La cucina Estone

Pesce del Baltico
Bruttissimo pesce del Baltico. Usatissimi i pesci affumicati, ma non so bene in quale preparazione vadano a finire.

Alcune gioie, ma anche molti dolori nella cucina dell’Estonia.

Gioia assoluta con le zuppe, varie e buonissime. Ve n’è una di nome Seljanka  che è di bontà commovente; sembra che sia una mezza parente del Borsch russo. Ma anche le altre zuppe si difendono molto bene. Sono di salmone, di polpette, di crema di barbabietole rosse.

L’aringa ha una grande importanza ed è sempre fonte di grande piacere. Te le ammanniscono in molte manienre diverse: fresca o conservata, fritta, arrosto o mescolata con mille salse diverse. Di gusto sempre molto più leggero di come la conosciamo noi. Non è quindi un piatto molto forte, ma diventa una pietanza delicata.

piatto della cucina estone
Salsiccia di sanguinaccio con rotelle di cipolla ai ferri, marmellata di frutti di bosco e panna acida. Uno dei migliori piatti provati.

Buona la pasticceria, di risonanza tedesca, anche se un pò mappazzona. E qui finiscono le note positive.

Per il resto è una catastrofe. I ristoranti hanno pochissimi piatti e sempre gli stessi: filetti di bovino, di maiale, di pollo, di agnello o di anatra ai ferri e poco altro. Monotonia infinita.  Il formaggio fritto è spesso presente.

Il piatto onnipresente è soprattutto il filetto di maiale in padella con salse varie. Immancabilmente stopposo e durissimo. Diffusissimo, apprezzatissimo e quasi immangiabile.  Non si capisce come riescano a farlo immanabilmente così cattivo.

Di poco migliore il sult che è una sorta di maiale lesso e sfibrato in galantina, di pochissimo gusto. Gia meglio le salsicce di sanguinaccio, ma difficili da trovare. Una gradita sorpresa: le orecchie di maiale (che ricordano tanto las tapas spagnole)  fritte a striscioline. Centrale il pane di segale, di quello che pesa come il piombo. Si sposa bene con le aringhe, ma alla fine viene assai a noia. Molto formaggio insulso, così come i salumi, d’aspetto industriale e spesso affumicati.

Dispiace che non vi siano ristoranti con la cucina locale, contadina, tradizionale, regionale, nemmeno a Tallinn. E’ tutto uniformato sul modello carne ai ferri all’americana. Oppure sulle altre cucine: molto l’italiana, le orientali, la georgiana. Un’infnità di pizzerie e kebab. Anche su questo aspetto l’Estonia è molto simile alla Finlandia: tutto il settore ristorazione è caduto nell’omologazione più triste e di basso livello.

Filetto di maiale, piatto estone
Il famigerato filetto di maiale tagliato grosso, qui con patate e salsa di mele.

Al mercato centrale, apparentemente in mano ai russi, vi sono un paio di chioschi, assai tristi, ma dove si trova la cucina russa, di ben altra importanza.

Nelle città, i posti dove mangiare, sono sostanzialmente di due tipi: il ristorante classico e il “bar” dove si puo’ anche mangiare. I piatti sono  grosso modo gli stessi, con prezzi a prezzi un pò più bassi al “bar” che è molto più informale. In questi locali è normale alzarsi ed ordinare al banco e dopo aver finito riportarvi il piatto. I camerieri sono spesso abbastanza screanzati.  Al ristorante il servizio è decisamente migliore; i prezzi sono più elevati, ma restano di un qualcosa inferiori agli italiani; non di molto.

Dopo qualche giorno in Estonia, la disperazione si installa nel turista, perchè l’uomo non può vivere solo di zuppa e di dolci.

 

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