La maledizione di alcuni paesi

Spesso il turista non se ne cura e ci va lo stesso. ma alcuni paesi sono sovrastati e distrutti da una maledizione che distrugge chi ci vive. Il turista magari nemmeno se ne accorge, ma se ne è informato riesce a capire meglio ciò che sta vedendo e può evitare di essere il solito superficiale, che non si rende conto di niente.

Credo che il paese più infelice del mondo sia il Rwanda. Luogo poco turistico, eppure ricco di bei paesaggi e di molte interessanti tradizioni. La maledizione di quel paese è data dall’impossibile coesistenza di due etnie delle quali una, molto minoritaria, vuole conservare il potere assoluto sull’altra, maggioritaria e mantenuta in uno stato di insopportabile asservimento. Il paese ha una lunga storia di massacri, di vendette, di atrocità inimmaginabili, di giustizia sommaria ed infame. L’odio scorre sotterraneo, come un fiume carsico dai mille rivoli. Le due etnie vivono … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 7, 2019 0

Insospettabili frammenti di storia

Girando per il mondo si trovano storie insospettabili. Questa riguarda un fiume e la prima Commissione Europea. Siamo nel 1856 e c’entra anche Cavour.

Si tratta della cittadina di Sulina, all’estrema estremità del Danubio, proprio alla foce del suo braccio centrale. Ci son finito perché volevo vedere come era il Delta d’inverno. L’ho trovato freddissimo e impraticabile, ma, come al solito, affascinante. A Sulina ci si arriva con una navicella da Tulcea, con tre o quattro ore di navigazione fra delle rive piuttosto insignificanti, almeno d’inverno. D’estate deve esser tutt’altra cosa. Non esiste strada, impossibile arrivarci per via terrestre.

A Sulina ho trovato, inaspettatissima, la seguente storia.

A seguito della guerra di Crimea, nel 1856 fu stabilito un trattato di Parigi che smilitarizzava ed internazionalizzava il Mar Nero, mentre il Danubio passava sotto il controllo dei Principati di Moldavia e Valacchia, i quali, solo nel 1918, alla fine … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 31, 2018 0

Le terme di Bucarest

Bucarest non offre molto al turista, specialmente d’inverno, al freddo e al gelo. Ma vi sono le terme dove passare una giornata. Si trovano ad una trentina di km dal centro della citta; ci si arriva facilmente e a comodo prezzo con un taxi (meglio Uber, piu trasparente, mentre i taxi normali sono soliti taglieggiare e truffare l’ignaro turista) o con una navetta gratuita che parte ed arriva ogni due ore da Piazza Romana (vale la pena provarla, l’autista brucia i rossi come se fosse un`ambulanza, gli orari sono sul sito delle terme).

Gli orari dele terme sono lunghissimi e si può entrare la mattina ed uscirne a notte fonda.

L’enorme edificio delle terme, tutto in vetri, è concepito come una serra piena di grandi palme ed altri alberi tropicali. Fra queste sono sistemate le piscine ed i lettini. Vi sono tre fasce di prezzi e servizi. La prima … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 24, 2018 0

La fine di un amore

Ho dedicato molti post al Portogallo. Ho parlato del fascino impalpabile di quel paese. Mi sono commosso descrivendo l’atmosfera che strega chi ci va. Ma ora ho capito; era infatuazione e non amore. Tutta colpa della pisserità.

Per anni ho cercato di capire quale fosse l’essenza del Portogallo, perché mi attirasse tanto. Ed anche quali fossero le sue peculiarità, quel suo essere così diverso dal resto di Europa. Tutta diversa, ma mai così diversa come il Portogallo.

Ho girato, ho letto, ho parlato, ho riflettuto, ho chiesto, ho guardato ed ho visto. Alla fine ho capito.

Parto da questa foto. E’ un bar, prossimo al centro di Porto. E’ un tipico bar portoghese, di buon livello. Ce ne sono molti così. La sua caratteristica è di essere vecchio; non antico, vecchio. Ha quell’aria da anni sessanta, con i neon, le sedie tipo formica o imbottite di similpelle, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 17, 2018 8

Il Mostro di Firenze e la legione straniera

Il Mostro di Firenze e la Legione Straniera in Gabon ed anche il Viaggiatore Critico.  Come stanno insieme questi tre disparati argomenti, annunciati dal titolo di questo post ? Molto bene. Un forte legame li unisce. Eccolo.

Il Viaggiatore Critico vi ha già parlato dello strano mondo che ebbe a trovare in Gabon: il cannibalismo, il matriarcato, il vino di palma, i pigmei con cui passare una domenica. Tutti temi che fanno la gioia del viaggiatore attento e curioso. Ma nell’oscurità della foresta equatoriale  vi è di più. (Ricordate Cuore di tenebre di Conrad? Qui l’e.book gratuito, ambientato proprio nel Congo. E da quel libro prese ispirazione il film Apocalipse now, ambientato invece in Vietnam).

