Categoria: Viaggi in Portogallo

Il Viaggiatore Critico, dopo molti viaggi in Portogallo durante molti anni, è stato stregato da quel paese, dalla cultura portoghese; dalla bellezza toccante di Lisbona, dal sottile fascino di quel paese; dalla storia profonda e complessa dell’Impero Portoghese con tutte le sue colonie, in molte delle quali ha vissuto. E’ stato un amore sottile, penetrante, ammaliante, sfuggente, malinconico e nostalgico. Esattamente quel che si chiama saudade.

Anno dopo anno Il Viaggiatore Critico ha scritto moltissimi post sui suoi viaggi in Portogallo e su tutto quello che va con questo paese. Sempre alla ricerca di capire la radice del suo amore. Senza riuscirci, ovviamente. Più che ci pensava, meno che ci capiva, più che si intestardiva a voler far luce sul sentimento che si radicava sempre di più in lui.

Poi un giorno, camminando nell’imbrunire invernale, lungo una strada di Porto, davanti al bar Ceuta, il Viaggiatore Critico ha avuto l’illuminazione. In un attimo ha creduto di capire come stanno le cose e l’amore si è dissolto qual nebbia mattutina che incontra il sole della ragione. Ecco il suo ragionamento.

Ciò non toglie che tutto quel che ha scritto resti vero; è solo un pò oassato. E’ il ricordo di un amore che fu grande, anche se ora è cenere.

Il Viaggiatore Critico si è anche molto soffermato sulle Azzorre  e sui loro numerosi aspetti un pò deludenti.  Si parla molto delle strane vicende dell’isola di Flores; e ci si sofferma a lungo su uno scomodo viaggio all’incredibile isola di Corvo con la sua difficile storia, che pare un pò il riassunto della condizione umana universale.

Molto più positive sono, invece, le impressioni sulla bifrontica isola di Madeira. la cui visita viene caldamente consigliata.

Altri capitoli sulle vecchie colonie portoghesi. Prima di tutto la Guinea Bissau che si è rivelata essere un luogo di eccezionale interesse umano ed antropologico. Poi le remote Sao Tomè e Principe e la loro triste storia.

Ma anche Capo Verde, con le isole di Brava e di Fogo, dove non mancano soprusi moderni con vengono descritti con passione. Isole nel mezzo dell’Oceano dove dei viaggi difficili riservano sorprese non gradevoli.

Ed infine, il retaggio più vecchio ed ormai culturalmente più distante: il Brasile, il Rio delle Amazzoni, la coloniale città della Vecchia Goias.

Tutto un mondo infinito, che andrebbe conosciuto in profondità, ma per il quale il Viaggiatore Critico ha ormai perso molto del suo interesse iniziale. Peccato!

Lo straordinario volo 236 di Air Transat

Questa è una fantastica storia di un volo di un aereo passeggeri in cui cialtroneria e genialità si mescolano indissolubilmente, con un susseguirsi incredibile di colpi di scena.

La storia si svolse il 24 agosto 2001 e durò esattamente 102 minuti. Il volo era il numero 236 di Air Transat da Toronto a Lisbona, con 306 persone a bordo. Air Transat è la “compagnia di bandiera” del Quebec ed è un orgoglio nazionale per il popolo Quebecois alla perenne ricerca di elementi nazionalisti che lo differenzino dall’odiato popolo fratello degli anglofoni del Canada. Dopo questa vicenda il pilota è diventato un eroe nazionale e la compagnia è ancora più saldamente ancorata nei cuori dei Quebecois. Sulla vicenda è stato realizzato un film, sfortunatamente assai mediocre, ma che ha avuto grande successo in Quebec.

Ecco la storia.

Alcuni giorni prima del volo in questione, un motore di quell’aereo era stato … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Luglio 1, 2019 0

La fine di un amore

Ho dedicato molti post al Portogallo. Ho parlato del fascino impalpabile di quel paese. Mi sono commosso descrivendo l’atmosfera che strega chi ci va. Ma ora ho capito; era infatuazione e non amore. Tutta colpa della pisserità.

Per anni ho cercato di capire quale fosse l’essenza del Portogallo, perché mi attirasse tanto. Ed anche quali fossero le sue peculiarità, quel suo essere così diverso dal resto di Europa. Tutta diversa, ma mai così diversa come il Portogallo.

Ho girato, ho letto, ho parlato, ho riflettuto, ho chiesto, ho guardato ed ho visto. Alla fine ho capito.

