La case di Tallinn

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Una casa del tempo sovietico, semi abbandonata. Assomiglia molto a quelle viste in Ucraina.

Mi sto fissando sulle case di Tallinn. Sarà a causa del clima ostile che invoglia ad interessarsi delle case, dal momento che fuori si sta prorpio male; sarà che ho una passione per l’architettura delle case, molto di più di quella dei palazzi; sarà che non c’e’molto altro da vedere. Ad ogni modo mi sembra che le case a Tallinn siano importantissime e dicano molto sulla storia della città e del paese: l’Estonia.

 

 

Ecco un pò di foto commentate sulle case di Tallinn:

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Di fronte alla casa della foto precedente c’e’ questa, recentissima, in stile del tutto finlandese. DEl resto Helsinki è a pochissime ora di nave davanti a Tallinn e la Finlandia è un punto di riferimento molto imporante per tutto il paese che sembra voler essere più scandinavo che baltico.
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Poco lontano dalle due case precedenti, una vecchia villozza dei tempi della presenza dei russi zaristi che venivano in questo quartiere da Pietroburgo a passare l’estate. Lo stesso Pietro il Grande ci venne in alcune occasioni. Il quartiere è pieno di alberi, ogni casa ha un grande giardino, ci sono alberi imponenti. E’ ancora oggi il quartiere nobile della città. Siamo vicinissimi al mare; in questi gorni freddo, plumbeo, sepolcrale. Forse in piena estate è più gaio. Forse….
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Quartiere dell’epoca sovietica. Deve essere degli anni ’70 ed è molto più vivibile degli equivalenti quartieri coevi in Italia. Grandi spazi verdi, un laghetto al centro, andamento circolare che spezza le prospettive. Ci ho camminato a lungo, osservando i bambini che giocavano. Ed anocra di più le loro mammine. Posto gradevole ed accogliente. alla faccia di chi denigra l’architettura residenziale sovietica chiamando questi edifici “casermoni”. Poco traffico, aria pulita.
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Ai margini della città è stato creato il museo all’aria aperta delle vecchie case rurali del paese. Era una abitudine molto diffusa nelle capitali sovietiche, per mostrare le tristi condizioni di vita del popolo contadino e le sue capacità costruttive ed artigianali. Solo conoscendo il passato si può operare nel presente per migliorare il futuro, compagni. Questa è una casa di metà dell’800, successiva di pochi anni all’abolizione della servitù della gleba. La casa è autentica, presa da dove era e ricostruita qua. Questo museo all’aria aperta è molto vasto, in campagna, fra gli alberi, con molte e belle vecchie case ricostruite. Didattico e piacevole, perfetto per una giornata all’aria aperta. C’e’ anche un ristorante.
Casetta degli anni'30 che serviva anche da negozio rurale. E' mstato usato questo tipico color rosso a base di rame che proteggeva il legno e che è molto usato in Finlandia e in Svezia per gli edifici rurali, amcora oggi.
Ancora al Museo all’aria aperta di Tallinn è stata trasportata questa deliziosa casetta degli anni’30 che serviva anche da negozio rurale. E’ dipinta con la tipica pittura da esterni di color rosso a base di rame per proteggere il legno. Tale pittura è molto usato in Finlandia e in Svezia per gli edifici rurali, ancora oggi.
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Invece nel centro storico di Tallinn l’impianto urbano e le case sono del tutto tedesche. La città, infatti fu prima danese, poi svedese, tedesca, russa, sovietica. Ma i dominatori, quelli che lasciarono l’impronta più forte, nei secoli della formazione dell’impianto della città, furono i tedeschi della Lega Anseatica.
Ma anche i morti hanno la loro casa. Nel bosco, senza recinzioni, nella pace. Molto commovente.
Ma anche i morti hanno la loro casa. Nel bosco, senza recinzioni, nella pace. Molto commovente. Ci si fa una passeggiata, fra gli alberi, riposando seduti a terra, fra le tombe, leggendo le lapidi. L’insieme non da l’impressione dell’abandono, ma nemmeno quella di una cura esagerata. L’esatto opposto del cimitero di Santiago del Cile.

 

Appena un accenno di lapide nel cimitero delle celebrità nazionali, divisi per categoria.
Appena un accenno di lapide nel cimitero delle celebrità nazionali, divisi per mestiere. Un semplice ricordo nella natura. Più essenziale non si può. MI ha molto colpito e mi è molto piaciuta questa semplicità.

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