I 7 peccati capitali del turista

I 7 peccati capitali del turista

3 Febbraio, 2020 3 Di ilviaggiatorecritico

Perchè un turista deve andare a vedere il villaggio di Babbo Natale a Rovaniemi in Finlandia? Cosa ci troveranno in un posto simile? Foto di Motopark, via Wikipedia.

I turisti si macchiano di numerosi peccati, che possono essere divisi fra capitali e veniali. Per alcuni dei primi si meriterebbero di perdere definitivamente la loro qualità di turisti e dovrebbero essere condannati a restare a casa loro a vita. Una sorta di DASPO turistico.

Vediamoli:

  1. Visitare le attrazioni palesemente fasulle. Che le trappole per turisti esistano e siano numerose è un fatto noto. In alcuni casi anche i più avveduti ci cadono. Ma ci sono alcune trappole assolutamente evidenti, visibili e smaccate. Caderci è un peccato capitale. Un buon esempio è la Finlandia d’inverno, a Rovaniemi. Città di scarso interesse, tappa per andare più a nord. Ebbene, hanno inventato l’assurdità del villaggio di Babbo Natale, un posto dove hanno fatto delle casette di legno dove ti vendono il solito pattume da turisti, ti mettono un timbro e ti fanno una fotografia con Babbo Natale. Sempre in zona vanno forte i giri sulle slitte trainate dagli husky. In realtà i lapponi hanno sempre usato le renne come trainatori di slitte ed i cani sono una introduzione recente, giusto per i turisti. Non solo. Hanno organizzato delle sedicenti fattorie dove si vanno a vedere le renne (che in realtà trovi dappertutto, anche nei parchi pubblici di Rovaniemi) e nello stesso tempo ti danno la possibilità di scavalcare il Circolo Polare Artico che si trova a passare (per l’appunto) proprio in quella fattoria. E per finire ti fanno fare un giro su una motoslitta: e l’incanto della foresta artica nel silenzio assoluto dell’inverno innevato e congelato va a farsi fottere. Quattro attrazioni turistiche, quattro bidoni assoluti (in un paese che sarebbe magnifico). E la gente corre a frotte. Peccato capitale.
  2. Fare un ricorso eccessivo alle agenzie. In certe circostanze ed occasioni è inevitabile acquistare dei pacchetti turistici o fare dei giri organizzati. Per andare in Corea del Nord non si può fare altrimenti; girare il Delta del Mekong in autonomia è difficilissimo; per fare un giro in battello nel canale di Beagle, ad Ushuaia devi rivolgerti ad una agenzia. Ma son casi isolati; per il resto il vero viaggio è fatto in autonomia. Si sceglie dove si vuole andare, quanto tempo ci si vuole stare ed in che esercizi mangiare e dormire. Voglio essere io a deciderlo; non una agenzia il cui unico interesse è la massimizzazione del proprio profitto. Mi verrà a costare di più? Forse (non certo) ma è un prezzo che sono disposto a pagare. Se non altro non sarò obbligato ad aspettare che tutti i miei compagni di bus facciano la pipì. Molti turisti si affidano alle agenzie anche per viaggi molto semplici ed in luoghi civilissimi. Risparmiano difficoltà? No, perdono il senso del viaggio. Peccato capitalissimo.
  3. Mangiare dove ti dicono le guide turistiche (non quelle gastronomiche). Questa è un’altra faccenda misteriosa. Quando siamo all’estero, in fatto di cibi, si cercano le tradizioni locali, i ristoranti frequentati dai locali, la massima autenticità possibile. Oppure, quando siamo stanchi del colore locale, dei cibi simili a quelli a cui siamo abituati. Oppure, per far presto e per spendere poco, cibi veloci, senza pretese né di qualità né di autenticità. Queste credo che siano le sole tre vie possibili. Ebbene no, ce n’e’ una quarta; che è quella di ingolfarsi tutti quanti i turisti insieme in dei luoghi che sono descritti dalle guide, pur non avendo nessun pregio, di nessun tipo. L’esercente è stato abile a farsi mettere su Lonely Planet e tutti i pecoroni vanno a vedere. Alcuni casi sono clamorosi. A Firenze, ad esempio, l’Antico Vinaio di Via dei Neri, pur facendo dei panini assolutamente banali ed anonimi (e non tradizionali) ha la coda fuori per dei mesi interi. Lo stesso per la gelateria Grom, vicino al Duomo. Vedi file sterminate di gente triste che aspetta di avere il proprio triste gelato. Stanno lì in fila, pazienti e pecoroni per pagare a caro prezzo un gelato assolutamente industriale che viene venduto come tradizionale. Invece quella catena di gelaterie ha solo una quindicina d’anni ed è ormai di proprietà della Unilever, uno dei grandi produttori mondiali di olio di palma, giusto per dire quanto può essere tradizionale il gelato che produce.
  4. Viaggiare con l’agenda. Questo è uno dei peccati più capitali che vi siano ed è diffusissimo. Vediamo turisti che programmano il loro viaggio minuto per minuto cercando incastri impossibili fra treni, musei, bus e ristoranti. Si preparano tutta la scaletta del viaggio fin da casa e poi si stressano a morte cercando di rispettarla.