Parto da questa foto. E’ un bar, prossimo al centro di Porto. E’ un tipico bar portoghese, di buon livello. Ce ne sono molti così. La sua caratteristica è di essere vecchio; non antico, vecchio. Ha quell’aria da anni sessanta, con i neon, le sedie tipo formica o imbottite di similpelle, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 17, 2018 0

La strana sorte di Nazarè

Il paese di Nazarè, in Portogallo, è veramente riuscito a tirar fuori un cilindro dal coniglio: da modesta località balneare a capitale europea del surf. Rivoluzione epocale per il paese, ma soprattutto per i suoi abitanti.

Nazarè si trova ad un centinaio di km a nord di Lisbona, ed ha una storia antica, prima di pellegrinaggi e poi di turismo. Una chiesa, posta su di un promontorio a picco sull’Oceano, ha una tradizione di pellegrinaggi lunga alcuni secoli; vi andavano anche i reali portoghesi. In tempi più recenti, la bella e dorata spiaggia, ai piedi del promontorio, ha attirato molti turisti, in special modo italiani, trasformando il paesino di pescatori in un centro turistico di buon livello, come ce ne sono molti altri sulla costa del Portogallo. Spiagge molto belle, ma l’Atlantico è una faccenda complicata, sempre mossa e fredda e farci il bagno non è per tutti.… Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 3, 2018 0

Le scritture degli analfabeti: Povoa de Varzim e Lapponia

Viaggiare con calma ed attenzione porta a delle scoperte emozionanti. Come questa che lega pescatori portoghesi e allevatori lapponi di renne. Analfabeti e scrittori.

Il primo luogo da visitare è Povoa de Varzim, a una trentina di chilometri a nord di Porto, in Portogallo. Ci si arriva facilmente con i frequenti trenini suburbani/metropolitana di Porto. E’ anche una buona alternativa per chi non volesse abitare nella cara e confusa Porto.

Povoa de Varzim è ora diventata un’anonima cittadina balneare, ma, in passato, fu un importante centro di pesca sia per la famosa sardina portoghese, che per gli altri pesci. Erano centinaia le famiglie di pescatori che si dividevano la spiaggia, dove tiravano in secco le barche ed il lungomare, dove asciugavano, riparavano, conservavano le reti e gli innumerevoli attrezzi del loro difficile mestiere.  Siamo sul temibile Atlantico che uccide più della guerra.

Gli attrezzi erano ovviamente tutti uguali … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 29, 2018 0

La temibile francesinha

Se in fatto di cibo venisse usata la parola kitsch, questo piatto se la meriterebbe a pieno titolo. Si tratta della francesinha, piatto tipico di Porto; è una delle manifestazioni nelle quali la cucina portoghese da il peggio di se stessa. Pare un incubo gastronomico; a vederla in foto si ha paura. Seconda solo alla poutine quebecoise, per orrore.

Si prepara in una terrina bassa da forno che poi va al tavolo. Vi sono molte versioni; la più classica prevede due fette di pane da toast. La prima viene accomodata sul fondo della terrina; sopra vi si mette una braciolina all’olio. Tale braciolina è uno dei capisaldi della dieta portoghese e si chiama prego, che vuol dire chiodo. Esiste in due versioni: prego no prato se è servita in un piatto; prego no pao se si mangia in un panino. Sempre braciolina all’olio, è.

Torniamo alla francesinhaContinua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 26, 2018 0

Il borseggiatore di Lisbona

Lisbona è una città ricca di molto fascino, ma anche di un buon numero di borseggiatori che operano soprattutto sugli autobus. E’ quindi relativamente probabile che si venga borseggiati. E’ però molto meno probabile che il turista incappi in una vicenda come questa che segue.

Sto camminando verso la fermata del tram (chiamato a Lisbona “o eletrico“, l’elettrico) di Santos, voglio andare a Belem, c’e’ una mostra e i pasteis de nata. Da lontano vedo arrivare il tram, spicco una corsa attraversando pericolosamente il viale e riesco a salire proprio mentre si chiudono le porte, alle mie spalle. Resto sulla soglia dal momento che tram è pieno zeppo di gente. Nello stesso momento ricevo uno spintone alle spalle e avverto chiaramente che qualcuno mi sta sfilando il portafoglio dalla tasca posteriore dei pantaloni. Le porte ormai hanno finito di chiudersi, io urlo e, d’impeto, afferro il … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Settembre 10, 2018 2

Le casine portoghesi

Ho parlato molto del Portogallo, così ricco di sottile, impalpabile e malinconico fascino. Mi sono lasciato come ultimo tema quello che più mi intenerisce: le casine.

