Svanezia: le case torri

(Viene da qua…)

IMG_20150831_150626Ma fino a qua ci si troverebbe semplicemente in un ambiente alpino come molti ce ne sono nel vasto mondo. La Svanezia, invece, aggiunge una peculiarità irripetibile: le case torri. Nei paesini che costellano le vallate, molte delle case hanno un corpo principale a cui si aggiunge una vera e propria torre di 4 o 5 piani. Venivano fatte fin dal medioevo ed attentamente mantenute fin quasi ad oggi a scopo difensivo. Non hanno porte al primo piano, ma solo al secondo; vi si arrivava con una scala a pioli che,  veniva ritirata dall’interno; senza finestre per evitare le frecce incendiarie, ma solo con dei minuscoli pertugi per scrutare l’esterno. Degli archetti ornamentali al colmo. Alcune sono visitabili e si sale di piano in piano con delle temibili scalette precarissime. Ormai senza utilità, sono quasi tutte assai ben conservate, mentre molte delle case dei paesetti più isolati sono ormai abbandonate: l’emigrazione ha fatto danni enormi. E’ come se le torri fossero fatte in modo più solido delle case.

L’effetto è straordinario: si percorrono a piedi valli di boschi e pascoli sotto le cime rocciose e spuntano, uno dopo l’altro, minuscoli paesini dotati, ognuno, di 5, 10, 20 torri, forti ed imponenti. Medioevo assoluto.

IMG_20150901_091722Non è ben chiaro chi fossero i nemici da cui difendersi chiudendosi nelle torri. La versione “politica” direbbe che gli attacchi venivano dall’altra parte del Caucaso, dai russi; ma qua e là si sente e si legge che vi fossero scontri anche fra paesi, se non, addirittura, fra famiglie. Ad ogni accenno di pericolo gli animali venivano mandati verso le montagne e la famiglia si rifugiava nella torre, dove venivano conservate le scorte alimentari. E lì dentro potevano resistere in totale tranquillità.

IMG_20150831_155733Quel po’ di turismo che arriva, quasi tutto pedestre, porta un minimo di lavoro. I viandanti hanno bisogno di dormire, mangiare, comprare un po’ di cibo per la tappa del giorno seguente. Hanno bisogno di guide e di cavalli per portare il bagaglio; alcuni anche di macchine che possano percorrere quelle poche e disastratissime strade. Gli svaneti trasferiti a Tiblisi o nelle altre città, tornano al villaggio durante l’estate, fanno l’orto, rimettono le case, accolgono i turisti; quei pochi che vi abitano tutto l’anno sono incentivati a restarvi. Una speranza di ricupero esiste, ma in certi villaggi ci sono solo due o tre case abitate, le altre in rovina.

(Continua…)

(Altre foto)

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