La fastidiosa Trinidad

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Trinidad. di Leon Petrosyan da Wikicommons.

Trinidad, a Cuba,  è una cittadina coloniale molto visitata. Ci sono stato un paio di volte e la considero il perfetto esempio del più deteriore ed insopportabile turismo a Cuba. Uno di quei posti che ti fanno odiare l’intero paese.

Il cuore di Trinidad è il suo quartiere coloniale, percorso da un certo numero di strade ortogonali fra di loro e pavimentate con un vecchio acciottolato scomodissimo al camminare ma molto folcloristico.  Sulle strade si affaciano delle belle case coloniali, in un insieme molto omogeneo, senza strappi di case moderne. Alcune strade hanno case più ricche ed importanti, altre hanno edifici più modesti e popolari. Ma tutti della stessa epoca e stile. Tutte ad un  piano. Le case più ricche sono dotate di enormi finestroni che arrivano fin quasi al suolo e son protette da belle inferriate. Quando aperte, queste finestre permettono di vedere all’interno vasti ambienti spesso arredati con mobili d’epoca. Una bella piazza con edifici a due piani di molto gradevole aspetto. L’insieme è tenuto molto bene ed è certamente molto bello e caratteristico; rende bene l’idea di un centro coloniale. Anche se i restauri lo hanno reso un pò fittizio e lezioso.

A breve distanza dalla città si trova una spiaggia piuttosto insignificante con dei brutti albergoni.

Il problema di Trinidad è l’overturismo gestito da dei predoni. La maggioranza delle case sono state adibite a ospitalità dei turisti, a ristoranti privati, ai soliti negozi di paccottiglia per turisti.

Trinidad è un vero inferno. Il turista non può fare un solo passo senza essere strattonato ed infastidito da venditori di camere, di pranzi e cene, di escursioni, di oggetti. Accadono cose assurde e fastidiosissime. La prima volta che ci sono andato, appena arrivati, cercammo alloggio sulla strada principale. Il proprietario di un BnB ci fece entrare con uno stratagemma in casa sua, che pure era tutta occupata. Ci mise in un salone e ci chiuse a chiave dentro. Nel frattempo cercò chi potesse avere una stanza libera e ci consegno al suo collega. Ci vendette, in altre parole. La seconda volta non riuscivamo ad uscire dalla stazione degli autobus a causa della folla di affittacamere che ci volevano come clienti; dovetti lavorare di gomiti e molto rudemente per varcare la porta. In un altra occasione eravamo in uno di quegli orribili taxi fatti ad uovo e stavamo andando alla spiaggia. Qualcuno si gettò davanti a noi, fermandoci ed offrendoci un taxi; anche se già eravamo a bordo di quello di un suo collega. All’incrocio principale della città vi è una tale pressione su du voi da consigliarvi di fare lunghi giri per evitare quel luogo. Nella piazza dove ci sono gli edifici migliori e i ristoranti più eleganti, ben arredati e pieni di luci e specchi, stazionano dei tipi che ti prendono per mano, anche in modo brusco e ti spingono dentro il ristorante. Delle cose indegne; simili viste solo in Vietnam. Inoltre i prezzi sono assurdi sia per le case che per il cibo ed il servizio pessimo. Il turista si sente veramente trattato come un pollo. Sconsiglio vivamente di andarci.

Ma, nonostante tutto ciò, i turisti continuano ad andare a Trinidad ed a consigliarla a chi possono. Anzi. quando gli fai notare che è una ciofega di posto, si inalberano anche. E’ uno di quei posti nei quali le persone che ci vanno abdicano dalle loro capacità critiche e si trasformano in pecorone pronte ad essere truffate e messe a pecorina con grande gioia. Sono fenomeni che è difficile comprendere.

Se, nonostante tutto quel che ho detto, insistete a voler visitare la tremenda Trinidad, dormite da Tania. Lei e la sua famiglia sono molto gentili e non vi verranno a cercare in strada per portarvi in casa loro. Li cito proprio per questa loro caratteristica, rara in quella città. Il padre è un vecchio rivoluzionario molto amante della cucina cubana, di professione faceva il cuoco e vi offrirà di cucinare la cena per voi. Nemmeno lui riuscirà a trasformare il cibo cubano in qualcosa di commestibile, ma almeno ci prova con buona volontà. Comode, pulite e di pessimo gusto le camere, la nostra con drappeggi di raso rosso. Hanno un simpaticissimo gatto nero (ma non del tutto nero).

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