In Vietnam per la cucina
Nonostante tutto il male che ho detto del Vietnam, riconosco volentieri che c’è un ottimo motivo per andarci, tanto che, per questo, ci tornerei volentieri.
La cucina vietnamita è celestiale. Si svolge molto per strada, segno di veracità: verso mezzogiorno, nelle strade del centro di Saigon, si vedono arrivare molte donne di mezz’età. Hanno, sulla spalla, un lungo bastone alle cui estremità si bilanciano due secchi, uno per parte. Camminano rapide, con quella specie di trottello che è tipico degli asiatici, mantenendo in perfetto equilibrio il bilanciere. Giunte nel loro angolino abituale, fanno uscire dai secchi: pentole piene di cibo già cucinato, piatti, bastoncini, cucchiai e dispongono il tutto sul marciapiede e si accoccolano in quel modo impossibile che riesce solo a looro, magrissime. Dopo poco cominciano ad uscire gli impiegati dagli uffici, vanno di donna in donna fino a che ne scelgono una e si fanno servire il pranzo, … Continua a leggere...
Sikkim
Chi fosse andato in India ed avesse capito che ha sbagliato meta, sia per quanto riguarda la spiritualità che per il turismo in generale e volesse rimediare all’eerore, senza tornare subito a casa, potrebbe visitare un luogo incantevole ed interessantissimo, lì nei pressi: il Sikkim.
Vi si respira tutt’altra aria. Quasi il più piccolo ed il meno popoloso fra gli Stati della Confederazione Indiana, ha una fortissima presenza buddista ed un chiaro sapore più cinese che indiano, per dirla semplicemente. Fra le montagne, scoscesissime, ha una vegetazione densissima ed accattivante, moltissime le orchidee. Anche con le persone mi ci son trovato molto più a mio agio. Senza aeroporti o ferrovie vi si arriva su complicate strade che durante i monsoni sono aleatorie; le frane e le interruzioni frequentissime.
La capitale Gangtok è un paesone tutto scale e salite, non c’e’ molto, ma ci si sta bene. La cucina riacquista … Continua a leggere...
Andare in India? Direi di no.
Durante il lungo viaggio in India, tutto il tema della spiritualità indù si è rivelata essere una enorme trappola che si è venuta creando nei millenni al fine sottomettere le oceaniche folle che popolano quello sterminato paese.
Questa pare essere una affermazione molto forte e che solleverà l’indignazione degli irriducibili dell’India, ma che il sistema filosofico dell’induismo sia (anche? soprattutto?) uno stratagemma da furbacchioni salta agli occhi di tutti. La massa di occidentali “modello New Age”, che andavano in India per misticismo, non hanno fatto che cadere nella stessa trappola.
Non è qu9indi per il misticismo, la religosità, la filosofia che andremo in India. Bkisognerà trovare un altro motivo; questo è omai usurato ed inservibile. (Ben diversa, invece, la situazione in uno degli Stati satelliti dell’India che è il Sikkim. In questo Stato del nord la religione ed il modo di pensare sono buddisti e l’atmodfera è ben più … Continua a leggere...
I Grandi Laghi Balcanici
Grande quasi quanto il lago di Garda, il maggiore della sua regione, il più antico di Europa, il più ricco di specie endemiche del mondo, profondissimo. Questo è il lago di Ohrid. Ma accanto vi sono anche il Grande ed il Piccolo Lago di Prespa, il primo dei quali è poco più piccolo di quello di Ohrid, il secondo, invece è assai piccolo. Il lago di Ohrid è sui 600 metri di altezza, gli altri due, separati fra di loro da una sottile striscia di terra, sono sugli 800 metri. Quindi d’estate non fa caldo e d’inverno c’e’ la neve. I laghi di Ohrid e di Prespa sono separati da una alta, ma stretta, catena montuosa, boscosa e selvaggia. Il piccolo lago di Prespa ospita un gran numero di certi pellicani ed anche un’isoletta ricchissima di storia e di monumenti bizantini e barbarici. L’isoletta si raggiunge con un pontile, fra … Continua a leggere...
Turismo d’atmosfera nei Balcani
I Balcani possono essere un eccellente campo per l’esercizio di un nuovo turismo molto più soddisfacente di quelli che si vedono in giro attualmente. Il turismo d’atmosfera.
Siamo stanchi del mare sovraffollato, appiccicoso e caro; ma anche delle Dolomiti che lo sono altrettanto (affollate). Non ci interessano più le città d’arte, diventate dei parchi tematici, come Firenze. Ci sono venuti a noia i borghi storici, snaturati, leziosi e pieni di negozi di fasulli km 0. E non cadiamo nel trappolone del turismo esperienziale o solidale, concepiti per spennare i poveri turisti con attività bidone.
