Mercati mondiali

Il Viaggiatore Critico ha notato, come avranno fatto in molti, la profonda modificazione che hanno avuto certi mercati alimentari delle grande città. Quegli edifici, spesso di architettura elegante e leggera, fatti di ferro, ai tempi della Torre Eiffel; oppure di nervature di cemento, se più recenti. Posti sempre nelle zone centrali delle città dove il popolo andava a rifornirsi di verdura, frutte, grani e, quando possibile, carne e pesce.  Luoghi in antico pieni di confusione, spesso di sporcizia, di gente di bassa lega. Sembrava veramente di essere al mercato. Io li visito spesso, mi piacciono e mi piace vedere la verdura esposta: da un sacco di informazioni sulla città.

Poi sono arrivati gli urbanisti, gli architetti, gli assessori, gli imprenditori. In poche parola: la turistificazione. Probabilmente il primo caso è stato Les Halles di Parigi, poi hanno seguito tutti gli altri.  Cosa sono diventati?

In quasi tutti i casi … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 7, 2016 0

Traffici di frontiera a Melilla.

Melilla (con Ceuta) è l’unica frontiera terrestre fra l’Europa ed il mondo arabo. Se all’interno della città vi è una lodevole situazione di mutua accettazione fra genti diversi, sulla frontiera succedono cose veramente strane e turbanti.

La città è isolata dal resto del Marocco con una tripla o quadrupla linea di rete di notevole altezza accompagnata dal filo spinato, rinforzato da tremende lame. Su queste lame vi è sempre stato un gran dibattito, in Spagna. L’attuale Governo socialista ha annunciato di volerle togliere.

In questa muraglia di ferro vi sono tre varchi dei quali uno, solo pedonale. La frontiera è controllatissima sia da una parte che dall’altra.

Dal lato marocchino vi è una modesta montagna, il Gurugù, sul quale vivono accampati centinaia di africani ed arabi che cercano il modo di passare le reti. Fanno blitz, aspettano le circostanze favorevoli (notte oscura, maltempo, forti venti che abbattono le barriere), attaccano … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 2, 2016 0

Interessantissima Melilla.

IMG_20160219_225022Melilla è città dai mille volti. Non solo la pacifica convivenza di culture altrove fortemente contrapposte o i mille traffici clandestini alla frontiera o gli attacchi degli extracomunitari alla fortezza Europa.

E’ anche una bella città dotata di storica fortezza ben restaurata, di spiaggia non da buttar via, di ricca gastronomia e soprattutto di un delizioso quartiere centrale.

Fu costruito all’inizio del ‘900, in pieno boom economico dovuto alle miniere del Rif, a quei tempi sotto controllo spagnolo. Per quanto non vi sia niente di eccezionale, l’insieme è delizioso. Vi coabitano insieme i numerosi stili archettottonici di quel momento, primo fra tutti il IMG_20160219_161952Liberty, o modernismo come lo chiamano in Spagna; ma in buona compagnia degli altri stili coevi. Il risultato è estremamente armonioso e piacevole. Gli edifici di interesse architettonico sono oltre 500 e se si pensa che siamo in Africa e che tutt’intorno c’e’ il Marocco, l’effetto … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 2, 2016 0

Melilla, un universo, un esempio per l’Europa.

I 12 km quadrati di Melilla (enclave spagnola in Marocco) contengono moltissima variabilità umana e culturale, più di tante nazioni di grandi dimensioni. Vi si trova di tutto, come fosse una esposizione antropologica. E’ affascinante, inesauribile. Dà le vertigini, un pò come succede nei Balcani e per gli stessi motivi: un affastellamento di culture, di popoli, di storie diverse e spesso contrastanti, ma che finiscono per trovare un modo per andare avanti.   Da notare che Melilla è una delle poche colonie ancora esistenti al mondo (e nessuno vuole che il suo status cambi).

Nei pochi giorni che ho passato a Melilla ho visto:

  • Spagnoli residenti lì da generazioni, spesso con una netta tendenza politica a destra; ma si sa, i coloni lo sono spesso. E Melilla ha da sempre vussuto sui militari che vi erano e vi sono di stanza. E’ anche l’unico luogo di Spagna che conserva una
Continua a leggere...
Di ilviaggiatorecritico Marzo 2, 2016 4

Nador, nuova tristezza

Ci sono ricascato. Nonostante tutto quello che avevo detto del Marocco qui e qui, ci son tornato. per poche ore, a Nador, uscendo dalla frontiera di Melilla; frontiera terrestre, passata a piedi e quindi il cambiamento fra i due lati ti colpisce immediatamente e fortemente.

E subito ho ritrovato tutta la tristezza del Marocco, di quegli uomini depressi e mal rasati, di quelle donne deprimenti ed infagottate, di quella torma di giovani esasperati dalla misera e dalla mancanza di ragazze; dallo sguardo obliquo ed incattivito. Stanno sulla porta che da sulla Spagna, in attesa che possa succedere qualcosa per gettarvicisi dentro. Sono famelici di soldi, possibilità, libertà, donne. Fanno male al cuore, sono infelicissimi. Il supplizio di Tantalo. Poi si vede il resto: il disordine delle strade, sempiterni mercati di cianfrusaglie, la sporcizia della cialtronaggine neghittosa. La corruzione e la violenza della Polizia di frontiera.

