scelta.
Ho il biglietto in tasca e sto per partire dalle Azzorre per andare a Lisbona. Sto accorciando il viaggio di una decina abbondante di giorni, rispetto al tempo che avevo previsto, e ciò non è affatto un buon segnale. In più, son contento di andarmene e questo è un segnale ancora peggiore. Evidentemente le cose non sono andate come avrei voluto.
Dopo più di un mese che sono qua posso fare un bilancio del viaggio, con un risultato generale piuttosto modesto, un pò deludente. Alle Azzorre ho trovato paesaggi belli, ne ho parlato molto, ma che non mi hanno veramente entusiasmato. Tutto molto bucolico, ma, alla fine, ripetitivo, ovvio, anche un pò stantio. Il mare pur sempre presente è veramente poco importante, e questo è un gran peccato.
E’ la gente delle Azzorre, il punto dolente. Gentili, di quella gentilezza ruvida tipica dei montanari, ma chiusi, veri … Continua a leggere...
Elegia triste per la Macaronesia
Nebbia e tristezza vagano sulla Macaronesia,
il settimo continente, il più nuovo.
Nato dal fuoco e dal mare, là dove l’Atlantico si apre,
allontanando l’Africa dall’America; aumentando le distanze, accrescendo le solitudini.
Azzorre, Madeira, Porto santi, Canarie, Capo Verde, mi piace aggiungerci Sao Tomé.
Isole nere e rosse di roccia vulcanica; l’estremo verdore delle Azzorre e di Sao Tomé controcanta l’aridità di Capo Verde.
Solo le isole più antiche, Porto Santo, Boa Vista si distendono in pianori sabbiosi e chiari.
Delle Canarie non so, le altre 21 isole sono 21 universi diversi per dialetto, storia e caratteristiche. Universi minuscoli ma completi. Soprattutto complessi.
La natura spadroneggia, il mare è nemico, l’uomo si adatta, se può; se non può, fugge (se ce la fa, più spesso crepava). L’uomo ce lo hanno portato a forza di armi o di miseria o di inganni. Dall’… Continua a leggere...
Roba da Flores
Flores è una strana isola su cui avvengono strane cose. Eccone alcune, raccolte nei pochi giorni della mia permanenza:
Linda e il cellulare. Viaggiando in aereo (e non in barca!!) da Corvo a Flores (Azzorre) avevo tirato fuori di tasca il cellulare, per spengerlo, e lo avevo posato sul sedile, vuoto, a fianco. Al momento di arrivare, mi sono alzato dal mio posto e sono sceso dall’aereo senza pensare a prenderlo. Dall’aeroporto avevo preso un taxi per andare in un B&B ad una ventina di km, sull’altro lato dell’isola. Solo a sera tardi mi accorgo della mancanza del cellulare. La mattina dopo, vado di buona lena nel negozio accanto che fa anche da posto telefonico pubblico, per chiamare gli oggetti smarriti della compagnia aerea, in verità con poche speranze. Mentre sto lì con la proprietaria, signora Linda, a cercare il numero sull’elenco, arriva una telefonata dal capo dell’aeroporto … Continua a leggere...
Datemi un consiglio!!! e le migliori foto di Flores.
A me questa isola di Flores comincia a venirmi sulle palle. Ma ho ancora del tempo, non è il momento di tornare a casa.
Mi ispiro a ciò che disse Lenin dopo la fallita rivoluzione dei decembristi: Sto dielat? Che fare? Io dico : Che faccio? Tornare a Firenze? Cambiare isola (ne ho viste finora 3 su 9)? Andare alle Canarie o a Madeira? Andare a Barcellona? Rintanarmi qui per 15 giorni a baloccarmi sul web? Andare in Canada, come ho voglia di fare da tempo?
Mandatemi il vostro parere entro domani, giovedi a mezzanotte. Deciderò in base alla maggioranza dei pareri.
Due giorni dopo:
Non molti i voti per il referendum sul destino del mio viaggio, ed anche un po’ sadici. Ilaria vuole che visiti tutte le isole, se fossero mille mi ci vorrebbe tutta la vita. Eppoi cominciao a venirmi già a noia, ha senso … Continua a leggere...
Cara, mare o monti quest’anno? Azzorre!!

Son poi riuscito a partire da Corvo ed ora sono a Flores ed ho anche mangiato un pò di lattuga e frutta, allontanando lo scorbuto. Com’è quest’isola?
Prendete un pezzo di Trentino di 50 anni fa. Con tutti i suoi pascoli, le mucchine, i loro campanacci ed i tozzi montanari che vanno nei pascoli per mungerle a mano trasportando i bidoni di latta argentea. Le minuscole stradine serpeggiano fra muretti a secco collegando minuscole frazioni di poche decine di persone con la loro chiesetta, nè moderna, nè antica. MOlte case sono in avanzato stato di abbandono, due barrucci tristi. Vita parca, parchissima, anche se nessuno è povero. Boschetti qua e là, a momenti dolci declivi, a volte valli strette e scoscese a volte delle rocce strampiombanti. Tutto molto verde, vegetazione amichevole, folta, ma non aggressiva. Chiocce liberovaganti con torma di pulcini appresso.
Prendete questo pezzo di Trentino, dicevo, e mettetelo … Continua a leggere...
Il vento e la paura.
Ieri non c’e’ stato niente da fare, sono ancora a Corvo e sempre senza frutta e verdura. Azzorre! Non mi era mai successo, in vita mia, di ansiare una foglia di lattuga, come l’ultima delle chiocciole.
E’ che qui impera la natura. La Natura a me, mi fa paura. E’ infatti una cosa che sta dappertutta ed è fatta da un sacco di cose diverse, mediamente contrarie alla tua tranquillità. Se non chiudessi la porta, la sera, te la ritroveresti nel letto. Ali, insetti, raggi brucianti, schizzi di vario tipo, temperature estreme, spine, denti di animali, umidità soffocante, lotta accanita su ogni spazio, agguati da tutte le parti, onde e rocce appuntite, salite e discese, dirupi mortali, erbe e meduse urticanti, pietre scivolose e dune mobili, frane, smottamenti e valanghe, acqua dappertutto o mancanza assoluta d’acqua, polvere negli occhi e frasche in faccia, fame, sete e virus poliedrici … Continua a leggere...