Paleolitico. La straordinaria occasione perduta da Isernia.
Ai margini della città di Isernia si trova una testimonianza preistorica di enorme importanza: è il più rilevante sito del Paleolitico antico italiano ed uno fra i principali europei.
E’ antichissimo: gli era stata una datazione vicina ai 700.000 anni, recentemente rivista a circa 580.000. Comunque tantissima roba. In quel luogo, a quei tempi, piccoli gruppi di uomini macellavano il frutto delle loro cacce e portavano via i migliori pezzi di carne. Rompevano le ossa e ne mangiavano il midollo. Caccia grossa: bisonti, elefanti, ippopotami, orsi (dai quali ricuperavano la pelliccia), leoni e molti altri. Quel luogo, sul bordo dell’acqua, venne poi ricoperta da sedimenti ed è rimasto tranquillo fino al 1978, quando ritornò alla vista in occasione della costruzione di una strada. Da allora continua ad essere scavata. Nel 2014 è stato trovato un dentino da latte di un bambino: è il resto umano più antico d’Italia. Molto abbondanti … Continua a leggere...
Il turismo va a morire?
In mezzo alle eclatanti statistiche che vedono il turismo aumentare ovunque per numero di turisti, per notti passate in viaggio, per volumi economici, per destinazioni ormai entrate nel mercato, per tipi di tursmo disponibili; ebbene, in mezzo a tutto questo, vi sono delle crepe che si stanno aprendo ed ingrandendo. Il turismo, da benedizione economica sta diventando una piaga da combattere. Da risolutore dei problemi di sopravvivenza di luoghi negletti sta diventando una grana in più con la quale i governi non sanno come giostrare. La popolazione delle città turistiche si sta rivoltando.
Il turismo ha rotto le palle.
I primi a cominciare furono gli abitanti di un villaggio basco la cui festa annuale, particolarmente folcloristica, attirava talmente tanti visitatori che il Governo decise di modificarla per permettere ad ancor più visitatori di assistervi. Gli abitanti di quel paese, da buoni baschi coriacei, parvero decidere di disinteressarsene (anche … Continua a leggere...
L’atmosfera delle piccole terme ungheresi
Pensionati che giocano a scacchi, nonne con i nipotini, adolescenti obese che mangiano gelati, coppie di fidanzatini impacciati, bellone sfiorite che propongono quel che resta delle loro grazie ormai invase dalle cellulite, gruppetti ciarlieri di casalinghe attempate in libera uscita.
Questa è la meravigliosa umanità che affolla i centri termali minori in Ungheria. Ne ho già parlato, ma ci ritorno sopra perchè è una faccenda che mi par troppo bella. Per un qualche strano fenomeno geologico, la piatta Ungheria ha nel sottosuolo, ad alcune centinaia di metri di profondità, dell’acqua calda; e ciò avviene quasi dappertutto. Sono fiorite, quindi, centinaia di terme, un pò allo stile degli antichi Romani, che ne costruivano ovunque andassero, ma con dispendiosi sistemi di riscaldamento a legna. In Ungheria, invece, basta fare un pozzo sufficientemente profondo per avere delle belle piscine calde.
Alcune di queste terme sono molto grandi ed importanti: sono spesso frequentate … Continua a leggere...
Monti Tatra, alti e bassi
Dopo anni che me lo ripromettevo, sono finalmente riuscito ad andare sui Monti Tatra fra la Slovacchia e l’estremità meridionale della Polonia. La città più nota della zona è Zakopane, sul lato polacco della catena.
Propio sul confine fra i due stati c’e’ la catena degli Alti Tatra. E’ una vera e proria catena alpina con montagne di nuda e grigia roccia superiori ai 2.500 metri, rivestite, più in basso, da imponenti foreste di conifere e faggi. Il problema sta nel fatto che tutta la catena montuosa è lunga, da un capo all’altro, solo una quarantina di chilometri. Insomma delle Alpi tascabili; ovverosia qualche montagna in fila, semplicemente.
Tutto ciò potrebbe anche esser carino se non fosse per il fatto che questa catenina montagnosina è l’unica per una bella fetta di europei: polacchi, slovacchi, ungheresi, ucraini, russi, cechi ed anche per i vecchi viennesi dei tempi dell’Impero. Da … Continua a leggere...
Le crociere sul Danubio
Non solo le famigerate crociere caraibiche, o le carissime crociere patagoniche, quelle invernali a Capo Nord o quelle archeologiche sul Nilo. Vi sono anche le crociere sul Danubio, a conferma che alla gente piace stare seduti sul ponte di una nave e vedere il mondo che gli passa accanto.
Le crociere sul Danubio si fanno su delle chiatte: imbarcazioni molto lunghe e con i bordi molto bassi (tanto non ci sono onde), strette (devono entrare negli angusti bacini delle numerose chiuse che permettono di superare i dislivelli del fiume), leggere (il pescaggio deve essere modesto a causa dei fondali a volte bassi), lussuose (i clienti sono soprattutto pensionati teutonici, i quali amano le comodità e non difettano di liquidità).
Il Danubio comincia ad essere navigabile, per queste navi, da Passau, al confine fra Germania ed Austria; da qui partono le crociere. Parte da passau anche la ciclovia … Continua a leggere...
L’Austria ed il puzzo di rinchiuso
L’Austria ha un sacco di vantaggi. E’ vicina, ci si va in macchina, ha belle montagne, fanno lo strudel buono, si spende poco, ha una capitale importante, ha delle belle ciclovie lungo il Danubio e la Drava, ci son perfino le terme. Niente di veramente eccezionale, ma un sacco di piccole cose piacevoli. E’ probabilmente per questi motivi che l’Austria raccoglie numerosi premi come destinazione turistica raccomandabile. Anche quest’anno (2019) si è piazzata al primo posto di una importante classifica).
Ma c’e’ un problema grosso, che è saltato agli occhi del Viaggiatore Critico. E il problema sta proprio in quell’aggettivo usato poco sopra: piccolo!
L’Austria è un posto piccolo. E ciò non sarebbe affatto un male se non fosse per il fatto che l’Austria soffre di esser piccola. Il cuore di quel popolo si deve esser fermato al tempo in cui il paese era il grande Impero dell’Europa … Continua a leggere...
Ho parlato molto del
Son case che ti chiamano per essere abitate in letizia; crederesti che in loro niente di male può avvenire. Passeggi nelle vie dei …