Trattoria Aroma di Vino, Prato. Consigliato!
A poche decine di metri di fianco al Duomo di Prato vi è questa trattoria, poco visibile e piuttosto piccola, del tutto a conduzione familiare. E’ una di quelle trattorie che hanno voluto restare tali, pur dandosi un tocco di modernità, nell’arredamento, che vuol essere rustico, ma carino; semplice, ma non banale. Vi è quindi tutto un bric-à-brac di oggetti, libri, bottiglie, sedie spaiate e quadri in vendita: tutto come alla rinfusa, ma invece, credo, attentamente studiato. Il risultato finale è forse un po’ lezioso, ma, certo, mette l’avventore a proprio agio e ben lo predispone ad un carta che è senz’altro avvincente. Un po’ perché è informalissima: scritta a mano su dei foglietti spillati ad un foglio più grande, ma soprattutto perché contiene piatti di strettissima tradizione toscana, spesso introvabili. Sedani ripieni di carne, tipica ricetta pratese, collo di pollo ripieno, che da quando smise di farlo mia nonna, … Continua a leggere...
Buon appetito!!!!
In Ucraina si mangia benissimo, sapori forti, decisi, complessi, un tantinello pesanti. Molti antipasti freddi: in primis, ovviamente, l’insalata russa, decisamente migliore di quella che si mangia in Italia, con più verdure, meno maionese e più densa. Poi altre miscele con patate, cavolo, cenni di pollo o aringa; legate da salse varie di senape o del temibile rafano, fortissimo. Segue, immancabile, la zuppa. Troneggia il borsch, di cavolo rosso, con pezzettini di carne e abbondante cucchiaiata, al centro, di crema salata densa. Se non c’e’ il borsch, appare un’altra zuppa di vegetali vari, più saporita del nostro minestrone, con base di brodo e con le verdure quasi sempre un po’ al dentino. Seguono i secondi, molto vari. Ma in maggioranza sono spezzatini di carne e patate o altre cose non identificabili, con salse forti e dense. La cucina tradizionale era fatta nelle grandi stufe, come quella della zia di Igor, … Continua a leggere...
Freddo cattivo

Usciamo di casa alle 8, arzilli, Igor, suo zio ed io. Troviamo 17 gradi sottozero ed invece di tornare a letto come sarebbe saggio, passiamo tutta la mattina a girare per segherie per vedere se hanno il legname che vorremmo comprare. Noto con terrore che i padroni delle segherie hanno tutti l’abitudine di discutere con noi all’aperto, certo per non far udire agli operai i prezzi che ci propongono. Ci intratteniamo, quindi, a quella incredibile temperatura, sul marciapiede, disctendo a lungo di legname di prezzi, di tempi, di trasporti. Veramente trattano loro in ucraino o in russo (vai a saperlo), io sto lì come un babbeo chiedendomi perchè lo faccio. Di tanto in tanto Igor mi fa una traduzione e chiede il mio parere. Io sono d’accordo su tutto, immediatamente. Firmerei anche la mia condanna a morte pur di levarmi da quel gelo che, sbaragliate le suole delle mie … Continua a leggere...
Due giornatucce a Terceira
Ho passato due giorni a dormire, più morto che vivo. Non riuscivo a stare in piedi, in equilibrio, senza sorreggermi alla parete. Cominciavo già a pensare ad un ictus al cervelletto che avesse fatto andare a pallino il senso dell’equilibrio. Poi ho telefonato al medico e il malanno è stato derubricato alla più semplice intossicazione alimentare. Probabilmente dovuta ad un intingolo di polpo, apparentemente buono, ma che lasciava notare, ad osservazione approfondita, una notevole antichità. Così imparo a mangiare nei ristoranti per turisti fuori dall’epoca dei turisti. Nelle bettole dei locali bisogna mangiare! Ma lì, il mio amato polpo non ce l’hanno.
Peccato perchè ho perso stamattina, domenica, una camminata organizzata dal locale gruppo trekking “Os Montanheiros” con barbecue finale alla quale mi avevano molto amabilmente invitato.
Non avendo quindi fatto nulla in questi due giorni, se non russare, e dal momento che ora sto un pò meglio, … Continua a leggere...