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Achada Grande, il vino di sudore di donna.

Sull’isola di Fogo, a Capo Verde, non c’e’ solo questa storia sul vino con la sua triste fine. Ve n’e’ anche un’altra, altrettanto triste: eccovela.

L’isola è una montagna vulcanica, con dei fianchi scoscesi e rotti dalle successive colate laviche che raggiungono spesso il mare. Sono posti molto suggestivi, infernali, brulli, scoscesi, battuti dal sole, dal vento, dalla salsedine, dalla nebbia dell’Oceano. Sono posti inospitali, neri, di lava, fortissimi. Un viaggio vi è molto emozionante.

Dal lato più scosceso dell’isola, a mezza altezza, si trova il paese di Achada Grande. I suoi abitanti, producono tradizionalmente un pò di vino per il loro consumo. Hanno dei vigneti lontano dal paese, molto più in alto, verso il bordo del cratere, dove le temperature sono più basse e ci sono maggiori precipitazioni. I vigneti degli abitanti di Achada Grande non sono molto distanti da quelli della comunità di Cha da CaldeirasContinua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Maggio 23, 2016 0

Tiblisi

IMG_20150826_151252Il Viaggiatore Critico non è certo che Tiblisi valga il viaggio. Ci ha passato qualche giorno prima e dopo il suo straordinario viaggio in Svanezia e ne è rimasto abbastanza colpito. Certo è un mondo ben interessante e complesso: crocevia e snodo di più mondi differenti, propaggine cristiana verso l’Islam. L’Armenia fu il primo paese a divenire cristiano, seguito dalla Georgia. Terra di guerrieri, mercanti e gente che dovette esser parecchio furba per non farsi schiacciare dai turchi o dai russi o dai persiani o dagli orientali.

Terra anche ricca per i traffici o, in epoca sovietica, per esser stato l’unico paese dell’URSS produttore di vino e di frutta di tipo mediterraneo.

E in effetti Tiblisi è una città importante nei quartieri centrali, con viali, grandi costruzioni, una bella metropolitana. Nel centro vecchio sembra più mediorientale, con strade contorte, bazar, vecchie chiese. Sono bellissime certe foto antiche in cui la … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 10, 2015 0

Enogastronomia ungherese

Attenzione! Il gulash ungherese (gulyas) non è uno spezzatino, ma una zuppa liquida e calda con qualche pezzetto di carne dentro! I ristoranti acchiappa-turisti ve lo forniranno in tutti i modi, anche come pizza, ma non cadeteci: non si tratta di cucina ungherese, ma di quella che i turisti, nella loro ignoranza, credono sia ungherese e che i ristoratori disonesti ammanniscono senza scrupoli. Come esiste, ad esempio, una cucina italiana di New York che nessun italiano riconoscerebbe come propria.

Troverete la solita lista di piatti ungheresi su tutti i siti web, ma la sostanza è la seguente: è una cucina palesemente contadina, con molta presenza di verdure, ma dove si nota anche una bella presenza di carni bovine, suine e di pollame; molto diffusa l’anatra: l’Ungheria è sempre stata terra di allevamenti. Non sembrerebbe che vi sia una grande diversità; i piatti sembrano sempre un po’ gli stessi. Le … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 9, 2015 0

Il Balaton

IMG_20150607_200347Vi consiglio il Balaton, in Ungheria, solo se siete appassionati di storia del turismo ed anche un po’ masochisti. Non è un gran bel posto e non è nemmeno molto allegro. Sta fra il malinconico, il tetro, il popolarissimo, il demodè e la menopausa. Insomma, il Balaton è un gran lago che si vorrebbe il mare di un paese che il mare non ha. Ma non ce la fa. Tanto che gli ungheresi s appena possono farlo vanno in Croazia o in Grecia.
Eppure il Balaton fu un centro turistico importantissimo negli ultimi decenni del’Impero Austro-Ungarico, prima della I guerra mondiale. Vi affluivano da Vienna e da Budapest piccola nobiltà e buona borghesia. Quelli che non si potevano permettere di andare sull’unico mare dell’Impero: Trieste e l’Istria. Vi andava il ceto moderno che si apriva ai costumi liberali, goderecci: uomini e donne insieme. Gli stessi che andavano anche sui … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 9, 2015 0