No, tutto ciò non ci interessa più, lo lasciamo ai forzati dei selfie, basta con quei turismi.
Vogliamo andare in luoghi dove i turisti siano pochi e che qeui pochi siano locali, provenineti da luoghi vicini; quasi più residenti che turisti. Non vogliamo per forza vedere cose eccezionali, quelle che … Continua a leggere...
Gli acquisti a km 0
A volte anche il Viaggiatore Critico abdica alla sua vocazione, appunto, critica e si fa trascinare dalla vacua moda dei cosiddetti “acquisti sul territorio”. Si aggira, quindi, fra campagne e città per comprare a caro prezzo cibi e bevande che potrebbe facilmente trovare intorno casa, con molto meno dispendio e pena.
Ma, si sa. Le cose cercate con il lanternino sono enormemente più buone che quelle vilmente barattate con la Coop o la Esselunga in cambio della pecunia.
Ha quindi battuto la Padania e le Prealti venete rimediando un invidiabile bottino, dispiegato nella foto. Ha portato a casa:
- Bianco di Custozza sfuso comprato sul territorio. Il prezzo è migliore del vino. Ma porta sulla tavola sentori risorgimentali di cui sentivamo la mancanza.
- Mele insipide ed eccellenti fichi del contadino, ex-informatico di punta della Regione Veneto, di nome Beniamino e di origina da Marostica. E’ noto che gli ex-professionisti, dotati di
Il famigerato piatto quebecois: la poutine.
La pervicace umiliazione del gusto; la rinuncia nighittosa ad ogni sforzo culinario; la voluptas dell’annullamento del piacere del cibo; lo sprofondare negli abissi dell’abiezione gustativa. Il piacere dell’orrore ed inorgoglirsene.
Una strana bevanda amazzonica
La chicha di yuca è una bevanda ed è l’incubo dei viaggiatori che entrano profondamente nell’Amazzonia ecuadoriana. Quando si è saputo come viene preparata è difficile mandarla giù. Viene offerta ai viandanti che giungono nei villaggi della foresta e rifiutarla è un grave affronto, un segno di disprezzo nei confronti di chi la offre. Le conseguenze possono essere assai pesanti. E’ una delle strane cose che si trovano in Amazzonia, come la Ayahuasca
Del resto il viaggiatore è stanco e assetato dopo aver marciato a lungo nella foresta o aver remato sui fiumi. Arrivare in un villaggio, sedersi all’ombra di una tettoia di paglia, presentarsi e conversare con chi accoglie è un gran ristoro. La conversazione avviene con gli uomini; si chiede al viaggiatore da dove viene, dove va e, soprattutto cosa va cercando, con quella diffidenza tipica di chi è stato pesticciato dagli straneiri da circa 500 anni. … Continua a leggere...
Comacchio
Una mezza giornata a Comacchio è cosa gradevolissima e proficua per l’animo, la mente ed il gusto. Il centro storico è piccolo, raccolto, calmo e sorprendente. E’ fatto di canali e ponti, come a Venezia e a Chioggia, ma è tutto più ampio, tranquillo, meno frequentato. Sembra un pò disabitato, quasi abbandonato. E’ tutto raccolto in poche centinaia di metri, che ho percorso più e più volte, incantato dall’atmosfera.
Si entra nel centro antico passando su uno stranissimo ponte, del tipo di quelli che ci sono a Venezia, che scavalca tre diversi canali, con ben cinque scalinate. Si sale sul ponte e dalla piattaforma in alta si decide da quale parte scendere. Ed in effetti si chiama Ponte dei Trepponti. Geniale e molto famoso.
In centro vi è un interessante Museo della Nave Romana che espone il carico di una imbarcazione trovata vicino alla città. Portava materiali umili e sono … Continua a leggere...
I bar mediterranei
Mi piace pensare che la cultura che si è creata intorno al Mediterraneo sia la più antica, la più complessa e quella che meglio incarna l’essenza umana, fra le molte che si sono espresse fino ad ora sulla Terra.
E non ho dubbi che un aspetto centrale di questa multiforme cultura sia il bar. Sulle rive del Mediterraneo la gente sta molto tempo al bar; ci sta bene; ci fa un sacco di cose e gli dispiace andarsene.
Il turista accorto non mancherà di passare molto del suo tempo di viaggio nei bar e dedicherà loro altrettanta, se non maggiore, attenzione che alle chiese o ai musei.
Ogni paese ha il suo tipo di bar e tutti meritano di essere conosciuti. Eccone alcuni, in ordine crescente ed arbitrario di mio aprezzamento:
Il caffè arabo. Naturalmente, non vi si beve vino o birra, ma solo caffè e tè, servito in … Continua a leggere...