Sesso a Cuba

Aprile 4, 2015 1 Di ilviaggiatorecritico

La tradizione del turismo per il sesso a Cuba è antica. Fra le due guerre mondiali l’Avana era molto frequentata dagli americani, cittadini comuni e mafiosi, ed era definita un bordello a cielo aperto, tanto la prostituzione vi era diffusa. I cittadini comuni vi andavano a fare tutti i peccati che nella loro casa bigotta erano proibiti o malvisti. I mafiosi a fare in pace le loro riunioni.

La rivoluzione cubana portò un blocco pluridecennale alle incursioni alcoliche ed amorose degli americani (ma non a quelle militari, vedi l’episodio della Baia dei Porci). Ma alla dissoluzione dell’Unione Sovietica il commercio (e gli aiuti) con quel paese terminarono. Questo fatto ed il perdurare della infame politica americana del blocco economico all’isola, rese la situazione economica e perfino alimentare di Cuba  estremamente precaria.  il governo cubano cercò quindi nuovi introiti, fra i quali primeggiò il turismo.

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Ragazza di Cuba.

Accordi con capitali europei ed in particolare spagnoli portarono alla costruzione di grandi alberghi (da non frequentare) e all’avvio di una floridissima epoca turistica che è via via venuta aumentando. Si tratta soprattutto di turisti europei, mentre l’afflusso degli americani è variabile e determinato dall’altalenante politca statunitense di apertura e di chiusura verso Cuba.
Con l’arrivo del turismo le attività commercial-amorose delle ragazze e dei ragazzi cubane ripresero il via con foga e determinazione. Il sesso a Cuba è tornato ad essere uno dei punti forti forti del turismo mondiale. L’arte della prostituzione è passata dalle nonne alle nipoti con uguale perizia.
Il livello della sua diffusione è difficilmente immaginabile per chi non è mai stato a Cuba, va visto per credervi. Un uomo, da solo o in compagnia maschile, verrà abbordato da bellissime figliole con incredibile frequenza. Ciò avviene soprattutto nei luoghi frequentati dai turisti e più facilmente nelle ore verso la sera. Gli basterà sedersi su una panchina, in un bar, sullo scalino di una chiesa, per trovare calda compagnia fino alla mattina. Nei locali notturni poi sarà un vero assalto. Le ragazze sono bellissime e gentili. La cosa è talmente normale, frequente e diffusa da perdere quei connotati squallidi che ha spesso altrove, per divenire una attività normale, decente, da fare con disinvoltura e garbo sotto gli occhi di tutti. Non c’e’ niente di cui vergognarsi o da nascondere. Sembra vero amore. Ogni uomo diviene George Clooney. In effetti non è una brutta sensazione. Per le turiste donne è altrettanto vero.

Le ragazze sono fanciulle anche di buona famiglia, studentesse, lavoratrici dei più diversi rami, dipendenti dello Stato, piccole imprenditrici private. Fanno la loro vita normale, vivono con i genitori, escono con le amiche, hanno il loro fidanzato. Ma arrotondano con gli stranieri; una specie di attività a latere di cui tutti sono al corrente e nessuno trova disdicevole. Sembra tutto molto normale e pulito. Forse è proprio così che dovrebbe essere, se non ci fossero stati duemila anni di cristianesimo sessuofobo e bigotto.

Il sesso a Cuba non è caro. Le ragazze ed i ragazzi ti costano un pò di soldi in ristoranti, discoteche, spettacoli, taxi, bevute, mance e regalini. Ma in fondo cosa sono 100 dollari per un pò d’amore a cui è facile credere?

A facilitare la cosa c’e’ il fatto che il / la turista  può portare l’amore di una notte nelle case private dove alloggia, senza che il proprietario dica niente, deve solo registrare l’occupante temporaneo nel suo librone, la mattina, a cose fatte.

Se ciò è vero all’Avana, a Santiago o a Trinidad, (grandi centri turistici) è ancora ed ancora più vero nelle cittadine di provincia, dove i turisti sono scarsi ed ognuno di loro è fatto oggetto di una caccia spietata. Tali turisti, capitati in queste remote località probabilmente per caso o per sbaglio, crederanno di esser capitati in paradiso. Possono scegliere fra moltitudini di fanciulle di nient’altro desiderose che di conoscerli. I poverini saranno perseguitati da mane a sera fino a che dovranno cedere a tante lusinghe.

E’ invece dura la vita delle fanciulle cubane con la polizia. Se sono trovate tre volte in giro con stranieri si fanno un anno di carcere. Per questo, quando le coppiette sono fermate dai poliziotti, l’uomo dovrà sganciare una decina di dollari all’uniformato (vedi qui il problema della doppia moneta di Cuba). Pura ipocrisia. Tutti sanno che la componente sessuale del turismo a Cuba è molto importante, cercare di frenarlo con questi mezzi è ridicolo.

E’ fuorviante anche il nome di jineteras con il quale sono indicate e che è inutilmente dispregiativo. Queste ragazze hanno salvato l’economia del loro paese ed hanno permesso una vita migliore alle loro famiglie. Sono eroine.

Naturalmente anche le donne turiste hanno tutti gli spazi necessari per avere anche loro delle belle soddisfazioni. Sfiorite turiste europee si potranno permettere vigorosissimi giovanotti locali ai quali non osavano aspirare nemmeno in sogno, a casa loro. Li troveranno in loro trepidante attesa ad ogni angolo. Basta fare un cenno con un dito e la vita è molto bella. Questo è il sesso a Cuba.