Arcadia di terza scelta.

Ho il biglietto in tasca e sto per partire dalle Azzorre per andare a Lisbona. Sto accorciando il viaggio di una decina abbondante di giorni, rispetto al tempo che avevo previsto, e ciò non è affatto un buon segnale. In più, son contento di andarmene e questo è un segnale ancora peggiore. Evidentemente le cose non sono andate come avrei voluto.

Dopo più di un mese che sono qua posso fare un bilancio del viaggio, con un risultato generale piuttosto modesto, un pò deludente. Alle Azzorre ho trovato paesaggi belli, ne ho parlato molto, ma che non mi hanno veramente entusiasmato. Tutto molto bucolico, ma, alla fine, ripetitivo, ovvio, anche un pò stantio. Il mare pur sempre presente è veramente poco importante, e questo è un gran peccato.

E’ la gente delle Azzorre, il punto dolente. Gentili, di quella gentilezza ruvida tipica dei montanari, ma chiusi, veri isolani, delle muraglie invalicabili. Poco ciarlieri e dotati di dialetti oscuri. Poche, pochissime le persone con cui ho avuto una discussione interessante. Eppoi, tutti brutti come la fame. Di quella bruttezza triste che si avvince su se stessa in tremenda escalation. Tempo spesso infame. Mai freddo, ma vento, nebbia, pioggia quotidiani.

Insomma, una specie di Arcadia di terza scelta, con le pastorelle brutte, i fauni zoppi e zuppi di pioggia.

E per di più, ho sempre mangiato male e monotonissimo e non ho quasi mai trovato dei posti gradevoli dove sedermi a bere una o più birre. Barrucci, tutti, brutti e squallidi. Nessuna capacità di viver bene, da parte degli azzorriani. Del resto queste isole vengono da una tremenda storia di miseria; gli antenati degli attuali abitanti vi arrivarono come deportati, quasi schiavi; erano i contadini più miseri del Portogallo, mandati qua a popolare terre selvagge. Da qua molti ripartirono per andare in terre ancora più ostili, in Africa ed in Brasile. E’ semore stata una umanità considerata di serie B, segnati dalla miseria, dall’ignoranza, dal disprezzo degli altri. Le cose sono ormai completamente diverse, ma i segni del passato restano.

In questo viaggio non son per niente riuscito a far quel che volevo. Trovare un bell’appartementino vicino ad un porto simpatico e fare la vita di paese per un paio di mesi in un luogo moderatamente caldo e prossimo ad una spiaggia (di sabbia, non di ciottoli da un quintale l’uno come lo ho immancabilmente trovate).

In quest’ultima isola di Faial le cose sono andate ancora peggio. Il paesaggi non è molto interessante, ma ha il miglior porto delle Azzorre, ci sono passati e ci passano in molti, navigatori di tutti i tempi e personale delle navi per la posa dei cavi sottomarini. E la gente, come sempre nei luoghi di turismo, è financo sgradevole e maleducata. Un po’ meno brutti, forse, per l’apporto di sangue fiammingo del 1500, venuti qua pet cultivare delle piante da cui ricavare coloranti tessili.

Durante questo viaggio ho speso poco. Sarò stato intorno agli 80 euro al giorno compresi tutti i numerosi aerei che ho preso per venire e per spostarmi da un’isola ad un altra. E questi voli sono piuttosto carucci, essendoci una sorta di monopolio commerciale. Ho dormito fra i 20 e i 40 euro, in albergo e in B&B, sempre con bagno in camera, tutti impeccabili per pulizia e arredamento. Unica eccezione, guarda caso, l’italiano di Faja grande. Per mangiare alla locale meno di 10 euro; in buoni ristoranti meno di 20. Ma siamo in bassa stagione, d’estate la faccenda deve esser ben diversa.

In conclusione, mi son tolto lo sfizio delle Azzorre ed ho fatto bene; ma se vi dovessi consigliare di venirci anche voi, non lo farei. Una vacanza qua finisce per essere un pò deludente. Ci si arriva con molte aspettative, che si diluiscono, piano piano, nella noia della realtà. Si ha come l’inoressione di una eccellente opportunità mal sfuttata. Potrebbe essere un giardino incantato ed invece è un cortile dimenticato. Ecco, la sensazione dominante è proprio questa: un angolo lasciato a se stesso, in attesa di qualcuo che si accorga di lui e che gli voglia bene. Cosa che, fino ad oggi, non sembra sia avvenuta.

 

Lajes di Flores, il comune più occidentale d'Europa
Lajes di Flores, il comune più occidentale d’Europa
 
I laghetti nella caldera di Corvo, fra la nebbiolina.
I laghetti nella caldera di Corvo, fra la nebbiolina.
Gigantesca Dracaena di Faial
Gigantesca Dracaena di Faial

5 pensieri su “Arcadia di terza scelta.

  1. Trovare un bell’appartementino vicino ad un porto simpatico e fare la vita di paese per un paio di mesi in un luogo moderatamente caldo e prossimo ad una spiaggia (di sabbia, non di ciottoli da un quintale l’uno).Dammi una dritta su dove esitste un posto del genere. Volevo andare alle Azzorre e dopo un tot di guide e blog dove tutti ripetevano le solite 3 cose ho finalmente trovato la voce fuori dal coro e letto il tutto mi hai convinto: fanculo le azzorre! Sono toscano e fra noi ci si capisce subito.

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  2. E bravo Fagiano! Hai ben capito il senso, ben fuori dal coro dei diretti (economicamente) interessati. Nel frattempo ho trovato il posticino in questione, un pò lontanuccio, però. San Juan de la Galdonas, Sucre, Venezuela. Su Youtube trovi a sufficenza. Ma non ti sbagliare, quando hanno fatto i filmati era durante le feste. Quando ci sono andato io non c'era proprio nessuno…..Viva il Granducato democratico!

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