Bad Gastein e Bad Hofgastein: nudismi.
La vecchia Austria, un pò polverosa, demodé ed asfittica, così vicina e così poco considerata, nonostante le molte bellezze ed i bassi prezzi, ha questi due gioiellini:Bad Gastein e Bad Hofgastein. Il primo è una destinazione antica, dove soggiornavano imperatori, re, nobili e banchieri. Ora il paese è decisamente decaduto e francamente bruttino. Il secondo, più in basso e meno stretto in ripidi valli, è invece ridentemente pieno di alberghi.
Ma a che si deve tanta fama?
Alle terme, in funzione da sempre ma ora riviste con criteri moderni. Due paesi due terme, abbastanza simili: ecco i link all’una e all’altra. Molto grandi, fatte per passarci l’intera giornata con 30 – 40 euro. Non pochi, ma meritati. Molto diverse dalle terme ungheresi e dalla loro atmosfera.
Entrambe le terme hanno due parti nettamente distinte. Una per le famiglie con piscine per nuotare, scivoli e giochi d’acqua. Niente … Continua a leggere...
Vale la pena visitare l’Estonia?
Alcune considerazioni:
- L’unica vera attrazione del Paese è la città vecchia di Tallinn che è un vero gioiello. Purtroppo è iperturisticizzata, piena di ristorantacci e di negoziucci di souvenir. Finisce per essere stucchevole e fastidiosa. E’ una città molto estesa, a volte fra un quartiere e l’altro ci sono delle foreste attraversate dai sentieri che portano al supermercato. O al cimitero….
- Il paesaggio in generale è molto rurale e bucolico. E’ un paese piatto fatto da campi e da foreste fittamente intervallate. Con paesini dalle chiese con il campanile acuto. Le case sono sempre distanziate l’una dall’altra, anche nei paesi; non vi è un vero e proprio centro. Case molto belle, spesso di legno. Ma tutto abbastanza monotono, con poche eccezioni.
- Gli estoni – estoni sono di una riservatezza che sfiora l’autismo. Difficilissimo averci quei contatti empatici che fanno parte delle piacevolezze di un viaggio.
Non reagiscono a nessun
La cucina Estone
Alcune gioie, ma anche molti dolori nella cucina dell’Estonia.
Gioia assoluta con le zuppe, varie e buonissime. Ve n’è una di nome Seljanka che è di bontà commovente; sembra che sia una mezza parente del Borsch russo. Ma anche le altre zuppe si difendono molto bene. Sono di salmone, di polpette, di crema di barbabietole rosse.
L’aringa ha una grande importanza ed è sempre fonte di grande piacere. Te le ammanniscono in molte manienre diverse: fresca o conservata, fritta, arrosto o mescolata con mille salse diverse. Di gusto sempre molto più leggero di come la conosciamo noi. Non è quindi un piatto molto forte, ma diventa una pietanza delicata.
Buona la pasticceria, di risonanza tedesca, anche se un pò mappazzona. E qui finiscono le note positive.
Per il resto è una catastrofe. I ristoranti hanno pochissimi piatti e sempre gli stessi: filetti di bovino, di maiale, di pollo, di … Continua a leggere...
La case di Tallinn
Mi sto fissando sulle case di Tallinn. Sarà a causa del clima ostile che invoglia ad interessarsi delle case, dal momento che fuori si sta prorpio male; sarà che ho una passione per l’architettura delle case, molto di più di quella dei palazzi; sarà che non c’e’molto altro da vedere. Ad ogni modo mi sembra che le case a Tallinn siano importantissime e dicano molto sulla storia della città e del paese: l’Estonia.
Ecco un pò di foto commentate sulle case di Tallinn:
Tallinn, la complessa.
Mi son fatto il mio nido a Tallinn, un appartamento in centro. Casa di tipo sovietico, non rimodernata, abitato da una ragazza che me lo ha affittato. Vetusti e fatiscente, proprio come piace a me. Con in frigorifero un sacco di vasetti con resti di roba strana, fra il disseccato ed il muffito. Esco di casa e vago per la città e i dintorni. Fa freddo, per il 25 Aprile son venuti anche due fiocchi di neve. Ma giro, guardo, cerco di capire, mi diverto.
Strano posto questo paese, l’Estonia. Mai indipendente, salvo fra le due guerre mondiali ed ora, dopo lo scioglimento dell’Unione Sovietica. Anche differente dalle altre due repubbliche baltiche. Un gran miscuglio di cose, pare.
Tallinn è stata messa su dai mercanti tedeschi della Lega Anseatica; il centro storico è proprio una città tedesca. (L’Estonia ha spesso un sapore tedesco, anche altrove, al di … Continua a leggere...
Levanzo, Egadi, Trapani.
Vi sono a volte viaggi che, nati per caso o per noia, si rivelano improvvisamente come molto felici. E destinazioni che parevano purgatori si trasformano in dolcissimi paradisi. Uno di questi si è rivelato essere Levanzo, la minore delle Egadi, di fronte a Trapani. Fuori stagione, s’intende.
