Grandezza e bassezza di Ercolano

La casa detta del tramezzo di legno ad Ercolano.

Ercolano. Da un punto di vista, un assoluto miracolo: lo spessore elevato del fango vulcanico che seppellì la città, ha permesso la conservazione delle case della città romana fino ad una notevole altezza dei muri. Si percorre quindi una vera città, con tutto il suo alzato, molto più che a Pompei. Gli scavi non sono vasti e dispersivi e quindi è facile ed agevole percorrerli. Si apprezza facilmente il vecchio fronte mare della città con la sua fortificazione e gli edifici di rappresentanza esterni. Vi è anche il il tocco commovente dei numerosi scheletri (calchi) dei poverini che cercarono di rifugiarsi nei depositi a mare. Un luogo di eccezionale interesse culturale e turistico.

Dall’altra parte la sfacciataggine delle iene in agguato al turista-preda.

E non solo i ristoranti sulla via che porta dalla stazione della Circumvesuviana all’entrata degli scavi con le fotografie dei piatti, le scritte in 5 lingue, i modi da pastori di turisti dei camerieri. E, soprattutto, dei prezzi doppi rispetti alla media della zona. Ma anche anche i negozi che vendono la bottiglietta d’acqua a 4 volte il prezzo normale, sciacalli nell’anima.

Ma anche, vergognoso, le guide petulanti ed inevitabili che si propongono con cieca insistenza e scarsa professionalità all’interno della biglietteria, come se fossero personale della Sovrintendenza e certo con la connivenza della Direzione degli scavi e della Sicurezza.

In questi magazzini verso la spiaggia molti poveretti trovarono prima rifugio dall’eruzione e poi la morte.

Grave responsabilità della Sovrintendenza anche nel non dotare gli scavi di pannelli didattici, favorendo il mercimonio delle conoscenze, sia con le suddette guide che con le audio-guide in noleggio, sempre all’interno degli scavi.

E non taciamo che 11 € di ingresso non sono pochi.

Raggiunti dall’eruzione. Sono calchi, ma comunque impressionanti.

Ed infine, la truffa del famoso MAV, il Museo Archeologico Virtuale, a pochi passi dall’entrata degli scavi. L’idea è eccellente, lo stato attuale assolutamente penoso. Aperto nel 2008 da una Fondazione frutto della collaborazione di Regione, Provincia e Comune di Ercolano doveva mostrare le ricostruzioni virtuali della vita di Ercolano e Pompei. Non un oggetto, solo tecnologia. A quasi 10 anni di distanza ci si ritrova con una tecnologia ormai vetusta e mai rinnovata, con ricostruzioni guaste completamente o parzialmente, con macchine non funzionanti, con il livello di interattività ormai prossimo allo zero. Contenuti poveri, istallazioni decadenti, un film 3D che non è 3D e che è miserrimo. Il personale è maleducato. Il biglietto è di 8 euro, il Museo è in deficit ripianato dalla Regione, il direttore è un ex consigliere provinciale di Napoli, più noto per essere stato il coordinatore della campagna elettorale del PD per le elezioni politiche del 2013, nonchè candidato non eletto. Ancora occasioni sprecate, come ad Isernia.

E tutti questi fatti “stancano” la meraviglia degli scavi…..

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