Migrantour

In questa epoca nella quale il tema dei migranti sembra esser diventato il centro del mondo, il Viaggiatore Critico segnala una iniziativa turistica che li vede impegnati, come guide turistiche nelle città che sono venuti ad abitare.

L’iniziativa è abbastanza curiosa e può attirare l’attenzione di qualcuno. Nasce nel mondo eticamente molto opaco del “turismo solidale” di cui abbiamo già parlato, indicandone le profonde contraddizioni.

Anche nel caso del Migrantour ci sono di mezzo le solite ONG; sempre alla ricerca di un qualsiasi pretesto per chiedere dei finanziamenti per andare avanti e pagare il personale, ormai precario da decenni. In questo caso il donatore di fondi caduto nella trappola è l’Unione Europea con le sue linee di finanziamento per l’integrazione.

E’ stato quindi montato il solito circo di progetti, studi, pubblicazioni, siti web, bollettini, riunioni, reti plurinazionali, viaggi e scambi. Insomma, tutto il classico blabla che finisce per costare delle fortune e su cui le ONG lucrano. Mentre quelli che dovrebbero essere i beneficiari finali non si rendon quasi conto di nulla; passa tutto sulle loro teste.

Eppure l’idea non sarebbe male ed è anche molto semplice. Nelle città europee si è creato, negli anni, un mondo parallelo costituito dagli immigrati, delle diverse origini. Ci sono i luoghi di culto, che non sono solo le moschee, ma anche tutte le chiese dell’Europa orientale o i templi asiatici. C’e’ la grande quantità dei negozi cosiddetti etnici, con tutte le loro differenze continentali: cibi africani, asiatici, sudamericani. Ci sono i ristoranti tipici di certe nazionalità. Ci sono i luoghi di ritrovo delle diverse comunità come bar, associazioni, stanze presso associazioni italiane. Ci sono le piazze dove si trovano gli immigrati la domenica, spesso per mangiae insieme ciò che portano da casa. Ci sono le cooperative che fanno assistenza ai migranti. Incominciano ad esserci artigiani e piccoli imprenditori di diversissme origini che si sono conquistati un po’ di spazio sul mercato italiano. Ci sono le mafie estere che si fanno spazio con rapidità e decisione. Insomma è tutto un mondo “altro” che sta nascendo in mezzo agli italiani. Con tutti ilati della vita: buoni e cattivi. Comunque con una vitalità certo maggiore di quella italiana, che si sta spegnendo.

Si sta parlando di migranti in senso generale e non solo nell’accezione riduttiva che si usa attualmente: quella del giovane migrante africano appena arrivato, in qualche modo, e che non sa da che parte cominciare a svoltare. Il mondo in cui agisce Migrantour è anche composto (direi soprattutto) da migranti “di fascia alta” come lituani, brasiliani, polacchi, ma ci sono anche arabi, africani e bengalesi.

In cosa consiste l’iniziativa? Vengono organizzate delle visite, in alcune città europee, al mondo dei migranti. E le visite sono guidate da uno di loro. Ogni città ha tre o quattro giri diversi, ma abbastanza simili. Si toccano dei luoghi di culto, i negozi, si fanno degli assaggi dove possibile, si parla con i migranti, si vedono le associazioni. Questo giro dovrebbe portare gli abitanti “normali” della città (o dei turisti molto attenti), a capire che c’e’ una parte del loro ambiente che gli era assai sconosciuto. A vedere la loro città come non l’avevano mai vista. Naturalmente le guide sono, per definizione, plurilingue e possono condurre dei gruppi di visitatori, a loro volta, multiculturali; sono anche di un certe livello culturale, ovviamente.

Recentemente hanno fatto un “welcome tour” prendendo degli immigrati appena arrivati e facendo fare loro un giro per conoscere il luogo dove erano arrivati. Una specie di commistione fra migrazione e turismo, dove il vecchio migrante diventa guida ed il nuovo fa il turista, in attesa di diventare residente e, forse, a sua volta, futura guida.

Il costo è di circa 12 € per ogni persona, per una visita di un paio di ore, e sui 150€ per un gruppo che arriva già organizzato. Ci si iscrive a partire da FB o dal sito Migrantour. Le città implicate sono Roma, Milano, Genova, Marsiglia, Bologna, Napoli, Firenze, Torino, Valencia, Lisbona, Parigi e forse altre. Fanno anche gite scolastiche. Per le città italiane l’organizzazione di tutta la faccenda sembra saldamente in mano a strutture italiane.

Almeno in Italia la cosa non sembra funzionare molto. I giri in agenda sono pochissimi e non è chiaro se poi vengono eseguiti o finiscono per andare deserti.
Quindi, ancora una volta, un’iniziativa che è servita a dare un po’ di lavoro e visibilità alle ONG che l’hanno promossa e che si son fatte finanziare il lancio. Poi la cosa si è spenta e magari va a morire nell’indifferenza. Ancora una volta si tratta di una iniziativa fatta in nome dei migranti, che hanno messo la loro faccia esotica e sorridente sul sito. Ma dalla quale, alla fine, non ci hanno cavato quasi niente.

PS. Ed in effetti, come previsto, dopo un anno dalla pubblicazione di questo articolo, di Migrantour non rimane quasi niente. Non ci sono più giri organizzati a cui iscriversi, salvo uno mensile a Roma, Milano, Torino. I siti web non sono più aggiornati da più di un anno. Restano solo i volti sorridenti delle guide che vi guardano tristemente dallo schermo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...