Affascinante, Belem.

Finalmente un posto con l’anima, in Brasile. Una città mitica, una porta fra due mondi. Belem è l’entrata al Rio delle Amazzoni e al suo immenso bacino. Immenso di spazio, di genti, di flora e fauna, di risorse e soprattutto di resistenza alla penetrazione.

IMG_20151229_100537Da qui si passa per entrare in quel mondo; qua arrivano le persone e gli strani prodotti di quel mondo. La città si muove intorno al chilometro e mezzo di banchina del porto. Al suo inizio vi è un mercato tripartito: del pesce, della carne, di tutto il resto, compreso il cibo preparato. I prmi due sono di ferro, allo stile della torre Eiffel, bellissimi; il terzo è sotto moderni tendoni.

Sono mercati affascinanti dove si trovano pesci, frutti, verdure, spezie che sembrano venuti da un altro pianeta. Tutta roba sconosciuta anche a chi di tropico se ne intende. Nella gente predominano i caratteri degli indios dell’Amazzonia, ma c’e’ anche molto dell’africano ed un pò dell’europeo.

La presenza dell’Amazzonia è fortissima a Belem. Si sente che là dietro vi è la pressione del cuore verde del pianeta, di un mondo che è ancora difficilmente pecorribile, dove sono necessarie conoscenze, capacità, abilità che normalmente non si hanno. Un pò come a Venezia, ma ingigantito a dismisura.

E quindi Belem ha un’anima, ha la funzione di raccordo fra questi due mondi inconciliabili, una sorta di Piazzale Roma a Venezia; magari anche brutto, confuso, ma indispensabile. Non è quindi una delle tante città brasiliane, nate giusto per riempire un vuoto. Questa ha una sua necessità ineliminabile.   E lo starci è altamente emozionante, esattamente come quando si arriva a Piazzale Roma e si sa che si sta per entrare in quell’altro mondo che è Venezia.

E Belem è anche portatrice di quell’enorme cultura che è stata elaborata dall’umanità in Amazzonia e che la penetrazione occidentale non è riuscita a distruggere completamente. Da i brividi pensare che risalnedo questo fiume e d i suoi affluenti e gli affluenti degli affluenti si potrebbe arrivare a zone dove vivono gruppi umani che non conoscono l’esistenza del mondo. E dal momento che la cultura è anche cibo, a Belem si riesce finalmente a mangiare bene, a differenza che nel resto del Brasile. Una vasta ed affollatissima zona del mercato è occupata da chioschi di cibo preparato. E vi si mangano anche i piatti amazzonici che seppelliscono per qualità e fantasia i poveri piatti classici brasiliani.

Diffcile staccarsi da quel mercato, chiamato Ver-o-peso. Zero turisti internazionali.

Questo post è con una sola foto (fatta all’interno della stazione fluviale) perchè a Belem è altamente sconsigliabile andare in giro con beni asportabili. Ed infatti sono stato rapinato dei pochi soldi che avevo in tasca. Gentilmente, pero’.

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