Vivere in Tunisia
Alcune migliaia di pensionati italiani hanno deciso di trasferirsi stabilmente in Tunisia. Perché? La legislazione tunisina non tassa le pensioni degli stranieri o lo fa in misura modestissima, in caso di livelli di redditi assai alti. Le sole condizioni sono di affittare annualmente casa, aprire un conto bancario in euro, prendere la residenza. Da parta sua lo Stato italiano non tassa le proprie pensioni se il beneficiario passa più di 183 giorni all’estero. Quindi il pensionato italiano che si trasferisce in Tunisia e vi passa almeno la metà di ogni anno riceve la sua pensione lorda e non netta. La riceve sul conto in Tunisia dove la spende o la rimanda in Italia, con minime spese bancarie. Un sollucchero per la genìa italiana, così appassionata di evasioni ed elusioni fiscali. Quindi molti lo fanno. Vanno soprattutto ad Hammamet, ma anche a Sousse, Djerba, Monastir, Mahdia; alcuni, pochi, a Tunisi, troppo … Continua a leggere...
Fair Trade, la trappolona del Commercio Equo e Solidale.
Chi viaggia nei paesi tropicali finisce quasi sempre per interessarsi ai prodotti tipici di quel mondo; quelli che un tempo venivano chiamati “i coloniali”: caffè, cacao, zucchero di canna, tè; oppure la frutta fresca tropicale ed i suoi succhi. Quei prodotti saranno cari al viaggiatore che li associa con le sue passate e, spera, future, vacanze esotiche.
Ecco, tale viaggiatore è pronto a cadere nella trappola del “Fair trade” o “Commercio Equo e Solidale”. Tutti sanno di che si tratta: sono articoli, alimentari o no, prodotti e commercializzati rispettando certe norme etiche, economiche, ambientali ben definite in un gran numero di documenti largamente condivisi ed accettati. Un sistema di verifica e controllo è mantenuto in funzione per assicurare il consumatore che tali norme virtuose siano rispettate. Per quanto il sistema si occupi anche di aspetti ambientali, il punto centrale del Fair Trade risiede nella ricerca del miglioramento delle condizioni di … Continua a leggere...
Stupito dalla Bielorussia
Ma voi come ve la immaginate la Bielorussia?
Un posto povero, malmesso, sovieticamente decadente. Scassato e scagazzato, da far pena e tristezza. E su tutto lo sguardo tirannico di tal Lukaschenko, padrone incontrastato dell’ultima dittatura europea. Ma invece il popolo lo si attende accogliente, bonario; rude, ma ospitale, sempre pronto ad offriti una vodka con i cetriolini sottaceto. Io me la immaginavo così e son certo anche voi.
Invece è esattamente il contrario.
Par di essere in Svizzera, senza le stomachevoli leziosaggini di quell’affettato ricovero di loschi capitali. In Bielorussia tutto è pulito, ordinato, bentenuto; i trasporti pubblici funzionano benissimo, in orario, poco affollati, puliti; le strade sono ben asfaltate, con tutti i loro cartelli ben disposti e le linee recentemente disegnate. La gente è vestita bene, sia pure di un gusto che a noi fa un pò ribrezzo. Le scarpe, indicatore principe del benessere economico di un popolo, le … Continua a leggere...
Ci sono andato apposta. Ho preso un Ryanair a prezzo stracciato, 35 euro andata e ritorno e sono andato a Bari. Lo volevo fare da mesi e l’ho fatto. A far che? A cercare l’assassina, che altro?