La sindrome del defiscalizzatore italiano all’estero
Una strana sindrome si aggira fra i pensionati italiani residenti in Tunisia; fra quelli che sono lì per defiscalizzare, cioè per percepire il lordo della propria pensione. Ciò può avvenire grazie al combinato disposto delle legislazioni italiana e tunisina. Bisogna passare almeno 183 giorni di ogni anno solare in Tunisia, avendovi la residenza e lo Stato Italiano rinuncia, buono buono, a tassare la pensione che cadrà intera nelle tasche del fortunato emigrato, senza che lo Stato Tunisino accampi che pochissimi diritti su quei soldi.
La sindrome ha differenti gradi di perniciosità; la sua evoluzione è facilmente verificabile sui social. E’ probabilmente la prima sindrome la cui diagnosi si basa più su un esame attento dei post dei pazienti su Facebook che su una visita clinica o su una serie di esami di laboratorio. E’ palesemente una sindrome 2.0 e il suo nome è “Sindrome del defiscalizzatore bollito” o SiDeBo. Eccone … Continua a leggere...
Vivere in Tunisia
Alcune migliaia di pensionati italiani hanno deciso di trasferirsi stabilmente in Tunisia. Perché? La legislazione tunisina non tassa le pensioni degli stranieri o lo fa in misura modestissima, in caso di livelli di redditi assai alti. Le sole condizioni sono di affittare annualmente casa, aprire un conto bancario in euro, prendere la residenza. Da parta sua lo Stato italiano non tassa le proprie pensioni se il beneficiario passa più di 183 giorni all’estero. Quindi il pensionato italiano che si trasferisce in Tunisia e vi passa almeno la metà di ogni anno riceve la sua pensione lorda e non netta. La riceve sul conto in Tunisia dove la spende o la rimanda in Italia, con minime spese bancarie. Un sollucchero per la genìa italiana, così appassionata di evasioni ed elusioni fiscali. Quindi molti lo fanno. Vanno soprattutto ad Hammamet, ma anche a Sousse, Djerba, Monastir, Mahdia; alcuni, pochi, a Tunisi, troppo … Continua a leggere...
