Quel che il turista cerca e non trova (quasi) mai
Il turista è come Tantalo, sempre teso alla ricerca di ciò che desidera pur senza poterlo mai raggiungere. O come il gatto che corre per cercare di acchiappare la propria coda. Perché il turismo sega il ramo su cui è seduto, ma poi a cadere a terra è il turista. Parlo qui, naturalmente del turista attento e curioso, non di quello che va in Crociera o a Rimini. Quelli son vacanzieri.
E’ tutto un problema di backstage, del dietro le quinte, di ciò che succede lontano dagli occhi del passante, dell’estraneo. Il turista che va a visitare un luogo lontano, una città importante, un ambiente naturale sconosciuto, si pone mille domande. Se va a in India vorrebbe sapere cosa pensano in cuor loro gli indiani quando assistono alle loro cerimonie religiose o quando si siedono sulla spiaggia, a migliaia, al tramonto, a vedere il sole che sparisce nell’Oceano. Se … Continua a leggere...
Pagare in viaggio
Una delle preoccupazioni maggiori dei turisti riguarda il problema di come pagare in viaggio. Come procurarsi i liquidi e come evitare i diversi rischi. Pur nella grande variabilità delle circostanze vediamo di dare dei consigli SEMPLICI e PRATICI, nei limiti del possibile, perchè la materia è vasta, complessa e cangiante.
Portarsi dietro la mazzetta di € o $. Errore. Si corrono evidentemente molti rischi con il contante addosso o nelle borse o nelle fasce strette in vita, sotto i vestiti, come nel Medioevo. E comunque si starà sempre in apprensione, rovinando parte del piacere del viaggio. Se proprio volete percorrere questo cammino, meglio portarsi gli euro. Cambiando i vostri euro in dollari perdereste infatti i costi di questo primo cambio. Ormai l’Euro è una moneta di importanza mondiale e in tutti i paesi viene accettata allo stesso livello dei dollari.
Portarsi dietro una piccola somma in €… Continua a leggere...
Il viaggio più bello
Un viaggio di molti anni fa è stato il più pieno ed interessante che abbia mai fatto. Nessuno, successivo, è riuscito ad avvicinarglisi. Un lungo percorso in Amazzonia.
La meta l’avevo scelta buttando a caso un dito sulla carta geografica, lo facevo spesso a quei tempi. Lavoravo in Ecuador. Per le vacanze di Natale, mi feci accompagnare da un collega fino a Canelos, nella parte amazzonica del paese. La strada si fermava lì, oltre solo foresta amazzonica fino a Belem, in Brasile, sull’Atlantico.
Parlai con dei maggiorenti del villaggio, bevvi la temuta chicha con loro, spiegai le ragioni del mio viaggio; dissi, un pò barando, che ero interessato ai frutti silvestri commestibili e chiesi delle guide per cominciare a discendere il fiume. Chiamarono due uomini, montammo sulla canoa e partimmo, io e loro, sul fiume; verso Curaray.
Cominciarono così 5 o 6 giorni di totale allucinazione. … Continua a leggere...
La maledizione di alcuni paesi
Spesso il turista non se ne cura e ci va lo stesso. ma alcuni paesi sono sovrastati e distrutti da una maledizione che distrugge chi ci vive. Il turista magari nemmeno se ne accorge, ma se ne è informato riesce a capire meglio ciò che sta vedendo e può evitare di essere il solito superficiale, che non si rende conto di niente.
Credo che il paese più infelice del mondo sia il Rwanda. Luogo poco turistico, eppure ricco di bei paesaggi e di molte interessanti tradizioni. La maledizione di quel paese è data dall’impossibile coesistenza di due etnie delle quali una, molto minoritaria, vuole conservare il potere assoluto sull’altra, maggioritaria e mantenuta in uno stato di insopportabile asservimento. Il paese ha una lunga storia di massacri, di vendette, di atrocità inimmaginabili, di giustizia sommaria ed infame. L’odio scorre sotterraneo, come un fiume carsico dai mille rivoli. Le due etnie vivono … Continua a leggere...
Insospettabili frammenti di storia
Girando per il mondo si trovano storie insospettabili. Questa riguarda un fiume e la prima Commissione Europea. Siamo nel 1856 e c’entra anche Cavour.
Si tratta della cittadina di Sulina, all’estrema estremità del Danubio, proprio alla foce del suo braccio centrale. Ci son finito perché volevo vedere come era il Delta d’inverno. L’ho trovato freddissimo e impraticabile, ma, come al solito, affascinante. A Sulina ci si arriva con una navicella da Tulcea, con tre o quattro ore di navigazione fra delle rive piuttosto insignificanti, almeno d’inverno. D’estate deve esser tutt’altra cosa. Non esiste strada, impossibile arrivarci per via terrestre.
A Sulina ho trovato, inaspettatissima, la seguente storia.
A seguito della guerra di Crimea, nel 1856 fu stabilito un trattato di Parigi che smilitarizzava ed internazionalizzava il Mar Nero, mentre il Danubio passava sotto il controllo dei Principati di Moldavia e Valacchia, i quali, solo nel 1918, alla fine … Continua a leggere...
