Fuerteventura, Canarie, un grande si, ma con molte condizioni.

Interessantissimo questo viaggio fatto con Alessandro Vergari a Fuerteventura, isola delle Canarie. Lui è una guida e ci andava a preparare un trekking per Walden – Viaggi a piedi e mi ha portato con sè.

L’isola (lunga 100 km e larga 30) corre parallela alla costa africana, ad un centinaio di km di distanza. I due lati dell’isola, quello che guarda l’Africa e quello che guarda l’Oceano sono completamente diversi, soprattutto dal punto di vista turistico. La parte africana, di mare più calmo, è un incubo di complessi residenziali ed alberghieri. Decine di chilometri di costruzioni, muraglie di finestre e balconcini, enormi scacchieri di quartieri residenziali. Un impiego spropositato di capitali, un uso sfrenato del suolo, la costituzione di una comunità vastissima dedicata alle vacanze, soprattutto invernali, degli europei. Enormi problemi di acqua, visto che l’isola è molto arida. Un’economia molto movimentata ma instabile, totalmente dipendente dalle mode turistiche, dagli … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 21, 2014 0

El Jamon, il famoso prosciutto spagnolo

Il prodotto gastronomico più apprezzato dagli spagnoli è certissimamente El Jamon, il famoso prosciutto. Ad uno spagnolo potete offendere la mamma senza troppe conseguenze, ma provatevi a dire che il loro prosciutto non è buono e vi impiccheranno su un rogo. E’ il cibo principe dei loro giri per tapas.

Ma deve essere il loro perchè, ad esempio, il nostro non gli piace. Certo è che i due prodotti sono abbastanza diversi. Ho studiato un pò il problema e sono arrivato a delle conclusioni che espongo.

El jamon è, in generale il prosciutto. La paleta è la spalla. Il prosciutto crudo si chiama Jamon Serrano, quello cotto è El Jamon de York, anche chiamato in altri modi.

El Jamon Serrano può provenire da due tipi molto diversi di maiale: o dal comune maiale rosa (blanco lo chiamano loro), industriale, o da una antica razza locale di … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 16, 2014 9

Trattoria Aroma di Vino, Prato. Consigliato!

A poche decine di metri di fianco al Duomo di Prato vi è questa trattoria, poco visibile e piuttosto piccola, del tutto a conduzione familiare. E’ una di quelle trattorie che hanno voluto restare tali, pur dandosi un tocco di modernità, nell’arredamento, che vuol essere rustico, ma carino; semplice, ma non banale. Vi è quindi tutto un bric-à-brac di oggetti, libri, bottiglie, sedie spaiate e quadri in vendita: tutto come alla rinfusa, ma invece, credo, attentamente studiato. Il risultato finale è forse un po’ lezioso, ma, certo, mette l’avventore a proprio agio e ben lo predispone ad un carta che è senz’altro avvincente. Un po’ perché è informalissima: scritta a mano su dei foglietti spillati ad un foglio più grande, ma soprattutto perché contiene piatti di strettissima tradizione toscana, spesso introvabili. Sedani ripieni di carne, tipica ricetta pratese, collo di pollo ripieno, che da quando smise di farlo mia nonna, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 7, 2014 0

Barcellona, no!!!!

La Sagrada Familia
Date retta a un bischero, che sarei io. Non andate a Barcellona, ci perdete del tempo e dei soldi. Se vi piace la Spagna è inutile andare a Barcellona, cosiccome è inutile andare in Svizzera se amate il mare. L’ultima volta c’ero passato che Franco andava ancora garrotando gli oppositori. Poi l’avevo frequentata con piacere attraverso i libri di Vasquez Montalban e del suo commissario Carvalho. Ci son quindi voluto tornare per una quindicina di giorni. Ma è stato un errore. Città che non offre nulla, se non torme di turisti per lo più italiani che fanno inutili vasche su e giù per le Ramblas, fra chioschi di bandiere del Barça e venditori arabi di giochini luminosi. Lo squallore estremo.
Città evidentemente ricchissima da molto tempo, ha aumentato la sua fortuna grazie alla industrializzazione del dopo guerra che ha richiamato un gran numero di poverissimi immigrati andalusi
Continua a leggere...
Di ilviaggiatorecritico Marzo 20, 2011 5

L’altra parte della storia dell’ammutinamento del Bounty

Nel post precedente avevo diviso con i miei quattro lettori la meraviglia della sconsiderata dimora dei discendenti degli ammutinati del Bounty nell’isola di Pitcairn. Sulla mia pagina di FB, Pietro mi commenta consigliandomi di integrarlo con la storia degli altri ammutinati e dei non-ammutinati, rimasti a Thaiti. Lo ringrazio ma non lo farò.

Non lo farò perchè è una storia di tanti morti e di violenza per poter trovare e punire quei nove che se ne stavano sparapanzati a Pitcairn.

