Turista in Corea del Nord
(Dal nostro inviato speciale Emiliano Rovati)
“Mamma, papà, ho prenotato le ferie!! Vado in Corea!!”
“Chissà che bella Seul!!”
“ ehm…veramente vado in Corea del Nord”
Gelo, silenzio, stupore.
Nessuno va in Corea del Nord. Il solo nome evoca isolamento, terrore e desolazione. Eppure…bastano 2 o 3 click, un bonifico internazionale, un volo A/R per Pechino e la Repubblica Democratica Popolare di Corea vi aprirà le sue porte, a modo suo e con le sue regole. Un veloce briefing nell’agenzia inglese con sede a Pechino il giorno prima della partenza, un piccolo prontuario sulle cose da non fare e la mattina seguente un’antica creatura dell’Ing. Tupolev vi porterà ai confini della ( vostra) realtà.
Cosa può riservare un viaggio nella DPRK? Tutto e niente, in realtà.
Visiterete decine di monumenti che ricordano a tutti che i nemici si chiamano Giappone e USA, vedrete negli occhi i marines e i … Continua a leggere...
Gli acquisti a km 0
A volte anche il Viaggiatore Critico abdica alla sua vocazione, appunto, critica e si fa trascinare dalla vacua moda dei cosiddetti “acquisti sul territorio”. Si aggira, quindi, fra campagne e città per comprare a caro prezzo cibi e bevande che potrebbe facilmente trovare intorno casa, con molto meno dispendio e pena.
Ma, si sa. Le cose cercate con il lanternino sono enormemente più buone che quelle vilmente barattate con la Coop o la Esselunga in cambio della pecunia.
Ha quindi battuto la Padania e le Prealti venete rimediando un invidiabile bottino, dispiegato nella foto. Ha portato a casa:
- Bianco di Custozza sfuso comprato sul territorio. Il prezzo è migliore del vino. Ma porta sulla tavola sentori risorgimentali di cui sentivamo la mancanza.
- Mele insipide ed eccellenti fichi del contadino, ex-informatico di punta della Regione Veneto, di nome Beniamino e di origina da Marostica. E’ noto che gli ex-professionisti, dotati di
Grandezza e bassezza di Ercolano
Ercolano: un assoluto miracolo. L’elevato spessore del fango vulcanico che seppellì la città, ha permesso la conservazione delle case della città romana fino ad una notevole altezza dei muri. Si percorre quindi una vera città, con tutto il suo alzato, molto più che a Pompei. Gli scavi non sono vasti e dispersivi e quindi è facile ed agevole percorrerli, anche se vi fanno un pò male i piedi, come è successo a me.
Si apprezza facilmente il vecchio fronte mare della città con la sua fortificazione e gli edifici di rappresentanza esterni. Vi è anche il tocco commovente dei numerosi scheletri dei poverini che cercarono di rifugiarsi nei depositi della merce, su quella che, ai tempi, era la spiagia. Gli scheletri, natrualmente sono dei calchi, ma molto realistici; si prova un vero moto di dispiacere per quelle povere persone.
Ercolano è senza dubbio un luogo di eccezionale interesse culturale e … Continua a leggere...
Bucanieri e resort ai Caraibi
La ciclica e terribile violenza di Haiti, le continue truffe di Santo Domingo e di Barbuda, la mafia di Saint Martin, il razzismo della Guadaloupe, l’inconsistenza della Martinica, le commissioni del 25% al bancomat di Dominica, hanno la stessa causa. I Caraibi sono state terre di bucanieri, filibustieri, corsari, pirati. I primi erano dei disgraziati che su quelle isole cacciavano, arrostivano e vendevano vacche e capre alle navi che arrivavano dall’Europa. Quel bestiame era stato sbarcato dai primi esploratori e si era riprodotto in liberta. I bucanieri (dalla parola francese boucaner, affumicare) conoscevano perfettamente i luoghi e diventavano predoni appena ne avevano l’occasione, taglieggiando i naviganti quando sbarcavano. Quando potevano permettersi un’imbarcazione ed assaltavano in mare le navi di passaggio, venivano chiamati filibustieri. Quando poi avevano un’autorizzazione da parte di una Corona europea diventavano corsari. Se invece si organizzavano bene, per conto loro … Continua a leggere...
Questa città è un bel gioiellino, di eccellente bigiotteria, ridotto in cattivo stato, ma di grande interesse. Haiti è uno Stato in assoluto sfacelo, da sempre e senza speranza di uscire da una miseria incattivita e pericolosa. Ma non per questo, (o forse proprio per questo) non offre al turista coraggioso degli aspetti di enorme interesse, difficili da trovare altrove. Cap Haitien è uno di questi aspetti: quasi vergine, con pochissimi visitatori (soprattutto stranieri residenti nel paese per scopi umanitari), ma ricchissimo di spunti per il viaggiatore accorto, esperto, interessato più al fatto umano che alla spiaggia. Cap Haitien è la seconda città di
Cap Haitien conserva un bel centro storico fatto da strette strade su cui si …