Balene e delinquenti americani. L’affascinante Isola di Brava, Capo Verde.
Brava, (Capo Verde) è una di quelle isole che sembrano sfidare ogni razionalità, un pò come Corvo delle Azzorre e Pitcairn. Sfide dell’uomo all’impossibile.
Scoperta, insieme alle altre isole d Capo Verde, intorno al 1460 era troppo piccola (tonda, 10 km di diametro) per essere presa in considerazione, nonostante che fosse ricca d’acqua e di vegetazione. Ci furono mandati alcuni schiavi; se liberati o ribelli lì confinati, non è chiaro; coltivavano, allevavano, pescavano. Erano un paio di centinaia di persone ed il loro mondo era solo quell’isoletta. Le cose cambiarono nettamente nel 1675 quando l’ennesima eruzione del vulcano di Fogo, distante poche decine di chilometri (ma di Oceano, temibile), spinse un gruppo dei suoi abitanti a rifugiarsi a Brava, stanchi dei capricci del loro vulcano, che continua fino ad oggi a far danni.
E cominciò la vera colonizzazione di quest’isola. Apparentemente pacifica, dal momento che i feroci … Continua a leggere...
Donne brasiliane….
Il Viaggiatore Critico ha osservato con molta attenzione le donne brasiliane e si è chiesto per quale motivo siano così famose nel mondo. Fama che, a suo parere, è del tutto giustificata.
Alcune considerazione generali, assai ovvie:
- i brasiliani sono molti e l’età media è piuttosto bassa, a grande differenza dell’Italia (30 anni in Brasile contro i 44 dell’Italia) Quindi le giovani donne sono molte e fra di loro, anche solo per motivi statistici se ne troveranno molte che sono belle o bellissime.
- In Brasile hanno confluito, volenti o nolenti, molti popoli e razze diverse: gli indios “primi abitanti”, gli europei di molte diverse provenienze, gli africani schiavi ed, infine, i giapponesi durante il XX secolo. Dall’amalgama son venuti fuori moltissimi tipi fisici diversi; quindi vi son donne veramente per tutti i gusti. Tutte le sfumature di colore sono presenti.
- Il clima caldo favorisce lo stare all’aria aperta e la
La tristezza del tropico a Sao Luis Maranhao.
A Sao Luis de Maranhao, al nord del Brasile, ancor più che a Cartagena de las Indias (Colombia) o all’Avana e come a Goa in India si percepisce il fallimento definitivo dell’Europa al Tropico.
Un grande e bellissimo centro coloniale; eroso dall’umidità, ridotto alla fatiscenza, con poche eccezioni. Una volta elegante è ormai percorso da gente in ciabatte che cerca sera.
Simbolo di una colonizzazione feroce e mortifera che si voleva per sempre, ma che si è liquefatta nel calore umido della vegetazione invincibile. I palazzi, le chiese, le case, i magazzini concepiti nel ‘700 come se fossero in Portogallo o in Francia, sono fuori luogo, espulsi dalla realtà, inglobati come cisti estranee nel corpo tropicale, percorsi dagli scarafaggi.
La vita non è qui. Il quartiere è stato svuotato dai suoi abitanti per essere restaurato, ma i restauri non sono mai arrivati. Questo stato è praticamente proprietà … Continua a leggere...
Una città molto più giovane di me.
E’ anora possibile fondare delle città. Lo facevano i Romani con il loro cardo e decumano, lo facevano gli spagnoli durante la Conquista quadricolando il terreno e aspettando che gli isolati si riempissero. Lo ha fatto anche il Governo Brasiliano fondando nel 1990 la città di Palmas, capitale del nuovo Stato di Tocantins. Ci arrivo dopo aver lasciato il gioiello di Goias Velho che si trova a solo 800 km di distanza!
Palmas ha già superato i 200.000 abitanti ed è la città la cui popolazione cresce più rapidamente di tutto il Brasile. 200.000 persone in 25 anni, una crescita spaventosa. Tutti appena arrivati, molti giovani, la speranza regna sovrana.
La città ha il suo centro in una enorme piazza; si dice che sia la seconda piazza più grande del mondo. Al centro della piazza vi è un lussuoso e brillante Palazzo del Governo. Al centro della costruzione vi … Continua a leggere...
Svanezia: cultura, turismo e gastronomia
A quanto detto qua si aggiunga una ulteriore particolarità che rende, di fatto, la Svanezia un luogo unico al mondo e molto speciale.
