Brasile, vale la pena?

IMG_20160108_124413Alla fine del terzo, lungo viaggio, un’idea sul Brasile comincio a farmela. Partito con l’idea che i Brasiliani fossero antipatici ed arroganti ed il Brasile un bel paese; ritorno con la convinzione che i Brasiliani sono deliziosi e il Brasile un gigante inutile.

Sono rimasto incantato dai Brasiliani: calmi, gentili, carini, rispettosi, tranquilli, riservati e disponibili. Un amore di gente. Come dicevo per le donne, sembrano sempre a loro agio e moderatamente soddisfatti di se. Non sono arroganti, pretenziosi, non se la tirano, non sono aggressivi. Se ti urtano, si scusano, se li urti ti sorridono. E’ un piacere averci a che fare. Anche coloro che mi hanno rapinato, lo hanno fatto con una certa affabilità. Mai un ubriaco, un mendicante aggressivo, una rissa in strada.

Ed è forse questa grande tolleranza ed accettazione di sè e degli altri che ha provocato l’emersione di numeri sconosciuti altrove di omossessuali patenti. Un pò più freddini e rigidi a San Paolo.

Certo, resta il fatto che il buon gusto è praticamente sconosciuto, in tutti i campi. Ed ancor peggio, manca completamente il saper vivere. Rari i luoghi accoglienti, impossibile trovare un pò di stile, un pò di professionalità nel ricevere le persone. Gentili ed affabili, sì, come in famiglia; ma mai con quel minimo di ricercatezza che è poi il sale dell’accoglienza. Insomma, è come andare sempre in giro in ciabatte: comodo, ma a volte si ha voglia di un mocassino elegante. Informali al massimo, anche quando un minimo di forma diventa l’antidoto alla sbracatezza.

E’ tutto un pò dozzinale, a partire dal cibo. Sembra che in tutti i campi si cerchi la quantità, la massa, l’omologazione. Sembra che i brasiliani trovino la loro sicurezza e tranquillità nella massa, nella folla; rifuggono l’individualità, la differenziazione. Esattamente come fanno sulle loro spiagge. Certo, le condizioni di nascita di questo paese sono straordinariamente difficili: diversissime origine degli immigrati; il razzismo nei confronti dei neri africani e degli indigeni; livelli di violenza difficilmente immaginabili; le difficoltà di prendere in mano un territorio enorme e dalla natura ostile; tutto ciò deve aver creato questo amalgama culturale ancora informe e che non avuto il tempo ed il modo di distillare abitudini condivise di buona qualità della vita. Ma questo è un problema di tutta l’America.

E, purtroppo, non son riuscito a trovare, con la generalità dei Brasiliani con cui ho parlato, dei grandi argomenti di conversazione. Gradevoli, ma un pò piatti, ecco. Del resto, son dei grandi lettori della Bibbia e nelle librerie c’e’ da mettersi a piangere sulla scarsa consistenza numerica di opere di sociologia o storia brasiliane.

Il paese è invece un pò una delusione. Rio de Janeiro credo sia la città più bella del mondo, Salvador è interessante anche se molto incasinata a tutti i livelli. Per il resto non c’e’ molto. Probabilmente molta natura nei parchi naturali tipo il Pantanal, ma di difficile accesso e molto cari. Resta la meraviglia dell’Amazzonia e della sua porta Belem; ma è un mondo difficile da percorrere. Poi ci sono le grandi spiaggione, ma senza un intorno accogliente.

Ecco, è proprio questo il punto che cercavo e non ho trovato. Un luogo accogliente, non pericoloso, bello per natura ed interessante per umanità, dove poter posare le stanche ossa per un momento. Soprattutto accogliente. Ci devono essere, sicuramente, ma io non l’ho trovato. Mi ci sono avvicinato a Joao Pessoa; ma abbassando di molto le mie aspettative.

Perchè in effetti il problema della sicurezza è una gran croce. Ci sono luoghi, piccoli, sicurissimi come il Vecchio Goias, ma ci sono anche luoghi dove ti dicono di non attraversare una piazza, ma di farne il giro perchè nel mezzo ti rapinano. Alla lunga non ne puoi più. Forse il problema dela sicurezza nella realtà non è così grave come viene dipinto. Le destre politiche hanno sempre speculato su questo tema. Ma comunque, il turista, tranquillo non vive.

Può essere molto interessante la vita notturna, nelle grandi città. Locali assai intensi; ma resta il problema della sicurezza all’uscita o per andare da un locale all’altro.

I prezzi sono inferiori all’Italia, impresa non molto difficile; ma non di tantissimo. I trasporti sono facili e comodi. Tutto funziona abbastanza bene, con un po’ di approssimazione e scarsa professionalita’, ma questa e’ compensata dal buon carattere delle persone con cui hai a fare. Dall’Italia non poco turismo sessuale, a Rio, Salvador, Fortaleza.

Conclusione? Non so, davvero, bisogna che ci ritorni….

2 pensieri su “Brasile, vale la pena?

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