Il Mostro di Firenze e la legione straniera
Il Mostro di Firenze e la Legione Straniera in Gabon ed anche il Viaggiatore Critico. Come stanno insieme questi tre disparati argomenti, annunciati dal titolo di questo post ? Molto bene. Un forte legame li unisce. Eccolo.
Il Viaggiatore Critico vi ha già parlato dello strano mondo che ebbe a trovare in Gabon: il cannibalismo, il matriarcato, il vino di palma, i pigmei con cui passare una domenica. Tutti temi che fanno la gioia del viaggiatore attento e curioso. Ma nell’oscurità della foresta equatoriale vi è di più. (Ricordate Cuore di tenebre di Conrad? Qui l’e.book gratuito, ambientato proprio nel Congo. E da quel libro prese ispirazione il film Apocalipse now, ambientato invece in Vietnam).
Nella foresta equatoriale ci sono misteri complessi e ramificati, molto oscuri, come nelle tenebre delle notti, fra gli alberi, giganteschi. Misteri che finiscono per entrare in risonanza con … Continua a leggere...
Le scritture degli analfabeti: Povoa de Varzim e Lapponia
Viaggiare con calma ed attenzione porta a delle scoperte emozionanti. Come questa che lega pescatori portoghesi e allevatori lapponi di renne. Analfabeti e scrittori.
Il primo luogo da visitare è Povoa de Varzim, a una trentina di chilometri a nord di Porto, in Portogallo. Ci si arriva facilmente con i frequenti trenini suburbani/metropolitana di Porto. E’ anche una buona alternativa per chi non volesse abitare nella cara e confusa Porto.
Povoa de Varzim è ora diventata un’anonima cittadina balneare, ma, in passato, fu un importante centro di pesca sia per la famosa sardina portoghese, che per gli altri pesci. Erano centinaia le famiglie di pescatori che si dividevano la spiaggia, dove tiravano in secco le barche ed il lungomare, dove asciugavano, riparavano, conservavano le reti e gli innumerevoli attrezzi del loro difficile mestiere. Siamo sul temibile Atlantico che uccide più della guerra.
Gli attrezzi erano ovviamente tutti uguali … Continua a leggere...
Quando il viaggio è rivoluzione
In questo caso il viaggio non è turismo e non è per lavoro. E’ un fenomeno di grande complessità e sta diventando un fatto di rilevante importanza storica.
Mi riferisco all’incredibile marcia che migliaia di centroamercani stanno facendo in queste settimane verso gli Stati Uniti. E’ un fatto totalmente nuovo per l’era moderna, ma non per l’antichità.
Per prima cosa diciamo che è molto diverso dalle traversate del Mediterraneo degli arabi o degli africani. In quel caso il passaggio avviene alla spicciolata, ognuno per conto proprio, al massmo a piccoli gruppi. E fu così anche per i siriani che arrivavano in Grecia. Mille rivoli che si spostavano con mezzi motorizzati e confluivano solo ai posti di frontiera. Inoltre era gente che veniva da un paese in guerra.
In questo caso è una colonna di gente che cammina, aproffittando solo eventualmente dei passaggi dei camion. Non fuggono da una particolare guerra … Continua a leggere...
Il vino di palma
Girando il mondo si trovano cibi e bevande inimmaginabili e, a volte, deliziose, anche se non sempre. Una di queste è il vino di palma.
Immaginatevi in viaggio: siete su un grosso 4×4, di quelli veri, non da fighetti. Land Rover, Toyota, addirittura Mercedes con il blocco del differenziale, se siete particolarmente ricchi, Suzuki se siete un po’ pezzenti (ma non disperate, è il più agile). Sono ore che guidate o state accanto a quello che guida. La strada è ovviamente sterrata, fatta di polvere rossa sottilissima che entra ovunque. Da ore siete sballottolati sul miliardo di buche che non siete riusciti ad evitare. Scossi e con i muscoli stanchi dal cercare di bilanciare le scosse. Fa un caldo abominevole e può pure essere che l’aria condizionata non funzioni oppure che l’avete spenta per risparmiare sul carburante. E se funziona siete incordati per il vento gelido che esce … Continua a leggere...
Migrantour
In questa epoca nella quale il tema dei migranti sembra esser diventato il centro del mondo, il Viaggiatore Critico segnala una iniziativa turistica che li vede impegnati, come guide turistiche nelle città che sono venuti ad abitare.
L’iniziativa è abbastanza curiosa e può attirare l’attenzione di qualcuno. Nasce nel mondo eticamente molto opaco del “turismo solidale” di cui abbiamo già parlato, indicandone le profonde contraddizioni.
Anche nel caso del Migrantour ci sono di mezzo le solite ONG; sempre alla ricerca di un qualsiasi pretesto per chiedere dei finanziamenti per andare avanti e pagare il personale, ormai precario da decenni. In questo caso il donatore di fondi caduto nella trappola è l’Unione Europea con le sue linee di finanziamento per l’integrazione.
E’ stato quindi montato il solito circo di progetti, studi, pubblicazioni, siti web, bollettini, riunioni, reti plurinazionali, viaggi e scambi. Insomma, tutto il classico blabla che finisce per costare … Continua a leggere...