Categoria: Turismo nei Balcani

Sono ancora una volta per turismo nei Balcani e son colto da un profondo stupore. Sono attonito e febbrile, curioso di tutto; spaventato dai conflitti che hanno attraversato questa terra; meravigliato dall’unità, omogeneità di questa regione pur lacerata da mille divisioni. In qualche modo l’unità nella molteplicità: i Balcani sono lo specchio della condizione umana. Insomma mi par d’essere un bambino davanti ad un giocattolo miserioso. Il turismo nei Balcani è un lusso, una emozione continua, una miniera d’oro inesauribile.

Cerco i tratti culturali comuni a queste colture, ed, allo stesso tempo, tento di individuare le fratture, vecchissime o nuovissime. Mi intenerisco vedendo le casette quadrate dei villaggi, ognuna separata dalle altre, tutte con il tetto di tegole rosse, a volte sotto un minareto, a volte sotto un campanile. Dalla finestra della mia camera guardo l’orribile croce luminosa sulla collina che sovrasta Skopje, mentre il muezzim canta la sua faccenda e i macedoni di lingua albanese, in piazza, rivendicano qualcosa sventolando la bandiera albanese.

Sono sbalordito dal numero dei popoli che abitano questa non grande parte di Europa; ogni giorno ne salta fuori uno nuovo, con la sua lingua, la sua zona, la sua storia. Oggi e’ stato il turno degli Arumeni che scopro essere dei Daci romanizzati mescolati un poco con gli slavi. Ieri sono stati gli Aiducchi, milizia anti-ottomana, poi popolo. Gli incroci sono pirotecnici : la stessa Madre Teresa di Calcutta era Macedone, ma di etnia Albanese e di religione né ortodossa né mussulmana, ma cattolica.

Vecchi che si riposano dopo esser stati al mercato, hanno le borse.

Miscele, miscele, miscele. Una boccata di vitalità nel sopore mortale della globalizzazione che appiattisce tutto in un solo centro commerciale della cultura mercantile. Nei Balcani ognuno resta attaccatissimo alle proprie cosine; e pur coabitando a stretto contatto con gli altri ( a volte in conflitto, ahimè) mantiene la propria identità.

In poche centinaia di chilometri, undici nazioni (Croazia, Serbia, Bosnia, Albania, Montenegro, Kossovo, Macedonia, Grecia, Turchia, Bulgaria, Romania), cinque religioni (ortodossa slava, ortodossa greca, cattolica, mussulmana, ebrea), cinque grandi ceppi linguistici (slavo, turco, latino, greco, albanese) con decine di lingue e dialetti diversi, tre alfabeti (latino, cirillico, greco), quattro enormi imperi nel passato (romano, bizantino, ottomano, austro-ungarico) e un popolo che sfida la storia e che si ritrova ovunque: i Rom.

Un delirio di variabilità, ma con una casa comune: i Balcani. Piatto ricco, mi ci ficco.

(Per seguire i fatti balcanici, consiglio il sito dell’Osservatorio dei Balcani e del Caucaso, in italiano)

L’atmosfera delle piccole terme ungheresi

Pensionati che giocano a scacchi, nonne con i nipotini, adolescenti obese che mangiano gelati, coppie di fidanzatini impacciati, bellone sfiorite che propongono quel che resta delle loro grazie ormai invase dalle cellulite, gruppetti ciarlieri di casalinghe attempate in libera uscita.

Questa è la meravigliosa umanità che affolla i centri termali minori in Ungheria. Ne ho già parlato, ma ci ritorno sopra perchè è una faccenda che mi par troppo bella. Per un qualche strano fenomeno geologico, la piatta Ungheria ha nel sottosuolo, ad alcune centinaia di metri di profondità, dell’acqua calda; e ciò avviene quasi dappertutto. Sono fiorite, quindi, centinaia di terme, un pò allo stile degli antichi Romani, che ne costruivano ovunque andassero, ma con dispendiosi sistemi di riscaldamento a legna. In Ungheria, invece, basta fare un pozzo sufficientemente profondo per avere delle belle piscine calde.

Alcune di queste terme sono molto grandi ed importanti: sono spesso frequentate … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 21, 2018 11

Monti Tatra, alti e bassi

Dopo anni che me lo ripromettevo, sono finalmente riuscito ad andare sui Monti Tatra fra la Slovacchia e l’estremità meridionale della Polonia. La città più nota della zona è Zakopane, sul lato polacco della catena.

