Categoria: Turismo in Sud America

Fare del turismo in Sud America, terra infinita, piena di storie, di cose, di genti. Ma anche monotona ed infinitamente ripetitiva da percorrere lungo le sue interminabili strade, a bordo degli onnipresenti bus. Continente vittima di mille violenze fin da sempre e fino a tutt’oggi. Ed anche dispensatore di violenze ai danni di abitanti e turisti. Certamente il continente più pericoloso fra tutti.

Decenni fa è stato meta di viaggi fra l’avventura, lo psichedelico, la magia e la politica; ma ormai si è allontanato dai sogni dei turisti mondiali. Ormai pochi ci vanno; ma con delle grandi eccezioni. I Caraibi attirano ancora molto, le crociere fanno scali lungo tutta la costa Atlantica. Cuba, Santo Domingo, le Antille Francesi sono molto visitate, pur essendo mete spesso deludenti e soprattutto adatte al turismo sessuale di tutti i sessi e generi. In questi luoghi si mette in scena quel turismo un po’ deteriore fatto di spiagge nei resort, di comunità di italiani all’estero, di fuggevoli escursioni nei dintorni dell’albergo, di procaci ragazzotte e di muscolosi giovini che si innamorano rapidamente di voi. Un po’ più interessanti possono essere le isole-Stato indipendenti e ricche di sapore locale, oltre alle spiagge ed alle palme: Dominica, Barbuda, Saint Martin.

Le Ande sono invece ormai quasi dimenticate, pur essendo probabilmente l’aspetto più interessante del continente, con i loro paesaggi ed i loro popoli. Ed anche l’enorme e fantastico mondo dell’Amazzonia non riesce a trovare il sistema di attirare quel turismo naturalistico ed antropologico che vi troverebbe grandi risorse e che potrebbe favorire un accettabile sviluppo economico nella salvaguardia dell’incredibile ambiente naturale ed umano.

I paesaggi e gli ambienti della parte meridionale del Sud America sono una delle frontiere del turismo nei prossimi anni: la Patagonia argentina, il sud cileno, i fiordi, le comunità dei pescatori ed anche le locali crociere fra i ghiacciai danno emozioni sensazionali. Sono viaggi ancora difficili, cari, lunghi ed ancora un po’ complicati da organizzare. Siamo veramente in fondo al mondo e si sente. Oltre vi sono solo le crociere in Antartide.

Infine le grandi città, pur nella loro pericolosità, restano dei luoghi dove ogni buon turista deve soffermarsi un attimo: Buenos Aires, Rio, Sao Paulo, Caracas, Quito, Brasilia, Santiago. Capitali del mondo, grovigli di contraddizioni e di vitalità.

Non è Sud America ma vi viene spesso associato: parlo del Centro America. Ecco, questo è un luogo ancora più pericoloso ed è proprio bene che un turista non ci vada, con poche eccezioni. Può esser percoloso fare il del turismo in Sud America.

L’infelicissimo continente sudamericano.

Sono molti gli italiani che desiderano (o desideravano) visitare l’America Latina; si  ha (aveva) infatti, in  Italia, di questo continente, una visione molto positiva. Io ho visto altre cose: eccole.

La somma delle infelicità di quel continente è infinita. Luogo difficile, terribile.

Già i grandi imperi precolombiani dovevano essere crudeli, classisti, spietati. Su questa base si innestarono quei delinquenti sanguinari, assassini ed avidi dei Conquistadores e dei primi colonizzatori spagnoli e portoghesi. La feccia della penisola iberica che fuggì la miseria europea per farsi ricca nelle colonie. Poi gli schiavi africani, indicibile sofferenza. A quelli si sono aggiunte infinite ondate di disperati che cercavano in America una svolta alla loro grama vita in Europa.

Ed infine sono arrivati gli sfacciati misfatti del liberismo economico che soggioga senza freni i popoli ai capricci del capitale. Conflitto, sopraffazione, arbitrarietà sono le parole che definiscono la storia dei rapporti … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Agosto 4, 2016 1

Il curanto, stranissima ricetta patagonica.

