Le sorprendenti isole Kerkennah della Tunisia
Si sa, il Viaggiatore Critico ha sviaggiato in lungo ed in largo per la Tunisia e ne ha parlato in un gran numero di articoli, fino ad annoiare i suoi lettori. Ha parlato della gente, dei mercati, delle oasi, dell’antica colonia pisana e genovese nel nord del paese, come è viverci, cosa fanno i pensionati italiani che son là per risparmiarsi le tasse sulla pensione. Ma non vi ha ancora parlato di uno dei luoghi più strani e che maggiormente apprezza in quel paese a volte scoraggiante.
Se si sopravvive al traffico suicidiario e terrificante di Sfax e si riesce ad arrivare al porto, ci si può imbrcare, con macchina e tutto, su una navicella che in una oretta e pochi centesimi di euro vi porta alle isole Kerkennah. In italiano chiamate Cercina, dal loro nome latino. Stranamente il nome di una collina che sovrasta Firenze e … Continua a leggere...
La sindrome del defiscalizzatore italiano all’estero
Una strana sindrome si aggira fra i pensionati italiani residenti in Tunisia; fra quelli che sono lì per defiscalizzare, cioè per percepire il lordo della propria pensione. Ciò può avvenire grazie al combinato disposto delle legislazioni italiana e tunisina. Bisogna passare almeno 183 giorni di ogni anno solare in Tunisia, avendovi la residenza e lo Stato Italiano rinuncia, buono buono, a tassare la pensione che cadrà intera nelle tasche del fortunato emigrato, senza che lo Stato Tunisino accampi che pochissimi diritti su quei soldi.
La sindrome ha differenti gradi di perniciosità; la sua evoluzione è facilmente verificabile sui social. E’ probabilmente la prima sindrome la cui diagnosi si basa più su un esame attento dei post dei pazienti su Facebook che su una visita clinica o su una serie di esami di laboratorio. E’ palesemente una sindrome 2.0 e il suo nome è “Sindrome del defiscalizzatore bollito” o SiDeBo. Eccone … Continua a leggere...
Ho recentemente fatto due viaggi con il traghetto Majestic della compagnia Grandi Navi Veloci – GNV – da Civitavecchia a Tunisi con scalo a Palermo. Ci vogliono 27 ore, invece che una e mezzo in aereo, ma al Viaggiatore Critico piace viaggiare e quindi preferisce un viaggio lungo ad uno breve, basta che non sia a piedi o a cavallo. In entrambi i casi la partenza e l’arrivo sono stati in orario e la traversata gradevole, anche se in presenza di un po’ di mare mosso, specialmente la prima volta. In entrambi i casi ho preso una cabina con vista e bagno: essenziale, ma confortevole e comoda.
