Turista in Corea del Nord

By Vladimir Lysenko, Wikicommons

(Dal nostro inviato speciale Emiliano Rovati)

“Mamma, papà, ho prenotato le ferie!! Vado in Corea!!”
“Chissà che bella Seul!!”
“ ehm…veramente vado in Corea del Nord”

Gelo, silenzio, stupore.

Nessuno va in Corea del Nord. Il solo nome evoca isolamento, terrore e desolazione. Eppure…bastano 2 o 3 click, un bonifico internazionale, un volo A/R per Pechino e la Repubblica Democratica Popolare di Corea vi aprirà le sue porte, a modo suo e con le sue regole. Un veloce briefing nell’agenzia inglese con sede a Pechino il giorno prima della partenza, un piccolo prontuario sulle cose da non fare e la mattina seguente un’antica creatura dell’Ing. Tupolev vi porterà ai confini della ( vostra) realtà.

Cosa può riservare un viaggio nella DPRK? Tutto e niente, in realtà.

Visiterete decine di monumenti che ricordano a tutti che i nemici si chiamano Giappone e USA, vedrete negli occhi i marines e i militari sudcoreani dalla parte “sbagliata” , non capirete mai se la guida che vi riprende in ogni istante del viaggio con una telecamera più pesante di voi è lì per spiarvi o semplicemente per scroccarvi i 50 euro del DVD ricordo, se quella signora che avete visto alla casa natale di Kim Il Sung è la stessa che avete visto al Luna Park la sera e che poi era la stessa signora che giurerete di aver visto all’aeroporto il giorno dell’arrivo. Riderete con un brivido sulla schiena nel buio totale della notte alle terme vicine a Namp’o sentendo dagli altoparlanti la voce di Kim Jong Il o indossando il camice bianco mentre vi faranno visitare il “miglior ospedale infantile di tutta l’Asia” e noterete che, tra le attrezzature targate CCCP, troverete di tutto tranne i bambini.

By Martin Cígler, wikicommons

Non crederete alle vostre orecchie quando sentirete da una voce registrata che in Africa centrale il giorno della morte di Kim Il Sung i paesi si sono fermati per la disperazione o strabuzzerete gli occhi vedendo coi vostri occhi che il Grande Leader fu insignito della cittadinanza onorario a Sarzana (SP) e a Magenta (MI). Vi chiederete a distanza d’anni se il vecchio pieno di rughe che piange commosso indicandovi il giorno in cui Kim Il Sung ha inaugurato il ristorante che lui dirige è davvero commosso, come in quel momento vi sembra, o se recita una sceneggiata che vi sembra recitino tutti. Mentre state degustando una splendida grigliata, vi chiederete se quel ristorante è davvero aperto solo per voi o se invece la sera allegre famiglie coreane affollano i locali come vi stanno dicendo. Vi resterà la certezza che vi hanno fatto vedere quello che vogliono loro, la voglia matta di poter prendere una macchina , scappare e entrare nel paese profondo come fate ovunque andiate ed evadere dal viaggio organizzato e imposto che avete accettato, pur di vedere da vicino ciò che nessuno ha visto. In 5 giorni vedrete il meglio che questo paese possa offrire ( l’Arirang è una manifestazione unica e stupenda, ad esempio) e vi farete un bel bagno di propaganda anti giapponese e anti yankee.

Wonsan, (By stngiam, Wikicommons)

Vi resteranno gli occhi della gente che vi guarda come voi da bambini avete guardato Dino Zoff sollevare la Coppa del Mondo o le bellissime ragazze che vedete ovunque. L’ultimo ricordo, uscendo in treno, sarà quello di una guardia di frontiera che riderà di quanto siete ingrassati da quando avete fatto la foto del passaporto. E già, ridono anche in Corea!

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