Storie di Corvo

Sono sull’orlo dello scorbuto. Tutte le mattine, prima di andare in spiaggia o a caminare sul monte (al sole fa calduccio), passo dall’unica bottega di questa Vila do Corvo per comprarmi di che mangiare a mezzodì. Vorrei un bel panino con il prosciutto, uno yogurt, un bel grappolo d’uva, soprattutto. Ebbene, causa logistica azzorriana confusa e mare cattivo, non c’e’ niente di fresco. Son rimaste solo due mortadelle, di quelle cattive. Scarseggiano anche i prodotti in scatola e i congelati. Abbondanza solo di detersivi. Oggi sarebbe anche arrivata una navicella da Flores, ma la nave grande che viene dal continente non è potuta arrivare a Flores e quindi niente prodotti freschi, ormai mancanti da più di 15 giorni, mi dicono. La navicella è ripartita con alcuni vitelli, vivi, per il macello di Flores.

Ma questa non è l’unica cosa straordinaria di questo paese.

Il problema del fornaio e del Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 3, 2010 3

Invettiva per Corvo

Maledetto sia l’uomo bianco, la sua ascendenza e la sua discendenza. Che finiscano tutti nelle fauci del diavolo, là da dove sono venuti. La prepotenza, l’arroganza, la tragica, commovente, eroica e maledetta volontà di occupare ogni spazio del mondo e di sfruttare ogni minima risorsa. Anche dei luoghi dove risorse paiono non esserci. L’uomo bianco, portatore, causa ed effetto di ogni male e di tutta l’infelicità possibile del mondo. Fragile ed immortale, la sua stirpe non pare conoscere tregua nella ricerca del proprio ed altrui, inutile, male. Si nutre del proprio sangue generando orde sempre più affamate delle loro proprie carni.

Perchè un popolo marginale ed infinatemente povero ha avuto bisogno di popolare queste erte isole delle Azzorre? Perchè quest’isola di Corvo, nuda di tutto, più vicina all’America che all’Europa, scoscesa sul mare battente, popolata solo dal vento e da striduli e disperati volatili ha avuto bisogno di … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Novembre 1, 2010 4

Corvo, che dolore

Il vostro povero Viaggiatore Critico è proprio in cattivo stato ed ha passato un’ora proprio brutta. Di buon mattino sono andato al porto di Santa Cruz dell’isola Das Flores con bagagli e biglietto pronto ad imbarcarmi sull’Ariel (il nome deponeva già male, ricordate il lanciere bianco?) verso Corvo. L’Ariel sarebbe una barchetta piccola, ma tutta chiusa, che porta una quindicina di passeggeri da Flores a Corvo e viceversa. Risiede a Corvo, viene a Flores la mattina e riparte il pomeriggio. Permette agli abitanti di Corvo di far la spesa, andare dal medico, passare in banca, ecc. Aspetta, aspetta è stato poi chiaro che l’Ariel non veniva nemmeno oggi per via del mare cattivo. Nessuno mi corre dietro e perdere un giorno non è un problema, ma avevo fatto la bocca a partire e mi dispiaceva proprio tornare in albergo scornato. Non essendovi rimedio, mi carico gli zaini in spalla, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Ottobre 31, 2010 1

Ancora a Flores

Niente da fare. Il mare è troppo mosso e la barca per Corvo stamattina non è partita. Bisogna aspettare sabato. Meglio, così stamattina ho dormito e ne avevo bisogno. Ierisera ho bevuto ignobilmente, al bar. In compagnia di un ex-tossico che accusava un altro avventore (una guardia forestale) di aver ucciso un tipo, ma in un’altra isola. Il brasiliano padrone del bar si è anche preoccupato assai. Il guardia era arrivato al bar da poco, già ubriaco, cercando un bombardino da inserire nella banda minicipale.
Vista la grave accusa ha cominciato, per sviare un pò l’attenzione, ad offrire da bere a tutti (eravamo in 5). Alla fine siamo arrivati ad un consenso. Aveva veramente ucciso un tipo, ma senza volere. Su questo accordo siamo andati a letto.
Quest’isola di Flores mi sconvolge assai e la gente che la abita ancor di più. Ma su queste cose ci torno domani.
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Di ilviaggiatorecritico Ottobre 28, 2010 2

Opportunità economiche

Ringrazio quelle persone che si sono preoccupate della mia malattia, ma ormai il problema sembra quasi superato. Oggi sono anche andato, come si diceva un tempo, di corpo, smaltendo, spero, gli ultimi resti del polpo d’annata causa del malessere. Dal momento che erano tre giorni che non ingollavo quasi niente di cibo, confesso che ci è voluto un certo sforzo per sviscerare la materia del contendere.  Fiero di questa prodezza dialettica, passo ad altro argomento.

Oggi, per festeggiare la ritrovata vita sono stato tutto il pomeriggio sul molo del porto dei pescatori di San Mateus, a prendere la nebbia, ma a torso nudo e voglioso di seguire alcuni nuotatori sguazzanti. Poi ho mangiato un congro (?) in guazzetto. Difficili e frammentarie le conversazioni con vecchi ed irsuti lupi di mare, in media, assai rincoglioniti. Difficile stabilire relazioni con questi azzorriani, provati da secoli di solitudine e miseria e … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Ottobre 27, 2010 1

Riflessioni convalescenziali

131Dopo il malessere degli ultimi giorni, oggi sto meglio, ma continuo a camminare come un ubriaco, dondolando, un pò doddo. E visto che son tre giorni che non mangio, comincio anche ad esser deboluccio assai. Faccio quindi riflessioni lente, forse stranite.

Allora, quest’isola di Terceira è abbastanza grande ed ha una strada perimetrale di 90 km che ho percorso, a pezzi, più di una volta, con il bus. Corre a poca distanza dal mare. Questa è un’isola senza mare perchè la costa è ovunque altissima e il mare irraggiungibile. Ci saranno in tutto trecento metri di spiaggia di sabbia. Eppoi alcune, piccolissime, di ciottoloni. Il resto sono irte, frastagliate, nere rocce vulcaniche sbattute dalle onde oceaniche.

Tuttissima la gente (65.000) abita lungo la strada perimetrale che è diventata praticamente un solo paese lungo 90 km. Tutto l’interno sono pascoli verdi divisi in quadratini o boschi lussureggianti. I forti contributi … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Ottobre 25, 2010 9

Due giornatucce a Terceira

Ho passato due giorni a dormire, più morto che vivo. Non riuscivo a stare in piedi, in equilibrio, senza sorreggermi alla parete. Cominciavo già a pensare ad un ictus al cervelletto che avesse fatto andare a pallino il senso dell’equilibrio. Poi ho telefonato al medico e il malanno è stato derubricato alla più semplice intossicazione alimentare. Probabilmente dovuta ad un intingolo di polpo, apparentemente buono, ma che lasciava notare, ad osservazione approfondita, una notevole antichità. Così imparo a mangiare nei ristoranti per turisti fuori dall’epoca dei turisti. Nelle bettole dei locali bisogna mangiare! Ma lì, il mio amato polpo non ce l’hanno.

Peccato perchè ho perso stamattina, domenica, una camminata organizzata dal locale gruppo trekking “Os Montanheiros” con barbecue finale alla quale mi avevano molto amabilmente invitato.

Non avendo quindi fatto nulla in questi due giorni, se non russare, e dal momento che ora sto un pò meglio, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Ottobre 24, 2010 0