Montreal e Quebec City

Montreal e Quebec City

3 Luglio, 2017 0 Di ilviaggiatorecritico

Montreal: finalmente l’estate!! (da wikicommons CC BY-SA 3.0)

Non c’e’ molto da vedere in Quebec, la cosa probabilmente più interessante da fare è osservare come vivono i Quebecois. E soprattutto gioire della loro semplice gentilezza, un pò ingenua, alla buona, sorridente e casareccia. Ci si sente veramente a proprio agio, in famiglia.

 I Quebecois sono tragicamente privi di storia e si afferrano ad ogni minimo muro più vecchio del loro nonno. Quindi i minuscoli nuclei storici di Montreal e di Quebec City,  pur interessanti, sono stati ormai trasformati in dei parchi tematici dove si fa finta di vivere l’epoca coloniale.
Al di fuori dei piccoli centri storici : grattacieli, palazzoni, stradone.
A Montreal sono stato affascinato dalla rete sotterranea che percorre molti isolati del modernissimo centro della città.  I grattacieli sono collegati fra di loro da una serie di ampi passaggi pedonali sotterranei, grazie ai quali si puo’ passare da un grattacielo all’altro. In questo modo si accede non solo agli uffici ed alle abitazioni che occupano i grattacieli, ma anche ai centri commerciali sistemati nei piani bassi ed interrati dei vari palazzi. Dalla stessa rete sotterranea pedonale si scende nelle diverse stazioni della metropolitana. E’ una eccellente idea per spostarsi in città senza dover affrontare il terribile freddo invernale o l’asfissiante estate quando l’umidita’ trasforma la citta’ in un acquario tropicale.
Durante le qualche settimane che ho passato a Monreal, all’inizio dell’estate, avevo trovato, in uno dei centri commerciali, una piccola pista di pattinaggio su ghiaccio. Ci andavo spesso a bere una birra e guardavo la superficia bianca e ghiacciata, cercando di dimenticare il forno a vapore che mi aspettava all’uscita.
I Quebecois hanno una sfrenata passione per il circo. Non a caso Le Cirque du Soleil e’ nato ed ha sede stabile qui. Gli spettacoli circensi sono  quindi frequentissimi, variopinti ed innovativi, anche se spesso un po’ cenciosi e non sfavillanti di lustrini come succede (o succedeva?) da noi. Organizzano anche volentieri delle sfilate in maschera per le divese ricorrenze: anche in questo caso i costumi sono un pò sfilaccicati, tarlati, sudicini e polverosi. L’impressione generale è da poverissima troupe di avanspettacolo, sul bordo della fame. Un pò malinconico, il tutto. Sarebbe piaciuto a Fellini, ricorda certe certe wscene di 8 e mezzo.
I Quebecois sono molto civili: se vai al cinema ed il film non ti piace ti rendono il biglietto, a condizione che tu esca entro la prima mezz’ora.

Montreal, città modernissima. Qui nella tipica nebbiolina dell’afa soffocante dell’estate. Da Wikicommons

Gli abitanti di Montreal non sono molto eleganti.  L’immagine che conservo di loro è la seguente: giovane, maschio o femmina, con immancabile caschetto da baseball che conferisce immediatamente un’aria poco intelligente. Carnagione di un bianco malaticcio contro il quale il sole non puo’ niente. Maglietta di colore slavatuccio, un po’ sbrindellata e non esente da patacca causata dall’olio delle patatine fritte, con leggero alone di ketchup. Pantaloni corti, poco sopra il ginocchio, sformati. Sandalo stanco su piede nudo con unghia orlata da un po’ di nero. Aspetto generale un po’ flaccido, panzetta da cattiva alimentazione. In mano, perennemente, bicchiere da passeggio con coperchio e cannuccia.

