La bella Ungheria
E’ veramente un peccato che l’Ungheria abbia preso una via politica brutta e che negli ultimi anni abbia avuto delle posizioni veramente sgradevoli sugli affari europei e sul problema de migranti. Proprio loro che sono dei migranti venuti chissà da dove ed approdati in quei luoghi solo da una decina di secoli. Prima di quel momento era gente che si trascinava in tutto l’est europeo, come quegli sfollati che ora rifiutano con il filo spinato. Peccato proprio, perché sarebbe un bellissimo paese, da frequentare volentieri.
In realtà non c’e’ niente di clamoroso da vedere o da fare in Ungheria; ma vi è un insieme di piacevolezze che rendono la visita, ed anche un soggiorno un pò più lungo, una cara esperienza.
I prezzi son comodi, le strade facili, le persone gentili e riservate, il cibo buono ed abbondantissimo, gli alberghi frequenti, le distanze modeste. Tutti vantaggi con pochissimi contro. Uno … Continua a leggere...
L’insopportabile Marocco II
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Squallore e freddezza. In Marocco va attualmente di moda un preciso stile architettonico e di arredamento che va sotto il nome di stile neo-marocchino. E’ molto diffuso, è diventato egemone: i nuovi quartieri sono fatti in quello stile ed gli alberghi, ristoranti, negozi sono fatti ed arredati in quel modo. Ebbene, è uno stile freddo, poco accogliente, scostante, disumano. Difficile spiegare questo punto ma se si capita in un salone marocchino moderno si ha immediatamente la voglia di andarsene. Spazi grandi, colori chiari, luce fredda e fastidiosa, mancanza di elementi di adorno, muri nudi, estrema freddezza e carenza di vita. Gli stessi negozi moderni, pur se espongono merci di pregio, sono di scoraggiante squallore. Il cliente, il visitatore si trova inerme sotto quelle luci freddissime, quella mancanza di accoglienza: mbra sempre di essere sotto interrogatorio.
Diametralmente opposti, ma non per questo più gradevoli, sono i villaggi … Continua a leggere...
L’insopportabile Marocco I
Il vostro Viaggiatore Critico ha avuto la sfortuna di andare alcune volte in Marocco, per differenti motivi; delle quali le ultime due molto recentemente. E lo ha trovato un posto assolutamente da non frequentare per numerosi e diversi motivi, che vi passa a spiegare. Che non venga tacciato di essere anti arabo perchè parla, invece, molto bene della Tunisia. .
La caccia al turista. E’ lo sport più praticato in Marocco e sembra alquanto redditizio a giud
icare dal numero di persone che vi si dedicano con determinazione ed accanimento. Dimentichi il turista – preda di poter avere un solo momento di pace quando visita luoghi turistici! Sarà costantemente apostrofato ed angosciato da venditori di qualsiasi cosa o di accompagnatori verso qualcosa. Non riuscirà a liberarsene, se non comprando e pagando. Se non compri un oggetto o paghi un servizio il turista verrà insultato, sbeffeggiato, offeso; in francese, … Continua a leggere...
La gastronomia finlandese.
Purtroppo non sembra che la pur deliziosa Finlandia abbia saputo partorire una cucina veramente degna di nota. Nel consigliabilissimo viaggio in quel paese non sarà certo la gastronomia l’aspetto che più ricorderemo. Tradizionalmente la cucina finlandese doveva essere quasi esclusivamente contadina, con molta presenza di cacciagione e di pesca; gli ortaggi freschi erano presenti solo per brevi periodi durante l’anno. Carne e pesce dovevano essere conservati molto a lungo e venivano, quindi, attentamente affumicati. Ed è proprio l’aroma di affumicatura quello che abbonda in questa cucina, fino ad oggi. Le infinite foreste fornivano e forniscono grandi quantità di svariati frutti di bosco che sono quindi entrati in molti secondi, anche come marmellate, come fanno i tedeschi quando le aggiungono alla carne al forno. I cereali coltivabili sono quelli più resistenti al freddo come la segale e quindi i pani sono neri, pesanti, poco lievitati, integrali e che si conservano molto … Continua a leggere...
Il meraviglioso mondo di Nappino, Santa Brigida.
Il viaggiatore critico ha cenato da Nappino e ne è rimasto ancora una volta deliziato, non tanto per il cibo, modesto, quanto per la ruspantissima atmosfera. Riporta qui una descrizione che ne fece anni fa sull’antipatico sito 2spaghi, in quanto ancora del tutto attuale.
“Interessantissimo locale in un paesino, Santa Brigida, vicino a Firenze, ma veramente fuori mano. Menu abbastanza corto ma assai vario. Molto pesce, di carne solo tagliate o quasi. Naturalmente anche pizza. Buono ed assai composito l’antipasto Nappino, peccato i salumi con fette di taglio micrometrico. Porzioni abbondantissime, io ho fatto una scelta temeraria, penne ai gamberetti, porcini e broccoli. Non avevo messo in conto la panna, abbondantissima. La tagliata un pò bassina, ma convenientemente cotta. Dessert del tutto casalinghi e colesterolissisimi. Prezzi modesti ma non del tutto popolari: sui 7 – 8 i primi. Sui 12 – 15 i secondi. Ma interessante antropologicamente il luogo. … Continua a leggere...
Il Mercato Centrale a Firenze: mai!
Si sa che ormai Firenze non è altro che un parco tematico basato sul Rinascimento, inserito in un centro commerciale grande quanto la città e gestito dalla potentissima categoria dei bottegai fiorentini.
E, come in ogni buon centro commerciale, non poteva mancare il food corner, la zona adibita al cibo rapido. Lo hanno appena aperto, al piano superiore dello storico edificio del Mercato Centrale, a sua volta circondato dall’insopportabile mercato di San Lorenzo con le sue bancarelle piene di pattume da turistame. Bancarelle ormai in mano alla mafia di Sri Lanka che gestisce il mercato in modo assolutamente illegale con il silenzio del Comune. La tradizione e la legge vorrebbe che una persona non abbia più di un banco. Certi proprietrai attuali ne hanno fino a sette, giocando sui prestanome e sugli errori nelle trascrizioni dei loro nomi.
Una grande navata, con soffitto altissimo; tutt’intorno banconi dove … Continua a leggere...
Il decalogo del turista italiano alle prese con las tapas
Dopo aver descritto il complesso mondo de las tapas nel post precedente, ecco ora il decalogo per stabilire la buona strategia dell’italiano in Spagna in materia di tapas.
1) Evitare la ora del tapeo in quanto la folla vi travolgerà e non riuscirete nemmeno a penetrare nei bar più interessanti. L’ora è variabile a seconda delle città ma va dalle 8 alle 10 di sera. Frequentate i bar de tapas o verso mezzogiorno o fra le 7 e le 8 di sera.
2) Scegliete bar che non siano turistici (le loro tapas sono quasi sempre orride), nè falsamente tipici con molti legni e troppi prosciutti appesi. Ma nemmeno che siano di ultimissima categoria; assicuratevi una buona qualità e varietà. Guardate le vetrinette con i cibi esposti: se i cibi sono pochi e di aspetto triste, evitate. Se sono numerosi e freschi, bene! Un ottimo segnale è lo … Continua a leggere...