    Turisti pecoroni agli Uffizi. Vi pare un viaggio, questo? Foto tratta dal rapporto IRPET sull’Overtourism a Firenze.

    Magari in paesi dove il tempo è un optional. Vogliono riempire ogni minuto del loro tempo di viaggio e corrono fra un tempio ed un museo calcolando i minuti ed arrabbiandosi se non riescono a mantenere il programma. Come se fossero alla catena di montaggio di una fabbrica. Schiavi del tempo durante l’anno ed anche durante le vacanze. Un’angoscia infinita; una sciocchezza colossale. Il viaggio è sensazione; non esiste la produttività turistica. Non devi vedere tutto, meglio vedere poco e capire di più chiaccherando con la gente o vedendola passare dal tavolino di un bar. I soldi spesi per il viaggio non devono essere ammortizzati al massimo dividendoli per le attrazioni turistiche visitate. Viaggiare così è veramente da stupidi.

  5. Risparmiare durante il viaggio. I viaggi a volte sono cari e le persone spesso hanno pochi soldi. Quindi molti turisti viaggiano in economia; e questo è comprensibile e lodevole: ci piace viaggiare e pur di farlo si sta attentini alle spese. Ma poi ci sono quelli che avrebbero anche una certa disponibilità, ma che, durante il viaggio e per motivi incomprensibili, si trasformano in avari dalle adunche mani. Gli esce l’accattone che hanno in loro. Pagano magari mille euro di biglietto aereo, ma poi stanno a mercanteggiare i 50 centesimi sul taxi; dormono in immonde catapecchie per risparmiare due euro e mangiano per strada assicurandosi una bella diarrea. Fanno i conti in continuazione e son fieri di spendere in un giorno di viaggio quanto spendono in Italia per un aperitivo. Queste persone viaggiano soprattutto nei paesi poveri ed il loro piacere consiste nel cercar di pagare il meno possibile quanto già costerebbe pochissimo. Nella contrattazione diventano più feroci dei locali e vedendoli li diresti dei morti di fame. Cosa che, in realtà, sono, nel loro meschino animo.
  6. Viaggi troppo corti. Molti turisti non riescono ad equilibrare il tempo che hanno a disposizione con la destinazione che vogliono visitare. Ovverosia vogliono andare in un posto senza avere il tempo sufficiente per farlo. Inoltre sottovalutano costantemente sia il tempo dello spostamento iniziale, sia la stanchezza e lo scompenso dovuti al cambiamento del fuso. Ecco quindi che vogliono andare una settimana in Brasile, quattro giorni a Zanzibar, un fine settimana a New York. I viaggi lampo si possono fare in Europa dove i viaggi durano poco e non ci sono cambiamenti importanti di fuso. Inoltre costa poco andare e ci si può sempre tornare quando si voglia. Quindi un fine settimana a Parigi o a Praga vanno benissimo per avere un boccata di aria nuova. Si vede quel che si può (senza incorrere nel peccato capitale n. 4), si fa una bella cena in un buon ristorante, si beve qualcosa al bar tipico e si torna a casa contenti. Se invece viaggi in aereo per 10 ore, arrivi in una mattina che per te è sera, ti ritrovi distrutto e vai a letto; in tutto ciò hai già perduto un giorno e mezzo. Sei rincoglionito e ti prende l’ansia da prestazione turistica. Il tempo di riprenderti e devi ripartire. E’ una sciocchezza. Inoltre hai speso un sacco di soldi che avresti potuto investire in modo molto più soddisfacente in un posto più vicino. Lontano ci andrai quando avrai tempo. Semplice, no?
  7. Troppe destinazioni in un solo viaggio. Complice le loro scarse conoscenze geografiche, molti turisti decidono di moltiplicare i luoghi da visitare durante lo stesso viaggio. L’esempio tipico è l’Argentina: arrivano a Buenos Aires, poi vanno a Bariloche, Dio sa a cosa fare, in seguito una puntatina al Perito Moreno e la stoccata finale ad Ushuaia. Piccola sosta alla Penisola di Valdez per vedere le balene ed un grande volo all’estremo nord delle cascate dell’Iguaçu. Ritorno a Buenos Aires e partenza. Tutto ciò in 15 giorni, forse scarsi. Solo di voli nazionali sono almeno 6. Considerando che per un volo va via quasi tutta la giornata fra andare all’aeroporto, aspettare, volare, arrivare all’albergo, si capisce che è da idioti fare un viaggio simile. Altro esempio è quello delle isole greche. Un sacco di gente saltabecca fra un’isola e l’altra arrabattandosi fra traghetti e bus per attraversare le isole. Un viaggio da incubo.

Abbiamo rispetto del viaggio: è una cosa sacra, evitiamo gli errori più gravi!