I portoghesi, sia in patria, sia nelle loro numerose e sparpagliate colonie (Brasile compreso), hanno fatto e continuano a fare delle casine che ti fanno star bene. Usano toni pastello ben in armonia con le parti in bianco. Le dimensioni sono ridotte, gli elementi ornamentali frequenti, aggraziati, ma sobri, senza sconfinare nel lezioso Forse unpò, sì) o nel barocco. Le finestre fantasiose, invitanti. Le case, i palazzetti, gli edifici pubblici sono quasi sempre curati, ridipinti di fresco, tenuti in perfetta pulizia. Facciate nette, nitide, pulcre che fanno pendant con la chiarezza del cielo che sfuma verso l’Atlantico.

Son case che ti chiamano per essere abitate in letizia; crederesti che in loro niente di male può avvenire. Passeggi nelle vie dei … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 23, 2018 0

Il sottile richiamo del Portogallo

Sono anni ed anni che giro intorno al Portogallo, senza afferrarlo. Mi incanta, mi chiama, ma riesce a sgusciarmi via come vuole. L’ho preso da tutte le parti: dall’interno, dalle isole lontane, dalla capitale, dalle vecchie colonie. Niente. Capto elementi, ma il complesso continua a sfuggirmi.

Il primo elemento che mi prese fu la vastità del cielo che andava verso l’Atlantico e il colore della luce: nitido, chiaro, vivido. Una luce lucida. E questo mi colpì al primo viaggio, decenni fa. Era la primavera dei garofoni e la politica sovrastava tutto. Eppure il cielo di Lisboma riuscì a sovrastare non solo la città, ma anche la politica.

Il secondo elemento che mi stupì fu la lingua. Neolatina, facile da leggere, ma artigliata dalle bocche dei portoghesi e trasformata in una successione di suoni cacofonici. Un popolo intero sembra impegnato a distorcere quelle povere parole, riducendole ad … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 9, 2018 0

Le eccellenti abitudini dei ristoratori portoghesi

I ristoranti tradizionali in Portogallo hanno ormai raggiunto la perfetta essenzialità nella difficile arte di ricevere i loro clienti. Un viaggio per comprendere come fanno sarebbe molto istruttivo per i ristoratori italiani, spesso molto fru-fru e poco professionali.

Il mondo della ristorazione tradizionale portoghese è del tutto differente da quello analogo italiano o europeo.

Per cominciare i ristoranti tradizionali portoghesi sono numerosissimi; se ne trovano ovunque, in quantità, anche nei posti più sperduti e lontani da ogni flusso turistico. Ci si chiede come facciano a reggere: nel seguito dell’articolo, la risposta. Poi sono anche bar; riescono quindi ad essere sempre aperti, offrendo i due servizi. E sono molto frequentati dagli abitanti del quartiere per il caffè, la birretta, il vino, regolarmente in cartone. Quindi sono dei veri luoghi di aggregazione popolare, come si diceva un tempo. Hanno la stessa funzione che avevano (e parzialmente hanno ancora) da noi i bar Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 26, 2018 0

Il meraviglioso mondo delle ghiande portoghesi

In almeno un settore il Portogallo è nettamente all’avanguardia in Europa ed è ai primissimi posti nel mondo. Sia come ricerca scentifica, che come applicazioni pratiche e perfino per quel che riguarda gli aspetti commerciali. Parlo del settore delle ghiande come alimento umano. Settore modesto, direte voi, ma certamente destinato a crescere. Per sapere tutto sul mondo delle ghiande vedere questo libro, in italiano.

Le ghiande sono un alimento con eccellenti caratteristiche nutrizionali, sono abbondantissime in tutto il mondo temperato ed assolutamente sane, indenni da ogni pratica agricola e chimica. Sono ricchissime di anti-ossidenti che ne permettono una lunga conservazione e che fanno benissimo a chi le mangia. La mamma delle ghiande è la quercia, che è un  meraviglioso albero, protettore del suolo e del clima e caro a molte religioni ancestrali. Mamma generosa che produce un gran numero di ghiandine e le lascia libere a colonizzare il mondo, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 19, 2018 0