In Quebec si mangia terribilmente male. Durante il mio lungo viaggio fui presto ridotto alla disperazione. Anelavo un McDonald, perchè tutto il resto era peggio. Ovunque  catene di fast food di quelle trucide, grondanti salse e grasso alla griglia. Pochi ristoranti e spesso cari arrabbiati: il fast food non ha quindi alternativa. Sconosciuta la nostra cara trattoria, dove si mangia bene e si spende poco.
Ma poi l’alternativa si trova ed è gradevolissima: la visita dei quartieri etnici, nelle periferie. Ho trovato il quartiere italiano, quello portoghese, l’africano,  e chissà quanti altri ve ne saranno. Con ristoranti annessi, finalmente decenti, anche se inevitabilmente corrotti dalle cattive abitudinidella cucina canadese. Trovai una festa dei congolesi di Montreal, vi partecipai e mi commossi.  Non è necessario dire che la comunita’ italiana e’profondamente venata da aspetti mafiosi ed e’ molto mal vista.

I passaggi sotterranei che collegano i grattacieli del centro di Montreal. Foto di Jeangagnon via Wikicommons

La poutine, piatto nazionale quebecois, merita sia un articolo a parte che un posto di riguardo fra i crimini contro l’umanita.

I supermercati canadesi vanno visitati con attenzione: per poi mettersi a piangere. Gli ingredientinaturali sono quasi del tutto assenti vi si trovano soprattutto cibi già preparati in confezioni plastiche dai colori vivacissimi. Sembra che  nessuno sia ormai in grado di cucinare, nemmeno la più banale delle cose. Acquistano confezioni di cibi irriconoscibili nei loro componenti, affogati in salse grevi di grassi; sapori chimici che provocano certo dipendenza psicologica se non addirittura fisica. Il disprezzo per la natura, per il buon cibo, per se stessi. Si ingurgita grassi e coloranti. Triste, disperante, squallido: una funzione umana primordiale ridotta a campo di battaglia di ciniche multinazionali. Poveri quebecois!! (E quando li ritroviamo all’estero, negli alberghi che li vedono come ospiti maggioritari, troviamo la stessa immonda cucina)

I Quebecois sono naturalmente molto vicini alla Francia e nella breve e torrida estate si accavallano festival di diverso tipo ma tutti improntati all’uso della lingua francese. Tutti parlano anche l’inglese, ma non ne vanno affatto fieri. Devono parlarlo, ma non è roba loro. Unico caso al mondo di un popolo che ha due lingue madri di questa importanza. Il che e’ un bel culo. Ed infatti ritroviamo un sacco di Quebecois nelle agenzie delle Nazioni Unite.
Mille gli eventi estivi: concertoni, sfilate, passeggiate, visite, teatro, cinema, fuochi d’artificio, rievocazioni storiche coloniali, conferenze, circo. Tipica frenesia di chi ha passato un lunghissimo inverno al chiuso e che sfrutta al massimo quei pochi mesi di estate. Numerose le feste delle diverse nazionalità presenti in città. Nei parchi sono una accanto all’altro e in un pomeriggio si fa il giro del mondo mangiando cibo di strada di tutti i continenti.

Il centro storico di Quebec City. (By Christophe.Finot – Own work,Wikicommons)

Quindici giorni a Montreal o a Quebec volano! Organizzandosi bene e trovando i posti giusti c’e’ da fare una quantita’ di cose. Il livello sarebbe ampiamente migliorabile, come qualita’ ed esecuzione. Resta in bocca un sapore di faccende organizzate in un modo un po’ arrangiato e cialtrone. Ma ancora una volta, il tutto e’ porto con grande gentilezza e cercando di implicare in tutti i modi lo spettatore.

Caro. Perche’ tutto e’ a pagamento. Proprio tutto, tutto, tutto. Anche i fuochi d’artificio che sono fatti lontanissimo dalla città, tanto che il biglietto comprende anche il bus che ti porta. Ed in macchina non ti ci fanno arrivare.
E non puo’ mancare la visita alla via gay animata, festaiola e del tutto democratica.
Insomma un posto civilissimo e gentile che ti fa accettare con grazia proposte cultural/festaiole che altrove non ti attirerebbero. Si vien via da Montreal e da Quebec City con iol sorriso sulle labbre. Non è poco.