Propio sul confine fra i due stati c’e’ la catena degli Alti Tatra. E’ una vera e proria catena alpina con montagne di nuda e grigia roccia superiori ai 2.500 metri, rivestite, più in basso, da imponenti foreste di conifere e faggi. Il problema sta nel fatto che tutta la catena montuosa è lunga, da un capo all’altro, solo una quarantina di chilometri. Insomma delle Alpi tascabili; ovverosia qualche montagna in fila, semplicemente.

Tutto ciò potrebbe anche esser carino se non fosse per il fatto che questa catenina montagnosina è l’unica per una bella fetta di europei: polacchi, slovacchi, ungheresi, ucraini, russi, cechi ed anche per i vecchi viennesi dei tempi dell’Impero. Da … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 14, 2018 0

Le crociere sul Danubio

Non solo le famigerate crociere caraibiche, o le carissime crociere patagoniche, quelle invernali a Capo Nord o quelle archeologiche sul Nilo.  Vi sono anche le crociere sul Danubio, a conferma che alla gente piace stare seduti sul ponte di una nave e vedere il mondo che gli passa accanto.

Le crociere sul Danubio si fanno su delle chiatte: imbarcazioni molto lunghe e con i bordi molto bassi (tanto non ci sono onde), strette (devono entrare negli angusti bacini delle numerose chiuse che permettono di superare i dislivelli del fiume), leggere (il pescaggio deve essere modesto a causa dei fondali a volte bassi), lussuose (i clienti sono soprattutto pensionati teutonici, i quali amano le comodità e non difettano di liquidità).

Il Danubio comincia ad essere navigabile, per queste navi, da Passau, al confine fra Germania ed Austria; da qui partono le crociere. Parte da passau anche la ciclovia Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 11, 2018 0

Dove andare in Macedonia

Turismo di atmosfera nella Republica di Macedonia; molti gli aspetti interessanti, numerose le piacevolezze incontrate in questo pease nel mezzo dei Balcani. Un luogo dove si sta bene, tranquilli, rilassati. Si mangia bene e si spende poco. Gente gentile, accogliente, simpatica e riservata; sicurezza e pochi turisti a darvi fastidio.  Insomma, un posto dove andare, senza sovraccaricarsi di soverchie aspettative, ma pregustando un viaggio molto interessante.

Certamente Skopje con i suoi palazzi neo-antica Grecia, il quartiere mussulmano, la zona albanese, le notti di Malo Debar, quartiere di posticini gradevoli. Poi Ohrid, unico vero polo turisico della Macedonia, con l’infinità di chiese e monasteri ed il bel e gran lago. Vicinissimi i più bucolici laghi di Prespa, il grande ed il piccolo. Poi Bitola, città del tutto europea in pieni Balcani, con una storia strana ed intrigante. Passeggiare sul corso è una esperienza sconcertante, ci si direbbe in altro luogo/tempo.… Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 28, 2017 0

Un paese di nome Pescatori

Sono solo 80 gli abitanti di Psarades, ma si meritano un post tutto per loro, perchè non hanno avuto la vita facile. Si meritano questo e molto di più. Loro sono pescatori ed infatti Psarades vuol dire pescatori. Di questo vivevano fino a che arrivasse un pò di turismo estivo, principalmente nazionale, niente di cui ingrassare.

Probabilmente il paesino più remoto della Grecia continentale, si trova sul lago Prespas, vicinissimo al punto in cui si incrociano le frontiere di Albania, Repubblica di Macedonia e Grecia. Non vi è molto: alcune massicce case, in certi casi ormai dirute, un brutto piazzale lungo il lago, un  molo con delle barchette, qualche ristorante, una spiaggia sassosa. E’ in una stretta baia, per vedere l’ampiezza del lago bisogna uscire, sul lago o sulle colline intorno. Sopra il paese una chiesa circondata da un pregevolissimo boschetto di ginepri arborei, un vero monumento naturale.

Ci … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 25, 2017 0

I Grandi Laghi Balcanici

Grande quasi quanto il lago di Garda, il maggiore della sua regione, il più antico di Europa, il più ricco di specie endemiche del mondo, profondissimo. Questo è il lago di Ohrid. Ma accanto vi sono anche il Grande ed il Piccolo Lago di Prespa, il primo dei quali è poco più piccolo di quello di Ohrid, il secondo, invece è assai piccolo. Il lago di Ohrid è sui 600 metri di altezza, gli altri due, separati fra di loro da una sottile striscia di terra, sono sugli 800 metri. Quindi d’estate non fa caldo e d’inverno c’e’ la neve. I laghi di Ohrid e di Prespa sono separati da una alta, ma stretta, catena montuosa, boscosa e selvaggia. Il piccolo lago di Prespa ospita un gran numero di certi pellicani ed anche un’isoletta ricchissima di storia e di monumenti bizantini e barbarici. L’isoletta si raggiunge con un pontile, fra … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 18, 2017 0

Macedonia, paese in cerca di storia e geografia.