Ci son capitato quasi per caso, volendo andare nella più importante Favignana. Mi ci sono invece fermato qualche giorno, sono stato benissimo, ripartendo ci ho lasciato il cuore e a Favignana nemmeno ci sono andato.
Nell’isola c’e’ un solo paese, dove si sbarca, fatto da qualche decina di case, durante l’inverno ci abitano in 40 persone, in là con gli anni. Un solo negozio di tutto, due bar. Un alberghetto, qualche camera nel paese. Nient’altro, ma il colore del mare nel porto ti fa piangere di commozione. La foto ne è una pallida riproduzione.
In tutta l’isola non c’e’ nessuna spiaggia di sabbia, … Continua a leggere...
I retroscena poco etici del turismo solidale
Alcune ONG attive nella cooperazione internazionali dettero vita a cavallo del 2000 ad una agenzia che poi è divenuta “Viaggi Solidali”, a sua volta membro dell’Associazione Italiana Turismo Responsabile”, AITR, in sigla.
Il fatto che questa agenzia nasca come diretta espressione di ONG per la cooperazione internazionale e’ un primo segnale per comprendere come funziona la faccenda.
Che il lettore veda per prima cosa alcuni esempi di Viaggi Solidali, scelti senza particolare cattiveria, nel paniere di quelli disponibili per il 2018.
Ma perche’ nasce questa nicchia del turismo solidale? I motivi sono diversi e convergenti.
In primo luogo vi e’ una certa idea di sviluppo turistico che ha avuto, negli ultimi decenni un particolare sviluppo in Toscana. (Per questo motivo va sotto il nome di “modello Toscano”). Si tratta di un turismo fatto di individui, coppie, famiglie, al massimo piccolissimi gruppi che si muovono … Continua a leggere...
Alcuni viaggi “solidali”
Particolarmente importante nel mondo del turismo solidale italiano è l”agenzia Viaggi Solidali che propone un viaggio di 11 giorni in Casamance, la zona più meridionale del Senegal. E’ un tour normale a cui vengono aggiunte le visite a dei produttori di anacardio, ad un centro per gli handicappati, ad un’iniziativa di sartoria di base, ad un asilo e a degli orti. Sono previsti dei giri in bicicletta che si trasformare per magia di marketing in “appoggio all’imprenditoria giovanile locale impegnata nella salvagiardia ambientale”. Si tratta di imprenditori più semplicemente definibili come “noleggiatori di biciclette”. Il costo del viaggio è molto alto: 1.680 euro senza viaggio aereo e dormendo in condizioni a volte definite bisognose di “capacita’ di adattamento”. Sono previste anche “docce con il pentolino”, che consiste nella fornitura di un secchio d’acqua da cui si prende l’acqua con un pentolino per tirarsela sulla testa. E’ il modo più comune … Continua a leggere...
Turismo solidale? Trappolone per ingenui?
Sull’onda della moda della Green economy si parla molto, da qualche tempo, di turismo responsabile ed addirittura solidale.
E come la Green economy, anche il turismo solidale rischia di essere il classico polverone di luoghi comuni privi di senso reale e trasformarsi in una truffa per quei creduloni che ci cascano. Basta mettere un’etichetta alla moda per aumentare le vendite o, almeno, i prezzi.
Per le definizioni dei vari tipi di turismo si veda qua. Il turismo solidale, nelle parole di chi lo vende, oltre ad essere responsabile, mette in contatto i turisti con delle situazioni sociali in difficolta’ o comunque meritevoli di essere conosciute. I turisti porteranno appoggio tanto morale quanto economico a queste realtà sociali ritenute sfavorite.
Per chi organizza questi viaggi la cosa più importante è aggiungere la parola “solidale” ad un viaggio peraltro simile a molti altri. La parola che nobilita, carattrerizza, personalizza, pulisce le … Continua a leggere...
Il treno di giorno dal Cairo a Luxor.
Il turista che non viaggi (per sua fortuna) in gruppo e che si trovi al Cairo avrà molto probabilmente intenzione di recarsi a Luxor a vedere le numerose rovine. Altrettanto probabilmente lo vorrebbe fare in treno e di giorno, in modo da osservare, sia pure in velocità, la famosissima valle del Nilo.
Pessima idea, l’impresa è ardua.
In effetti le autoritarie Autorità ferroviarie egiziane hanno deciso che gli stranieri possono viaggiare su quella linea solo di notte. Di giorno ciò non è possibile, forse per motivi di sicurezza. L’Egitto è complicato, ad Alessandria ci si può andare anche di giorno, ma a Luxor, no. Imperscrutabili motivi.
La cosa pare incredibile, ma è proprio così.
Le numerose Agenzie turisitiche di Piazza Tahir o quelle dei grandi alberghi non vendono biglietti agli stranieri per quella linea, di giorno. Per viaggiare di notte, quanti ne volete e viaggerete su un treno speciale, turistico, … Continua a leggere...