L’insopportabile Marocco I

Il vostro Viaggiatore Critico ha avuto la sfortuna di andare alcune volte in Marocco, per differenti motivi; delle quali le ultime due molto recentemente. E lo ha trovato un posto assolutamente da non frequentare per numerosi e diversi motivi.

La caccia al turista. E’ lo sport più praticato nel paese e sembra alquanto redditizio a giud100_0706icare dal numero di persone che vi si dedicano. Dimentichi la preda di poter avere un solo momento di pace quando visita luoghi turistici! Sarà costantemente angosciato da venditori di qualcosa o di accompagnatori verso qualcosa. Non riuscirà a liberarsene, se non comprando e pagando. Se non compri o paghi verrai insultato, sbeffeggiato, offeso. Sei una vittima e se qualcuno ti verrà in soccorso sarà esclusivamente per venderti qualcos’altro od accompagnarti verso qualcos’altro: un incubo. La tattica più vigliacca della guida non richiesta è quella di camminare un passo avanti a te e di far credere che ti sta portando in un negozio dove invece sei entrato di sua spontanea volontà. Dopo l’acquisto pretenderà dal negoziante il 10 % del valore dell’acquisto. Questa è la tariffa ufficiale.
Impossibile guardare una vetrina senza che il negoziante si precipiti fuori e ti tiri dentro. Impossibile far due chiacchere con i passanti senza che ti vogliano appioppare qualcosa.
Impossibile riposarsi in un angolo senza che ti disturbino innumerevoli volte.
Impossibile non farsi fregare foss’anche per un bicchier d’acqua.
E soprattutto evitate di accettare quel melenso tè che vi viene offerto costantemente. Quello che viene spacciato per segno dell’ospitalità magrebina è in realtà un guinzaglio che vi costerà ben caro alla fine della storia.
In Marocco non si è scelto di accogliere degli ospiti, ma bensì di attirare delle prede in una gabbia stretta in cui spennarli senza cautela. Ci si sente un pò come quel tipo che finì nelle mani del canaro della Magliana.

Si mangia male. Pochi i piatti offerti nei ristoranti e sempre gli stessi. Il solito couscous, l100_0252’immancabile tajine e poco altro. Potete fare il giro del Marocco e starci dei mesi, mangerete sempre le stesse poche ed uguali cose. Dopo una settimana ne avrete il voltastomaco. Un po’ meglio sono quelle numerose baracche lungo le strade di grande comunicazione dove arrostiscono la carne sulla brace. Il pane è buono e qualche brandello di carne abbrustolita può far piacere; dimenticarsi una birra che pur ci starebbe benissimo.

Stato di polizia. Il Marocco non è un paese democratico. Il padre 100_0451dell’attuale Sovrano presenziava personalmente alle sedute di tortura dei suoi oppositori. L’attuale, quando si sposta fra le sue residenze (una in ogni città) blocca tutto. Sulle strade dove passa, autostrade comprese, ad ogni angolo, ponte, fosso, ci sono poliziotti. Quest’ultimi sono comunque onnipresenti. I posti di blocco sono frequentissimi, ad ogni accesso alle città e cittadine e sono dotati delle famigerate bande chiodate. Le multe fioccano implacabili: ho visto multare un povero vecchio su un motorino scassatissimo per avere una cesta di polli sul portabagagli. Nugoli di poliziotti su grossissime moto nuove e brillanti. Spero proprio di non finire mai in quelle mani.

Le donne. Impossibile rivolgere la parola ad una donna foss’anche 100_0716decrepita e foste voi stessi una donna. Subito interverrà un uomo a metter bocca e l’allontanerà.

(Continua qua)

 

Un pensiero su “L’insopportabile Marocco I

  1. Per un attimo ho avuto l’allucinazione di aver scritto e pubblicato questo articolo e di essermene dimenticato 🙂
    Mi fa piacere leggere finalmente un resoconto realistico e non il solito disilluso delirio del Marocco da sogno (magari da travel blogger che si sono beccati un blogger tour gratis)

    Mi piace

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