Nel turbinio dei Balcani, nel mare infinito degli sconvolgimenti della loro storia, il toponimo  “Macedonia” ha contraddistinto numerose regioni diverse situate fra l’Albania, il nord della Grecia e il Mar Nero. Tutte le zone comprese fra questi tre punti di riferimento si sono chiamate, prima o poi, a lungo o brevemente con il nome di Macedonia. Per lunghi periodi di tempo  questo nome è anche rimasto dimenticato, non utilizzato, negletto.

L’attuale Repubblica di Macedonia corrisponde, più o meno, a quella regione che, in un periodo dell’Impero Ottomano, era chiamata Macedonia di Vardar, dal fiume che scorre in quei paraggi. Un nome geografico, più che politico. Poi, quando è nata la Jugoslavia è spuntata la Repubblica di Macedonia come facente parte della Federazione Jugoslava; era la regione più meridionale. E nessuno se ne lamentò; la Juogslavia era troppo importante per non assecondarla. Ma con la dissoluzione della Jugoslavia qualle che … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 14, 2017 0

Turismo d’atmosfera nei Balcani

I Balcani possono essere un eccellente campo per l’esercizio di un nuovo turismo molto più soddisfacente di quelli che si vedono in giro attualmente. Il turismo d’atmosfera.

Siamo stanchi del mare sovraffollato, appiccicoso e caro; ma anche delle Dolomiti che lo sono altrettanto (affollate). Non ci interessano più le città d’arte, diventate dei parchi tematici, come Firenze. Ci sono venuti a noia i borghi storici, snaturati, leziosi e pieni di negozi di fasulli km 0. E non cadiamo nel trappolone del turismo esperienziale o solidale, concepiti per spennare i poveri turisti con attività bidone.

No, tutto ciò non ci interessa più, lo lasciamo ai forzati dei selfie, basta con quei turismi.

Vogliamo andare in luoghi dove i turisti siano pochi e che qeui pochi siano locali, provenineti da luoghi vicini; quasi più residenti che turisti. Non vogliamo per forza vedere cose eccezionali, quelle che … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 4, 2017 1

Bulgaria si, ma perchè?

Paese poco turistico, è da consigliare di tutto cuore, per i luoghi, la cucina,la sua gente.

Non c’e’ niente di assolutamente eccezionale, ma vi è un’aria di vecchi tempi, di uno stile di vita che altrove non esiste più, di speranza di un futuro migliore.  Quindi un viaggio quasi più sentimentale che turistico.

E in un’atmosfera da Balcani profondi che già di per se si presenta come ben differente rispetto a quella dei paesi dell’Eurpa Ocidentale. Le influenze ottomane sono enormi: l’architettura strana che sa di Austro-Ungheria ma che non lo è affatto; l’impianto urbanistico contorto e delizioso, rotto com’e’ da moschee, chiese, mercati, giardini. E pur essendo ricco di brutti edifici monumentali ottocenteschi, questi sono contornati e resi più leggeri da stradine alberate che fanno della città quasi un luogo di campagna.

Insomma, siamo pienamente in Europa, ma il vento orientale vi ha soffiato a lungo … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 23, 2016 4

La cucina bulgara

Par di capire che l’eccellente cucina bulgara si basa su quattro caposaldi.

In primo luogo le zuppe, molto numerose. Per l’estate vi è la deliziosa Tarator: fredda a base di yogurt e cetrioli. Sempre presenti quella di fagioli e quella di trippa. Poi le altre. Sono tutte piuttosto liquide, ma con degli elementi solidi abbastanza grossi dentro: pezzi di cetriolo, polette di carne, fagioli interi, brandelli di pesce o di trippa. Sono quindi dei “mangia e bevi” . Quasi tutte deliziose, che fanno bene al corpo e all’anima. Evidenti gli influssi delle ciorbe turche.

In secondo luogo le insalate. La più comune è simile a quella greca, ma con il formaggio

grattugiato invece che a pezzi. Altre sono comunque tipo “del contadino”, molto basiche. Vi entrano anche ortaggi grigliati, soprattutto i peperoni dolci. Ogni ristorante ne ha una bella sfilza nel menu.

In terzo luogo, gli spezzatini in umido, … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Giugno 22, 2016 0