Azzorre!

La casina portogheseSono arrivato alla Azzorre, ad Angra do Heroismo, la capitale dell’isola Terceira. Ho ritrovato subito con emozione le casine tradizionali portoghesi. Le ho già trovate molte volte, sempre uguali, in Brasile, a Capo Verde, in Angola, ovunque i portoghesi abbiano messo piede da padroni. Sono semplici scatole, con la porta, le finestre regolarmente disposte, a volte delle piccolissime terrazzine in corrispondenza alle porte finestre del secondo piano, ma nessun altra diversione, nessun gioco di volumi, di rientranze e di sporgenze, di abbaini e tettoiette. I muri sono lisci e bianchissimi, le finestre e la porta hanno delle semplici cornici in colori pastello o scuri, ogni casa il suo, diverso dalla casa accanto; in basso una balza, dello stesso colore. Altre invece hanno i muri color giallino od azzurrino, addirittura rosso mattone ed allora le cornici delle finestre e della porta sono bianche. Le finestre hanno i vetri divisi in sei od otto riquadri e sono sempre bianche. Non hanno persiane, ma scuri interni e quando questi sono aperti, allora le tende sono chiuse, bianche, con dei ricami. Non si sa mai se c’e’ qualcuno in casa. Le porte sono scure, marrone, verde, blu. Se non fosse per le dimensioni poche sono le differenze fra le case dei contadini in campagna e quelle dei signori in città, al massimo questi hanno le cornici delle finestre con qualche elemento di adorno in più. Sono case tutte uguali, ma ognuna è diversa nei colori. Sono chiare, oneste, solide, danno affidamento ed offrono amicizia con i loro colorini. Chi torna a casa la trova certamente ad attenderlo, fedele, senza inutili fantasie.  Espongono la loro facciata al sole e alla pioggia dell’oceano senza giochi d’ombra o timidezze. Sembrano antiche anche quando non lo sono; sembra che siano lì da sempre.  Non lasciano capire il carattere del proprietario, è questi che si deve adattare alla casa. Amo con tenerezza queste case e mi piacerebbe che una di loro mi possedesse.

3 pensieri su “Azzorre!

  1. No dico…. leggendo il blog mi sembri mio nonno. Quanto al polpo antichizzato… prima di partire per qualsiasi viaggio, ci si legge Stefano Benni, Bar Sport, la parte dove descrive la Luisona, la mitica pastona alla crema che giaceva nella vetrina del suddetto bar fin dal 1959 fin tanto che un commesso viaggiatore di Brescia non decise di mangiarla vero la metà degli anni 80. Credo che i sintomi siano stati né più né meno quelli che ha provato tu. I prossimi commenti tra qualche giorno. Ma quando pensi di tornare? Io ho bisogno di uno che si sacrifichi per i miei commenti forex.

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  2. Interessante! Non sapevo che tuo nonno fosse portoghese. Era forse originario di Padangues no Gardao? Quindi anche tu sei portoghese! Hai forse anche l'età giusta per aver fatto le ultime guerre d'Africa?

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