Aver casa all’Avana.
Se proprio volete vivere a Cuba, come spiegato qua, è necessario trovare una casa. E ciò è ancora più difficile che ottenere il visto.
Ogni cubano ha la sua casa ed ogni casa ha il suo cubano dentro. Non ve n’e’ nemmeno una libera per voi. Forse qualcuna in campagna, ma dove non vi interesserà vivere. Come fare? Naturalmente vi sono alcune soluzioni:
- Piazzarsi in una casa particular. E’ possibile scegliere una casa bella, confortevole, con padroni di casa simpatici (non facile, riunire le tre condizioni) ed avere la propria stanza. Ma resta pur sempre una fastidiosa coabitazione con una famiglia che vi chiederà mille piaceri (economici), turisti sessuali che porteranno in casa vostra frotte di ragazze per una notte o turisti normali, magari con prole rumorosa. Da tenere anche presente che le casas particulares sono abbastanza care, comparabili ad un hotel economico europeo. Farsi da mangiare
Brasile, vale la pena?
Alla fine del terzo, lungo viaggio, un’idea sul Brasile comincio a farmela. Partito con l’idea che i Brasiliani fossero antipatici ed arroganti ed il Brasile un bel paese; ritorno con la convinzione esattamente contraria: che i Brasiliani sono deliziosi e il Brasile un gigante inutile.
Sono rimasto incantato dai Brasiliani: calmi, gentili, carini, rispettosi, tranquilli, riservati e disponibili. Un amore di gente. Come dicevo per le donne, sembrano sempre a loro agio e moderatamente soddisfatti di se. Non sono arroganti, pretenziosi, non se la tirano, non sono aggressivi. Se ti urtano, si scusano, se li urti ti sorridono. E’ un piacere averci a che fare. Anche coloro che mi hanno rapinato, lo hanno fatto con una certa affabilità. Mai un ubriaco, un mendicante aggressivo, una rissa in strada.
Ed è forse questa grande tolleranza ed accettazione di sè e degli altri che ha provocato l’emersione di numeri sconosciuti … Continua a leggere...
Spiagge brasiliane
La massima aspirazione del turista balneare brasiliano è la seguente: arrivare con le macchine (meglio un bussino) sulla spiaggia in compagnia di almeno altre quindici persone, fra parenti, amici, conoscenti, vicini, amici di amici. Scendere di macchina ed occupare immediatamente il primo tavolino con ombrellone disponibile; quanto più vicino al parcheggio e lontano dal bagnasciuga, meglio. I tavolini sono ad un centimetro l’uno dall’altro; i brasiliani sono molto spesso abbondanti: i camerieri sono maghi di contorsionismo per arrivare a servire. Il secondo passo è ordinare un enorme pranzo, di dimensioni natalizie abbondantemente innaffiato da birra e caipirigne. Mangiare nella calca. Andarsene, senza aver nemmeno guardato il mare.
Quindi le spiagge brasiliane sono inverosimilmente zeppe di gente vicino al parcheggio ed assolutamente deserte 10 metri oltre l’ultimo tavolino.
Il nostro standard di ombrellone, con due sdraie e il telo a terra, non esiste. Qua usano ombrelloni abbastanza piccoli sotto ai quali … Continua a leggere...
Donne brasiliane….
Il Viaggiatore Critico ha osservato con molta attenzione le donne brasiliane e si è chiesto per quale motivo siano così famose nel mondo. Fama che, a suo parere, è del tutto giustificata.
Alcune considerazione generali, assai ovvie:
- i brasiliani sono molti e l’età media è piuttosto bassa, a grande differenza dell’Italia (30 anni in Brasile contro i 44 dell’Italia) Quindi le giovani donne sono molte e fra di loro, anche solo per motivi statistici se ne troveranno molte che sono belle o bellissime.
- In Brasile hanno confluito, volenti o nolenti, molti popoli e razze diverse: gli indios “primi abitanti”, gli europei di molte diverse provenienze, gli africani schiavi ed, infine, i giapponesi durante il XX secolo. Dall’amalgama son venuti fuori moltissimi tipi fisici diversi; quindi vi son donne veramente per tutti i gusti. Tutte le sfumature di colore sono presenti.