Mi sono aggirato … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Febbraio 21, 2016 1

Isola di Fogo, Capo Verde. La fine di una storia complicata ed istruttiva.

Il lato brutto della bella vicenda finora narrata ha un nome ed un volto.

La popolazione di Cha das Caldeiras è una popolazione montanara, abituata alle difficili condizioni del luogo, arido, a volte freddo, ostile, solitario. Nelle isole di Capo Verde la violenza è assai diffusa, probabile retaggio delle angherie commesse dai Portoghesi; gli abitanti di Cha non sfuggono alla regola: molte botte ai bambini e alle donne, le quali non risparmiano coltellate. Profondi odi fra gli uomini, alcolismo devastante, un antico omicidio legato ad un furto di fichi. Una popolazione in perenne fregola, in quella frenesia sessuale tipica del mondo africano lusofono: molte le storie di corna. Sordi rancori intestini covano nella popolazione.

In questo difficile amalgama trova il modo di emergere ed imporre la sua volontà un uomo. In questo percorso è accompagnato da sua moglie, appartenente alla famiglia dello storico Presidente della Repubblica di Capo Verde.

Quest’uomo, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 28, 2016 0

Isola di Fogo, Capo Verde. L’inizio di una storia complicata ed istruttiva.

Questa è una storia complessa ma molto, molto istruttiva.

Fogo è una bellissima isola di Capo Verde, vicina a Brava. E’ un solo enorme vulcano spuntato dall’Oceano. Al culmine vi è un immenso cratere vulcanico (caldera) di molti chilometri di diametro, i cui bordi sono parzialmente crollati. Il fondo della caldera è relativamente pianeggiante e sta sui 2000  metri sul livello del mare. Un lato della caldera ospita un paesino di un migliaio di abitanti chiamato Cha das Caldeiras. Dalla caldera emerge imponente un ulteriore e piu’ recente cono vulcanico, chiamato Pico, che arriva a quasi 3000 metri. Per dare un’idea è un cono gelato con la bocca che poggia in una scodella. Stravaganze della natura.

Il luogo è assolutamente sensazionale. Il paesaggio vulcanico, nero e bruno; l’imponenza del Pico; l’assenza, in  molti luoghi, di ogni tipo di vegetazione; le colate che si intersecano e si sovrappongono; la … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 27, 2016 0

Vomito al vento, fra Fogo e Brava, Capo Verde.

All’isola di Brava (Capo Verde) ci si arriva solo per nave. Ci sono alcun collegamenti per settimana da Fogo ed uno da Santiago. Orari molto variabili a causa delle condizioni dell’Oceano. L’Atlantico non è uno scherzo, fa paura.  La nave si prende al porto di Sao Felipe, a Fogo, e vi lascia all’unico porto di Brava, sotto (molto sotto) il piccolo capoluogo. Al porto il turista troverà facilmente un pick-up che lo porterà in paese, seduto dietro, sul cassone. La nave è abbastanza moderna, grande, affidabile; al vederla per la prima volta, il turista si sentirà rincuorato. Le operazioni di imbarco sono lunghe e confuse, come quasi tutto ciò che succede in Africa, ma non destano preoccupazioni. Alla fine si riesce a salire a bordo ed a sedersi.

Fin qua tutto banale. Il problema nasce a bordo, poco dopo la partenza. Per godere del viaggio e per non stare … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 26, 2016 0

Balene e delinquenti americani. L’affascinante Isola di Brava, Capo Verde.

Brava, (Capo Verde) è una di quelle isole che sembrano sfidare ogni razionalità, un pò come Corvo delle Azzorre e Pitcairn. Sfide dell’uomo all’impossibile.

Scoperta, insieme alle altre isole d Capo Verde, intorno al 1460 era troppo piccola (tonda, 10 km di diametro) per essere presa in considerazione, nonostante che fosse ricca d’acqua e di vegetazione. Ci furono mandati alcuni schiavi; se liberati o ribelli lì confinati, non è chiaro; coltivavano, allevavano, pescavano. Erano un paio di centinaia di persone ed il loro mondo era solo quell’isoletta.  Le cose cambiarono nettamente nel 1675 quando l’ennesima eruzione del vulcano di Fogo, distante poche decine di chilometri (ma di Oceano, temibile), spinse un gruppo dei suoi abitanti a rifugiarsi a Brava, stanchi dei capricci del loro vulcano, che continua fino ad oggi a far danni.

E cominciò la vera colonizzazione di quest’isola. Apparentemente pacifica, dal momento che i feroci … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 25, 2016 0

Casas particulares a Cuba.

Fra le numerosi croci che i volenterosi turisti a Cuba devono sopportare vi è quella di voler alloggiare non negli alberghi, statali, ma in case private. Le famose (osannate da alcuni, considerate famigerate da altri) casas particulares.

Molti le preferiscono agli alberghi sia perchè costano nettamente meno, sia perchè è possibile portarvi le ragazze più facilmente che in albergo. Certi dicono che è anche per avere maggiori contatti con i cubani e la loro vita quotidiana (è difficile vivere a Cuba)

Per un cubano, affittare delle stanze della propria casa è una fortuna colossale. La legge permette loro di affittare fino ad un massimo di tre; prima non si potevano superare le due camere. Il proprietario che affitta delle stanze si assicura delle entrate etra, elevate ed in CUC, ben più importanti di quelle che riceve dal suo lavoro statale. Da ciò ne consegue che la sua … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 22, 2016 0