Nella foresta equatoriale ci sono misteri complessi e ramificati, molto oscuri, come nelle tenebre delle notti, fra gli alberi, giganteschi. Misteri che finiscono per entrare in risonanza con … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 10, 2018 0

Nazarè e la sua strana sorte

Il paese di Nazarè, in Portogallo, è veramente riuscito a tirar fuori un cilindro dal coniglio: da modesta località balneare a capitale europea del surf. Rivoluzione epocale per il paese, ma soprattutto per i suoi abitanti.

Nazarè si trova a un centinaio di km a nord di Lisbona, ed ha una storia antica, prima di pellegrinaggi e poi di turismo. Una chiesa, posta su di un promontorio a picco sull’Oceano, ha una tradizione di pellegrinaggi lunga alcuni secoli; vi andavano anche i reali portoghesi. In tempi più recenti, la bella e dorata spiaggia, ai piedi del promontorio, ha attirato molti turisti, in special modo italiani, trasformando il paesino di pescatori in un centro turistico di buon livello, come ce ne sono molti altri sulla costa del Portogallo. Spiagge molto belle, ma l’Atlantico è una faccenda complicata, sempre mossa e fredda e farci il bagno non è per tutti.… Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 3, 2018 0

Le scritture degli analfabeti: Povoa de Varzim e Lapponia

Viaggiare con calma ed attenzione porta a delle scoperte emozionanti. Come questa che lega pescatori portoghesi e allevatori lapponi di renne. Analfabeti e scrittori.

Il primo luogo da visitare è Povoa de Varzim, a una trentina di chilometri a nord di Porto, in Portogallo. Ci si arriva facilmente con i frequenti trenini suburbani/metropolitana di Porto. E’ anche una buona alternativa per chi non volesse abitare nella cara e confusa Porto.

Povoa de Varzim è ora diventata un’anonima cittadina balneare, ma, in passato, fu un importante centro di pesca sia per la famosa sardina portoghese, che per gli altri pesci. Erano centinaia le famiglie di pescatori che si dividevano la spiaggia, dove tiravano in secco le barche ed il lungomare, dove asciugavano, riparavano, conservavano le reti e gli innumerevoli attrezzi del loro difficile mestiere.  Siamo sul temibile Atlantico che uccide più della guerra.

Gli attrezzi erano ovviamente tutti uguali … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 29, 2018 0

La temibile francesinha

Se in fatto di cibo venisse usata la parola kitsch, questo piatto se la meriterebbe a pieno titolo. Si tratta della francesinha, piatto tipico di Porto; è una delle manifestazioni nelle quali la cucina portoghese da il peggio di se stessa. Pare un incubo gastronomico; a vederla in foto si ha paura. Seconda solo alla poutine quebecoise, per orrore.

Si prepara in una terrina bassa da forno che poi va al tavolo. Vi sono molte versioni; la più classica prevede due fette di pane da toast. La prima viene accomodata sul fondo della terrina; sopra vi si mette una braciolina all’olio. Tale braciolina è uno dei capisaldi della dieta portoghese e si chiama prego, che vuol dire chiodo. Esiste in due versioni: prego no prato se è servita in un piatto; prego no pao se si mangia in un panino. Sempre braciolina all’olio, è.

Torniamo alla francesinhaContinua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 26, 2018 0

Il decalogo del Viaggiatore Critico

  1. Il viaggio non si programma con largo anticipo. Si va dove ti porta il cuore, se possibile si parte all’improvviso, senza avvisare nessuno. Non si stabiliscono tappe, percorsi, luoghi da visitare. Non si prenotano alberghi, salvo quello della prima notte, per riposarsi dopo il primo spostamento. Durante il viaggio si leggiucchia distrattamente la guida turistica e si decide dove andare. Si improvvisa secondo lo stato d’animo. Si spera di fare la scelta giusta, ma tutte saranno giuste, se fatte con il cuore. Soprattutto non ci si impongono mete da raggiungere. I compiti li abbiamo lasciati in ufficio, in fabbrica, a casa.
  2. Non si effettuano viaggi organizzati, se non in caso di estrema necessità (Corea del Nord, scalata dell’Everest, viaggio al Polo Nord). Si va in coppia, in famiglia, con pochi amici: affrontando le difficoltà con animo calmo e senso di responsabilità personale.  Non abbiamo bisogno di una
Continua a leggere...
Di ilviaggiatorecritico Novembre 20, 2018 4

Quando il viaggio è rivoluzione

In questo caso il viaggio non è turismo e non è per lavoro. E’ un fenomeno di grande  complessità e sta diventando un fatto di rilevante importanza storica.

Mi riferisco all’incredibile marcia che migliaia di centroamercani stanno facendo in queste settimane verso gli Stati Uniti. E’ un fatto totalmente nuovo per l’era moderna, ma non per l’antichità.

Per prima cosa diciamo che è molto diverso dalle traversate del Mediterraneo degli arabi o degli africani. In quel caso il passaggio avviene alla spicciolata, ognuno per conto proprio, al massmo a piccoli gruppi. E fu così anche per i siriani che arrivavano in Grecia. Mille rivoli che si spostavano con mezzi motorizzati e confluivano solo ai posti di frontiera. Inoltre era gente che veniva da un paese in guerra.

In questo caso è una colonna di gente che cammina, aproffittando solo eventualmente dei passaggi dei camion. Non fuggono da una particolare guerra … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 5, 2018 0