Una città molto più giovane di me.

IMG_20151214_183323E’ anora possibile fondare delle città. Lo facevano i Romani con il loro cardo e decumano, lo facevano gli spagnoli durante la Conquista quadricolando il terreno e aspettando che gli isolati si riempissero. Lo ha fatto anche il Governo Brasiliano fondando nel 1990 la città di Palmas, capitale del nuovo Stato di Tocantins. Ci arrivo dopo aver lasciato il gioiello di Goias Velho che si trova a solo 800 km di distanza!

Palmas ha già superato i 200.000 abitanti ed è la città la cui popolazione cresce più rapidamente di tutto il Brasile. 200.000 persone in 25 anni, una crescita spaventosa. Tutti appena arrivati, molti giovani, la speranza regna sovrana.

IMG_20151214_131756La città ha il suo centro in una enorme piazza; si dice che sia la seconda piazza più grande del mondo. Al centro della piazza vi è un lussuoso e brillante Palazzo del Governo. Al centro della costruzione vi è un punto che si ritiene sia il centro geografico di tutto il Brasile. Si può visitare e il personale te lo spiega volentieri e con gentilezza. Mi sono sembrati lusingati di ricevere un visitatore da così lontano e così palesemente impressionato da tutta la faccenda.

In qualche modo è simbolico il fatto che si sia costruito una citta per riempire il vuoto che sta al centro di un paese; il tentativo di riempire un vuoto non solo fisico, ma anche storico e concettuale. Si cerca di dare un senso, una dimensione umana, ad un paese. Per gli europei, appesantiti da una storia infinita, tutto ciò pare incredibile; è straniante. Esattamente come lo è stato attraversare la piazza centrale, sotto il sole del mezzogiorno. Non finisce mai, come il Brasile. Ci si chiede se non sarebbe meglio fare le cose un pò più piccole, raccolte.

Qualche grattacielo, molti show room di concessionari di tutto. Non pare che ci sia una vera ragione economica per aprire tutti quei locali: forse solo la necessità di esserci, preparandosi per il futuro. Tutt’intorno grandi arterie semivuote. Interi isolati, anche in centro, sono rimasti allo stato di bosco naturale mentre l’isolato accanto ospita un enorme centro commerciale pieno di ristoranti. I quartieri residenziali sono stati costruiti più lontano, fuori dai vincoli urbanistici del Piano Direttore, rigidamente ripettato, come è successo a Brasilia. In centro c’e’ anche una bellissima costruzione di Niemeyer, vanto della città.

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Monumento di Oscar Niemeyer!!! Bellissimo.

Distanze enormi, a piedi non si va da nessuna parte. Del resto non ho trovato nessuna parte dove andare. Mi chiedo cosa succederà quando i trasporti individuali diventeranno difficili per l’eccessivo costo del carburante. Come ci si sposterà in queste città piene di spazi vuoti? La stessa cosa me la chiedevo in Quebec, dove per andare a far visita ai vicini ci vuole la macchina, tanto le case sono distanziate fra di loro.

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Il centro fisico del Brasile, dice.

La popolazione è, ovviamente, tutta immigrata; da questo stato o da quelli vicini. Vengono dalle campagne, si ritrovano in questa città che fu campagna e lo è ancora. Si costruiscono insieme: città e cittadini. Lo sforzo quasi mi commuove.

Città tranquilla, appena nata. Diventerà importante? Resteranno le mucche a pascolare in centro?

Si resta comunque assai allibiti da tanta ingenua volontà di fondare, costruire, abitare, sviluppare. Roba da Brasiliani.

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