- Il clima caldo favorisce lo stare all’aria aperta e la
Che bella Brasilia
Capitale del Brasile della speranza dell’eterno sviluppo. Città creata dal nulla, lontanissimo da tutto; disegnata su carta con la forma di un aereo, simbolo estremo di moderntità, di velocità, di purezza delle linee. Brasilia fu il manifesto di un potere che si voleva razionale ed amante della bellezza, lontano dal folclore tropicale. Fu l’ultimo sussulto del positivismo, ma ingentilito dalla morbidezza brasiliana; non la razionalità nordica, ma quella dalle forme rotonde come quelle delle donne brasiliane. Città certo più ideologica che umana, più costruita a rappresentare un’idea che a servire i suoi abitanti. Non dove esser facile vivervi, ma io sarei orgoglioso di essere un suo cittadino: è bellissima: Brasilia, la capitale federale del Brasile.
Certamente è un pò invecchiata; appare ai nostri occhi, ormai divenuti cinici, molto ingenua. E non ha nemmeno saputo crescere con lo spirito con cui era nata: al di fuori dell’area dell’area delle … Continua a leggere...
La tremenda cucina brasiliana
La cucina del Brasile è passibile di un processo per crimini contro l’umanità aggravati da disastro ambientale e strage di fegati.
Non è una cucina: è una lotta corpo a corpo fra il sedicente cuoco e gli ingredienti, potenzialmente ottimi. La vittoria è sempre del cuoco, gli ingredienti ne escono distrutti, annichiliti.
I sistemi messi a punto per distruggere, in un colpo solo, la qualità degli ingredienti, il sapore ed il piacere del cibo (insieme alla salute del consumatore) sono numerosi, variati, raffinati ed efficacissimi. Eccone alcuni:
- Cotture accanite. La carne e il pesce vengono tenuti sulla fiamma fino a che non divengano delle solette bruciacchiate prive di ogni morbidezza e gradevolezza. Il churrasco (carne alla brace) è uno dei piatti tipici della cosiddetta cucina brasiliana. Si prepara sul fuoco di un grande barbecue dove si appoggiano degli enormi spiedi, fissi e non rotanti, su cui si sono infilzati
Navigare sul Rio delle Amazzoni: l’emozione
L’emozione di navigare sul Rio delle Amazzoni: 24 ore di nave fra la riva sud del delta, Belem, e la riva nord, Macapà. E si è subito nel romanzo, l’emozione ti prende lo stomaco. Dedalo di canali, a volte così larghi che non si vede nè l’una, nè l’altra riva; a volte così stretti che si possono osservare le faccende domestiche nelle palafitte che punteggiano la densa ed ininterrotta foresta. (Altre foto qua)
E’ la vita del fiume, come si legge nei libri, m che non si riesce facilmente ad immaginare. I ponti della nave su cui si viaggia sono 3, completamente aperti. Il primo, in basso è per le merci, quasi vuoto alla partenza. I due superiori hanno delle barre saldate al soffitto alle quali, ordinatamente, in tre file parallele, i passaggeri appendono le loro amache coloratissime e vi si stendono, come se non avessero fatto altro in … Continua a leggere...
Affascinante, Belem.
Finalmente un posto con l’anima, in Brasile. Una città mitica, una porta fra due mondi. Belem è l’entrata al Rio delle Amazzoni e al suo immenso bacino. Immenso di spazio, di genti, di flora e fauna, di risorse e soprattutto di resistenza alla penetrazione.
Da qui si passa per entrare in quel mondo; qua arrivano le persone e gli strani prodotti di quel mondo. La città si muove intorno al chilometro e mezzo di banchina del porto. Al suo inizio vi è un mercato tripartito: del pesce, della carne, di tutto il resto, compreso il cibo preparato. I prmi due sono di ferro, allo stile della torre Eiffel, bellissimi; il terzo è sotto moderni tendoni.
Sono mercati affascinanti dove si trovano pesci, frutti, verdure, spezie che sembrano venuti da un altro pianeta. Tutta roba sconosciuta anche a chi di tropico se ne intende. Nella gente predominano i caratteri … Continua a leggere...
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