Il curanto nasce sulla grande e bellissima isola di Chiloè nel sud del Chile, nella parte più settentrionale della Patagonia. E sembra che abbia le sue origini nella preistoria. E’ il piatto tipico del sud del Cile, un distintivo culturale importante, inseme al asado e all’agnello patagonico, simile alla Chicha amazzonica, nella sua valenza culturale. Il curanto è di tradizione indigena, el asado di tradizone meticcia.

Il curanto non è un vero e proprio piatto, quanto, piuttosto, un metodo di cottura. E’ un sistema tribale; non si fa per una famiglia o per il pranzo di tutti giorni. E’ il cibo della festa della tribu, del paese. E’ un atto federatore del gruppo. E’ palesemente un processo tribale di sapore molto antico.

Vi sono alcune versioni leggermente diverse. Racconto quella che ho visto. Nel terreno viene fatto una fossa profonda una cinquantina di centimetri e di … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Luglio 29, 2016 0

Turismo solidale? Trappolone per ingenui?

Sull’onda della moda della Green economy si parla molto, da qualche tempo, di  turismo responsabile ed addirittura solidale.

E come la Green economy, anche il turismo solidale rischia di essere il classico polverone di luoghi comuni privi di senso reale e trasformarsi in una truffa per quei creduloni che ci cascano. Basta mettere un’etichetta alla moda per aumentare le vendite o, almeno, i prezzi.

Per le definizioni dei vari tipi di turismo si veda qua.  Il turismo solidale, nelle parole di chi lo vende, oltre ad essere responsabile, mette in contatto i turisti con delle situazioni sociali in difficolta’ o comunque meritevoli di essere conosciute. I turisti porteranno appoggio tanto morale quanto economico a queste realtà sociali ritenute sfavorite.

Per chi organizza questi viaggi la cosa più importante è aggiungere la parola “solidale” ad un viaggio peraltro simile a molti altri. La parola che nobilita, carattrerizza, personalizza, pulisce le … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Aprile 18, 2016 4

Mercati mondiali

Il Viaggiatore Critico ha notato, come avranno fatto in molti, la profonda modificazione che hanno avuto certi mercati alimentari delle grande città. Quegli edifici, spesso di architettura elegante e leggera, fatti di ferro, ai tempi della Torre Eiffel; oppure di nervature di cemento, se più recenti. Posti sempre nelle zone centrali delle città dove il popolo andava a rifornirsi di verdura, frutte, grani e, quando possibile, carne e pesce.  Luoghi in antico pieni di confusione, spesso di sporcizia, di gente di bassa lega. Sembrava veramente di essere al mercato. Io li visito spesso, mi piacciono e mi piace vedere la verdura esposta: da un sacco di informazioni sulla città.

Poi sono arrivati gli urbanisti, gli architetti, gli assessori, gli imprenditori. In poche parola: la turistificazione. Probabilmente il primo caso è stato Les Halles di Parigi, poi hanno seguito tutti gli altri.  Cosa sono diventati?

In quasi tutti i casi … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Marzo 7, 2016 0

Brasile, vale la pena?

IMG_20160108_124413Alla fine del terzo, lungo viaggio, un’idea sul Brasile comincio a farmela. Partito con l’idea che i Brasiliani fossero antipatici ed arroganti ed il Brasile un bel paese; ritorno con la convinzione esattamente contraria: che i Brasiliani sono deliziosi e il Brasile un gigante inutile.

Sono rimasto incantato dai Brasiliani: calmi, gentili, carini, rispettosi, tranquilli, riservati e disponibili. Un amore di gente. Come dicevo per le donne, sembrano sempre a loro agio e moderatamente soddisfatti di se. Non sono arroganti, pretenziosi, non se la tirano, non sono aggressivi. Se ti urtano, si scusano, se li urti ti sorridono. E’ un piacere averci a che fare. Anche coloro che mi hanno rapinato, lo hanno fatto con una certa affabilità. Mai un ubriaco, un mendicante aggressivo, una rissa in strada.

