Grandezza e bassezza di Ercolano

La casa detta del tramezzo di legno ad Ercolano.

Ercolano: un assoluto miracolo. L’elevato spessore del fango vulcanico che seppellì la città, ha permesso la conservazione delle case della città romana fino ad una notevole altezza dei muri. Si percorre quindi una vera città, con tutto il suo alzato, molto più che a Pompei. Gli scavi non sono vasti e dispersivi e quindi è facile ed agevole percorrerli, anche se vi fanno un pò male i piedi, come è successo a me.

Si apprezza facilmente il vecchio fronte mare della città con la sua fortificazione e gli edifici di rappresentanza esterni. Vi è anche il tocco commovente dei numerosi scheletri dei poverini che cercarono di rifugiarsi nei depositi della merce, su quella che, ai tempi, era la spiagia. Gli scheletri, natrualmente sono dei calchi, ma molto realistici; si prova un vero moto di dispiacere per quelle povere persone.

Ercolano è senza dubbio un luogo di eccezionale interesse culturale e turistico.

Questa meraviglia è offuscata dalla pessima gestione che si fa del turista. O, per meglio dire, della sfacciataggine delle iene in agguato al turista-preda.

E non solo i ristoranti sulla via che porta dalla stazione della Circumvesuviana all’entrata degli scavi con le fotografie dei piatti, le scritte in 5 lingue, i camerieri buttadentro sulla porta del ristorante, i modi da pastori di turisti dei camerieri. Ristoranti che hanno prezzi per lo meno doppi rispetti alla media della zona. Ma anche anche i negozi che vendono la bottiglietta d’acqua a 4 volte il prezzo normale, sciacalli nell’anima. Infami bottegai.

Ma non solo: è vergognosa la presenza delle guide petulanti che si propongono con cieca insistenza e scarsa professionalità all’interno della biglietteria, come se fossero personale della Sovrintendenza. Non vi può non essere la connivenza della Direzione degli scavi e della Sicurezza.

In questi magazzini verso la spiaggia molti poveretti trovarono prima rifugio dall’eruzione e poi la morte.

Grave responsabilità della Sovrintendenza anche nel non dotare gli scavi di pannelli didattici, favorendo il mercimonio delle conoscenze, sia con le suddette guide che con le audio-guide in noleggio, sempre all’interno degli scavi. Inadempienza colpevole del Pubblico per favorire il Privato.

E non taciamo che 11 € di ingresso non sono pochi.

Raggiunti dall’eruzione. Sono calchi, ma comunque impressionanti.

Ma l’assalto al turista non è finito qui. Ad Ercolano sono riusciti ad allestire la truffa del famoso MAV, il Museo Archeologico Virtuale, a pochi passi dall’entrata degli scavi. L’idea è eccellente, lo stato attuale dell’esposizione, assolutamente penoso. Aperto nel 2008 da una Fondazione frutto della collaborazione di Regione, Provincia e Comune di Ercolano doveva mostrare le ricostruzioni virtuali della vita di Ercolano e Pompei. Non un oggetto, solo esposizione virtuale. A quasi 10 anni di distanza ci si ritrova con una tecnologia ormai vetusta e mai rinnovata, con ricostruzioni guaste completamente o parzialmente, con macchine non funzionanti, con il livello di interattività ormai prossimo allo zero. Le ricostruzione delle ville che ancora funzionano sono molto misere, semplici, frutto di una tecnologia del virtuale di dieci anni fa e che oggi pare addirittura puerile. Com Pacman o il Tetris. Ma che, in questo caso, non fanno tenerezza, ma tristezza. Contenuti poveri, istallazioni decadenti, un film 3D che non è 3D e che è miserrimo. Ambienti disadorni e polverosi. Uno squallore pervadente con i relitti di macchine guaste sparse nelle sale. Pareti bianche su cui non viene proiettato più neinte.

Il personale è maleducato. Il biglietto è di 8 euro, il Museo è in deficit ripianato dalla Regione, il direttore è un ex consigliere provinciale di Napoli, più noto per essere stato il coordinatore della campagna elettorale del PD per le elezioni politiche del 2013, nonchè candidato non eletto. Ancora occasioni sprecate, come ad Isernia.

E tutti questi fatti “stancano” la meraviglia degli scavi…..

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