Alcuni viaggi “solidali”

Particolarmente importante nel mondo del turismo solidale italiano è l”agenzia Viaggi Solidali che propone un viaggio di 11 giorni in Casamance, la zona più meridionale del Senegal. E’ un tour normale a cui vengono aggiunte le visite a dei produttori di anacardio, ad un centro per gli handicappati, ad un’iniziativa di sartoria di base, ad un asilo e a degli orti.  Sono previsti dei giri in bicicletta che si trasformare per magia di marketing in “appoggio all’imprenditoria giovanile locale impegnata nella salvagiardia ambientale”, più propriamente conosciuti come noleggiatori di biciclette. Il costo del viaggio è molto alto: 1.680 euro senza viaggio aereo e dormendo in condizioni a volte definite bisognose di “capacita’ di adattamento”. Sono previste anche “docce con il pentolino”, che sarebbe un secchio d’acqua da cui si prende l’acqua con un pentolino per tirarsela sulla testa.  Molto pittoresco, ma a prezzi da numerose stelle in uno dei paesi più economici del mondo.  La quota comprende i 70 € solidali dei quali non si dice la sorte. (questo era un viaggio del 2016, attualmente ve ne sono altri qui)

Un altro viaggio è in Argentina. Il momento solidale più importante è assistere alla settimanale manifestazione delle Madri di Plaza de Mayo. Riescono così a vendere uno dei momenti più importanti e tragici della storia recente di quel apese. Il viaggio, di 15 giorni, non è affatto solidale con il pianeta, in quanto prevede, oltre al volo intercontinentale, ben 4 voli interni con un dispendio energetico fantastico. Ma su questo punto si sorvola, è il caso di dire. Il viaggio presenta un itinerario del tutto ovvio, uguale a quello di tutte le agenzie. La parte solidale è ridotta alla visita di un paio di musei, all’osservazione delle Madri di Piazza di Maggio e, forse, a visite di progetti dell’ONG italiana ICEI. I 70 euro del donativo vanno all’agenzia turistica argentina che segue il viaggio !!! Il viaggio è carissimo: 2500 euro senza nessuno dei sei voli e senza pranzi e cene.

Anche la povera San Suu Kiy è finita nel tritacarne del turismo solidale. Foto da Wikicommons

Non poteva mancare un viaggio nella martoriata Birmania (si usa ancora il vecchio nome). Le attività solidali sono un corso di cucina(!), la visita al partito di San Suu Kyi, mangiare con dei monaci e visitare un ospedale al quale vanno i 70 euro di solidarietà. Tutto qua, per il resto il solito, banale e usurato giro in Myanmar.

Insomma la più vieta banalità turistica con una spruzzata di miserie altrui, un prezzo alto, una elemosima con destino oscuro. E si è costruito il viaggio solidale.

Di un altro tipo il viaggio in Mozambico proposta dall’ONG Humana. Sono 15 giorni tutti da passare in un Istituto Tecnico appoggiato dall’ONG. Si è vicini alla spiaggia, ma si lavora come imbianchini (come se in Mozambico mancasse la manodopera) o animatori nelle scuole, agli ordini del responsabile. Si visitano vari progetti, si fa colazione alle 7h30, obbligatori due incontri prima della partenza ed uno dopo il ritorno. Costo modesto di 900 euro (aereo escluso) dei quali 350 vanno alla scuola. Insomma, si fa finta di fare i missionari, poi si torna al lavoro vero.

Ma perchè tutto ciò?

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