La valle principale della Svanezia è lunga molte decine di chilometri; è percorsa da un fiume che sbocca in un pianuira che da sul Mar Nero. L’imbocco della valle, a partire da tale pianura, è difficilissimo. L’nizio della valle è strettissimo e le pareti che la finacheggiano sono alte ed erte. Ancora oggi la strada che vi penetra è piuttosto precaria; durante l’inverno, la valle può restare del tutto isolata, a causa della neve ed in primavera od autunno le forti piogge provocano frane che interrompono la strada anche per alcuni giorni consecutivi. Insomma, è un postaccio, per andarci, scomodo. In questo ricorda Scanno la cui valle ha la stessa configurazione e gli stessi problemi, sia pure molto più in piccolo.
Per quale motivi gli antichi si … Continua a leggere...
Svanezia: le case torri
Ma fino a qua ci si troverebbe semplicemente in un ambiente alpino come molti ce ne sono nel vasto mondo. La Svanezia, invece, aggiunge una peculiarità irripetibile: le case torri. Nei paesini che costellano le vallate, molte delle case hanno un corpo principale a cui si aggiunge una vera e propria torre di 4 o 5 piani. Venivano fatte fin dal medioevo ed attentamente mantenute fin quasi ad oggi a scopo difensivo. Non hanno porte al primo piano, ma solo al secondo; vi si arrivava con una scala a pioli che, veniva ritirata dall’interno; senza finestre per evitare le frecce incendiarie, ma solo con dei minuscoli pertugi per scrutare l’esterno. Degli archetti ornamentali al colmo. Alcune sono visitabili e si sale di piano in piano con delle temibili scalette precarissime. Ormai senza utilità, sono quasi tutte assai ben conservate, mentre molte delle case dei paesetti più … Continua a leggere...
L’incredibile storia dell’Isola Pitcairn (serie destini improbabili)
Tutti conosceranno la vera storia della fregata Bounty e del suo ammutinamento in Polinesia. Avvenuto nel 1789 perchè il capitano dava la poca acqua dolce disponibile a delle piantine di albero del pane, che stavano trasportando, piuttosto che agli uomini. Pochi, invece, credo, sappiano che i nove ammutinati, insieme a 6 uomini e 12 donne tahitiani, finirono nell’allora sconosciuta Isola Pitcairn; di 3,2 per 1,6 km. Altri ammutinati restarono a Tahiti.
Ancor meno sapranno che i discendenti di costoro sono ancora lì. Sono in 48, padroni di uno Stato semi-indipendente. Non c’e’ aeroporto e ci arriva una nave due volte al mese e non tutti mesi. La prima terra abitata (poco) e con un aeroporto è a 32 ore di navigazione. Vivono di agricoltura, della pensione di quelli che hanno lavorato in Nuova Zelanda, della vendita di siti del dominio .pn, dei loro francobolli da collezionisti, di ceste di … Continua a leggere...
Trattato breve di passerinologia ucraina.
Ma come, diranno alcuni, questo è andato in Ucraina e non ci parla delle famose ucraine? In effetti ho aspettato un attimo, per riprendermi dal freddo e dallo sconvolgimento, ma ora lo faccio.
La popolazione ucraina è ad elevato dimorfismo sessuale, come molti tipi di uccelli, basti pensare ai fagiani. Ovverosia, le donne e gli uomini sono molto diversi; ad esempio nei fagiani le femmine sono più grosse e con le penne marroni; i maschi, invece, sono più scattanti e molto variopinti.
Nella popolazione si ha l’esatto opposto: i maschi sono bruttacchioli, tozzi, un pò informi nella loro stazza rotondeggiante. Tutto ciò è probabilmente dovuto ai fiumi di vodka ingurgitati, anno dopo anno, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno. Fiumi inghiottiti in un sol sorso, come la tradizione comanda.
Le ragazze, invece, sembra di stare in paradiso. In un gigantesco museo delle passerine, lo show room della femminilità patinata. Tutte … Continua a leggere...
Elegia triste per la Macaronesia
Nebbia e tristezza vagano sulla Macaronesia,
il settimo continente, il più nuovo.
Nato dal fuoco e dal mare, là dove l’Atlantico si apre,
allontanando l’Africa dall’America; aumentando le distanze, accrescendo le solitudini.
Azzorre, Madeira, Porto santi, Canarie, Capo Verde, mi piace aggiungerci Sao Tomé.
Isole nere e rosse di roccia vulcanica; l’estremo verdore delle Azzorre e di Sao Tomé controcanta l’aridità di Capo Verde.
Solo le isole più antiche, Porto Santo, Boa Vista si distendono in pianori sabbiosi e chiari.
Delle Canarie non so, le altre 21 isole sono 21 universi diversi per dialetto, storia e caratteristiche. Universi minuscoli ma completi. Soprattutto complessi.
La natura spadroneggia, il mare è nemico, l’uomo si adatta, se può; se non può, fugge (se ce la fa, più spesso crepava). L’uomo ce lo hanno portato a forza di armi o di miseria o di inganni. Dall’… Continua a leggere...