Gli acquisti a km 0

A  volte anche il Viaggiatore Critico abdica alla sua vocazione, appunto, critica e si fa trascinare dalla vacua moda dei cosiddetti “acquisti sul territorio”. Si aggira, quindi, fra campagne e città per comprare a caro prezzo cibi e bevande che potrebbe facilmente trovare intorno casa, con molto meno dispendio e pena.

Ma, si sa. Le cose cercate con il lanternino sono enormemente più buone che quelle vilmente barattate con la Coop o la Esselunga in cambio della pecunia.

La quarta e ultima (per il momento) genrazione dei Poli distillatori.

Ha quindi battuto la Padania e le Prealti venete rimediando un invidiabile bottino, dispiegato nella foto. Ha portato a casa:

  • Bianco di Custozza sfuso comprato sul territorio. Il prezzo è migliore del vino. Ma porta sulla tavola sentori risorgimentali di cui sentivamo la mancanza.
  • Mele insipide ed eccellenti fichi del contadino, ex-informatico di punta della Regione Veneto, di nome Beniamino e di origina da Marostica. E’ noto che gli ex-professionisti, dotati di buone risorse economiche, hanno prodotti migliori e soprattutto miglior accesso al mercato del contadino normale, ex- servo delle gleba. Quindi compriamo da chi non ha bisogno e lasciamo che ne ha, nelle mani degli infami intermediari.
  • Grappe del Poli, noto produttore di nicchia di Bassano del Grappa che riesce a riempire faraoniche cantine popolate da innumerevoli botti con pochi e piccoli distillatori, lascito delle laboriose generazioni precedenti. Miracolo!
  • Formaggi di diversa stagionatura di Asiago. Il produttore è il Caseificio Sociale di Pennar, il prodotto è tradizionale, molto conosciuto, buono. Si spaccia in bottega ricca di legni e robuste commesse di mezz’età, sinonimo di sincerità. E’ venerdi pomeriggio ed i buoni pensionati veneti sono appena arrivati alle loro seconde residenze montane e fanno rfornimento per il loro fine settimana e per la successiva settimana di figli e nipoti, incuranti del colesterolo, che tanto ci pensa il Servizio Sanitario Nazionale a spese della collettività. Il negozio offre scelta molto diversificata fra tipi di formaggio, durata della stagionatura, ma anche qualità del latte; se provenienti da vacche cibantesi di erbe alpine fiorite o no.  Si riparte con sacchetti carichi.
  • E per non farci mancare il multiculturalismo, si acquista direttamente dal lungamente ricercato importatore nigero-lombardo del vino di palma nigeriano, appunto. Ricerca di sapori africani, ma ci si ritrova sì, con succo della palma, ma non fermentato. Solita sòla nigeriana.
Si attende con attenzione e preoccupazione di esser serviti, non abbia a finire il cacio.

Si torna quindi con un bel carico a casa, felici dell’aver acquisato e mediamente soddisfatti degli acquisti effettuati. Ma, si sa, il bello è conoscere i prodotti del territorio, a km 0. Così ci hanno detto.

Firmato: Il Viaggiatore Tonto e Beato.

 

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