Le terme di Bucarest
Bucarest non offre molto al turista, specialmente d’inverno, al freddo e al gelo. Ma vi sono le terme dove passare una giornata. Si trovano ad una trentina di km dal centro della citta; ci si arriva facilmente e a comodo prezzo con un taxi (meglio Uber, piu trasparente, mentre i taxi normali sono soliti taglieggiare e truffare l’ignaro turista) o con una navetta gratuita che parte ed arriva ogni due ore da Piazza Romana (vale la pena provarla, l’autista brucia i rossi come se fosse un`ambulanza, gli orari sono sul sito delle terme).
Gli orari dele terme sono lunghissimi e si può entrare la mattina ed uscirne a notte fonda.
L’enorme edificio delle terme, tutto in vetri, è concepito come una serra piena di grandi palme ed altri alberi tropicali. Fra queste sono sistemate le piscine ed i lettini. Vi sono tre fasce di prezzi e servizi. La prima … Continua a leggere...
La fine di un amore
Ho dedicato molti post al Portogallo. Ho parlato del fascino impalpabile di quel paese. Mi sono commosso descrivendo l’atmosfera che strega chi ci va. Ma ora ho capito; era infatuazione e non amore. Tutta colpa della pisserità.
Per anni ho cercato di capire quale fosse l’essenza del Portogallo, perché mi attirasse tanto. Ed anche quali fossero le sue peculiarità, quel suo essere così diverso dal resto di Europa. Tutta diversa, ma mai così diversa come il Portogallo.
Ho girato, ho letto, ho parlato, ho riflettuto, ho chiesto, ho guardato ed ho visto. Alla fine ho capito.
Parto da questa foto. E’ un bar, prossimo al centro di Porto. E’ un tipico bar portoghese, di buon livello. Ce ne sono molti così. La sua caratteristica è di essere vecchio; non antico, vecchio. Ha quell’aria da anni sessanta, con i neon, le sedie tipo formica o imbottite di similpelle, … Continua a leggere...
Il Mostro di Firenze e la legione straniera
Il Mostro di Firenze e la Legione Straniera in Gabon ed anche il Viaggiatore Critico. Come stanno insieme questi tre disparati argomenti, annunciati dal titolo di questo post ? Molto bene. Un forte legame li unisce. Eccolo.
Il Viaggiatore Critico vi ha già parlato dello strano mondo che ebbe a trovare in Gabon: il cannibalismo, il matriarcato, il vino di palma, i pigmei con cui passare una domenica. Tutti temi che fanno la gioia del viaggiatore attento e curioso. Ma nell’oscurità della foresta equatoriale vi è di più. (Ricordate Cuore di tenebre di Conrad? Qui l’e.book gratuito, ambientato proprio nel Congo. E da quel libro prese ispirazione il film Apocalipse now, ambientato invece in Vietnam).
Nella foresta equatoriale ci sono misteri complessi e ramificati, molto oscuri, come nelle tenebre delle notti, fra gli alberi, giganteschi. Misteri che finiscono per entrare in risonanza con … Continua a leggere...
Nazarè e la sua strana sorte
Il paese di Nazarè, in Portogallo, è veramente riuscito a tirar fuori un cilindro dal coniglio: da modesta località balneare a capitale europea del surf. Rivoluzione epocale per il paese, ma soprattutto per i suoi abitanti.
Nazarè si trova a un centinaio di km a nord di Lisbona, ed ha una storia antica, prima di pellegrinaggi e poi di turismo. Una chiesa, posta su di un promontorio a picco sull’Oceano, ha una tradizione di pellegrinaggi lunga alcuni secoli; vi andavano anche i reali portoghesi. In tempi più recenti, la bella e dorata spiaggia, ai piedi del promontorio, ha attirato molti turisti, in special modo italiani, trasformando il paesino di pescatori in un centro turistico di buon livello, come ce ne sono molti altri sulla costa del Portogallo. Spiagge molto belle, ma l’Atlantico è una faccenda complicata, sempre mossa e fredda e farci il bagno non è per tutti.… Continua a leggere...
Le scritture degli analfabeti: Povoa de Varzim e Lapponia
Viaggiare con calma ed attenzione porta a delle scoperte emozionanti. Come questa che lega pescatori portoghesi e allevatori lapponi di renne. Analfabeti e scrittori.
Il primo luogo da visitare è Povoa de Varzim, a una trentina di chilometri a nord di Porto, in Portogallo. Ci si arriva facilmente con i frequenti trenini suburbani/metropolitana di Porto. E’ anche una buona alternativa per chi non volesse abitare nella cara e confusa Porto.
Povoa de Varzim è ora diventata un’anonima cittadina balneare, ma, in passato, fu un importante centro di pesca sia per la famosa sardina portoghese, che per gli altri pesci. Erano centinaia le famiglie di pescatori che si dividevano la spiaggia, dove tiravano in secco le barche ed il lungomare, dove asciugavano, riparavano, conservavano le reti e gli innumerevoli attrezzi del loro difficile mestiere. Siamo sul temibile Atlantico che uccide più della guerra.
Gli attrezzi erano ovviamente tutti uguali … Continua a leggere...