Ed è forse questa grande tolleranza ed accettazione di sè e degli altri che ha provocato l’emersione di numeri sconosciuti … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 20, 2016 1

Spiagge brasiliane

La massima aspirazione del turista balneare brasiliano è la seguente: arrivare con le macchine (meglio un bussino) sulla spiaggia in compagnia di almeno altre quindici persone, fra parenti, amici, conoscenti, vicini, amici di amici. Scendere di macchina ed occupare immediatamente il primo tavolino con ombrellone disponibile; quanto più vicino al parcheggio e lontano dal bagnasciuga, meglio. I tavolini sono ad un centimetro l’uno dall’altro; i brasiliani sono molto spesso abbondanti: i camerieri sono maghi di contorsionismo per arrivare a servire. Il secondo passo è ordinare un enorme pranzo, di dimensioni natalizie abbondantemente innaffiato da birra e caipirigne. Mangiare nella calca. Andarsene, senza aver nemmeno guardato il mare.

Quindi le spiagge brasiliane sono inverosimilmente zeppe di gente vicino al parcheggio ed assolutamente deserte 10 metri oltre l’ultimo tavolino.

Il nostro standard di ombrellone, con due sdraie e il telo a terra, non esiste. Qua usano ombrelloni abbastanza piccoli sotto ai quali … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 18, 2016 0

Donne brasiliane….

Il Viaggiatore Critico ha osservato con molta attenzione le donne brasiliane e si è chiesto per quale motivo siano così famose nel mondo. Fama che, a suo parere, è del tutto giustificata.

Alcune considerazione generali, assai ovvie:

  • i brasiliani sono molti e l’età media è piuttosto bassa, a grande differenza dell’Italia (30 anni in Brasile contro i 44 dell’Italia) Quindi le giovani donne sono molte e fra di loro, anche solo per motivi statistici se ne troveranno molte che sono belle o bellissime.
  • In Brasile hanno confluito, volenti o nolenti, molti popoli e razze diverse: gli indios “primi abitanti”, gli europei di molte diverse provenienze, gli africani schiavi ed, infine, i giapponesi durante il XX secolo. Dall’amalgama son venuti fuori moltissimi tipi fisici diversi; quindi vi son donne veramente per tutti i gusti. Tutte le sfumature di colore sono presenti.
  • Il clima caldo favorisce lo stare all’aria aperta e la
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Di ilviaggiatorecritico Gennaio 13, 2016 0

Che bella Brasilia

Capitale del Brasile della speranza dell’eterno sviluppo. Città creata dal nulla, lontanissimo da tutto; disegnata su carta con la forma di un aereo, simbolo estremo di moderntità, di velocità, di purezza delle linee. Brasilia fu il manifesto di un potere che si voleva razionale ed amante della bellezza, lontano dal folclore tropicale. Fu l’ultimo sussulto del positivismo, ma ingentilito dalla morbidezza brasiliana; non la razionalità nordica, ma quella dalle forme rotonde come quelle delle donne brasiliane. Città certo più ideologica che umana, più costruita a rappresentare un’idea che a servire i suoi abitanti. Non dove esser facile vivervi, ma io sarei orgoglioso di essere un suo cittadino: è bellissima: Brasilia, la capitale federale del Brasile.

Certamente è un pò invecchiata; appare ai nostri occhi, ormai divenuti cinici, molto ingenua. E non ha nemmeno saputo crescere con lo spirito con cui era nata: al di fuori dell’area dell’area delle … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Gennaio 11, 2016 0

La tremenda cucina brasiliana

La cucina del Brasile è passibile di un processo per crimini contro l’umanità aggravati da disastro ambientale e strage di fegati.

Non è una cucina: è una lotta corpo a corpo fra il sedicente cuoco e gli ingredienti, potenzialmente ottimi. La vittoria è sempre del cuoco, gli ingredienti ne escono distrutti, annichiliti.

I sistemi messi a punto per distruggere, in un colpo solo, la qualità degli ingredienti, il sapore ed il piacere del cibo (insieme alla salute del consumatore) sono numerosi, variati, raffinati ed efficacissimi. Eccone alcuni:

  • Cotture accanite. La carne e il pesce vengono tenuti sulla fiamma fino a che non divengano delle solette bruciacchiate prive di ogni morbidezza e gradevolezza. Il churrasco (carne alla brace) è uno dei piatti tipici della cosiddetta cucina brasiliana. Si prepara sul fuoco di un grande barbecue dove si appoggiano degli enormi spiedi, fissi e non rotanti, su cui si sono infilzati
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Di ilviaggiatorecritico Gennaio 6, 2016 3