E la mia simpatia va, incommensurabile, a quei coraggiosi che riuscirono a dare un calcio a tutto e vivere come potevano, in terra incognita, con le loro mani e la loro voglia di non subire gli ordini di un capitano infame.  Bligh, il suo nome.

E da notare che il loro ammutinamento non versò una goccia di sangue. Semplicemente si dissociarono dalla Marina di Sua Maestà Britannica. Degli esempi, rari.… Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 27, 2011 0

L’incredibile storia dell’Isola Pitcairn (serie destini improbabili)

Tutti conosceranno la vera storia della fregata Bounty e del suo ammutinamento in Polinesia. Avvenuto nel 1789 perchè il capitano dava la poca acqua dolce disponibile a delle piantine di albero del pane, che stavano trasportando, piuttosto che agli uomini. Pochi, invece, credo, sappiano che i nove ammutinati, insieme a 6 uomini e 12 donne tahitiani, finirono nell’allora sconosciuta Isola Pitcairn; di 3,2 per 1,6 km. Altri ammutinati restarono a Tahiti.

Ancor meno sapranno che i discendenti di costoro sono ancora lì. Sono in 48, padroni di uno Stato semi-indipendente. Non c’e’ aeroporto e ci arriva una nave due volte al mese e non tutti mesi.  La prima terra abitata (poco)  e con un aeroporto è a 32 ore di navigazione. Vivono di agricoltura, della pensione di quelli che hanno lavorato in Nuova Zelanda, della vendita di siti del dominio .pn, dei loro francobolli da collezionisti, di ceste di … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 25, 2011 1

Trattato breve di passerinologia ucraina.

Ma come, diranno alcuni, questo è andato in Ucraina e non ci parla delle famose ucraine? In effetti ho aspettato un attimo, per riprendermi dal freddo e dallo sconvolgimento, ma ora lo faccio.

La popolazione ucraina è ad elevato dimorfismo sessuale, come molti tipi di uccelli, basti pensare ai fagiani. Ovverosia, le donne e gli uomini sono molto diversi; ad esempio nei fagiani le femmine sono più grosse e con le penne marroni; i maschi, invece, sono più scattanti e molto variopinti.

Nella popolazione si ha l’esatto opposto: i maschi sono bruttacchioli, tozzi, un pò informi nella loro stazza rotondeggiante. Tutto ciò è probabilmente dovuto ai fiumi di vodka ingurgitati, anno dopo anno, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno. Fiumi inghiottiti in un sol sorso, come la tradizione comanda.

Le ragazze, invece, sembra di stare in paradiso. In un gigantesco museo delle passerine, lo show room della femminilità patinata. Tutte … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 18, 2010 2

Fatto e fatto bene.

Io, quel che dovevo fare, l’ho fatto. Ho trovato il legname per costruire i pallets, la torba per i vivai ed anche i porcini; tutto per importare in Italia. Ora starà a qualcun altro vendere queste cose in Italia. Il mio compito è finito e l’ho fatto piuttosto benino. Son proprio soddisfatto. E torno a casa.
Certo questo mi è sembrato il paese del futuro. Due volte l’Italia, stessa popolazione, un sacco di risorse, io ho visto quelle agricole e forestali. E soprattutto tanta voglia di spendere da parte della gente; i soldi, per il momento son pochi, ma senza dubbio, cresceranno. Ad esser vogliosi di impegni ci sarebbe da venirci, imparare quell’ostrogoto che parlano e restarci. Condizioni difficili: la vecchia nomenclatura comunista (anche quella molto piccola) si deve essere tutta quanta riciclata negli affari e, con l’abitudine che avevano preso negli ultimi anni del socialismo, di rubare a
Continua a leggere...
Di ilviaggiatorecritico Dicembre 16, 2010 0

Buon appetito!!!!

In Ucraina si mangia benissimo, sapori forti, decisi, complessi, un tantinello pesanti. Molti antipasti freddi: in primis, ovviamente, l’insalata russa, decisamente migliore di quella che si mangia in Italia, con più verdure, meno maionese e più densa. Poi altre miscele con patate, cavolo, cenni di pollo o aringa; legate da salse varie di senape o del temibile rafano, fortissimo. Segue, immancabile, la zuppa. Troneggia il borsch, di cavolo rosso, con pezzettini di carne e abbondante cucchiaiata, al centro, di crema salata densa. Se non c’e’ il borsch, appare un’altra zuppa di vegetali vari, più saporita del nostro minestrone, con base di brodo e con le verdure quasi sempre un  po’ al dentino. Seguono i secondi, molto vari. Ma in maggioranza sono spezzatini di carne e patate o altre cose non identificabili, con salse forti e dense. La cucina tradizionale era fatta nelle grandi stufe, come quella della zia di Igor, Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 14, 2010 1