Bus, bus, bus, bus….
E dopo 3.500 km da Sao Paulo e circa 50 ore di bus divise in 4 tappe in 10 giorni (qui la cartina) sono finalmente arrivato dove volevo: a Sao Luis de Maranhao. Ora devo solo capire che ci son venuto a fare.
Comunque comodissimo viaggiare in bus in Brasile. Bus bellissimi, nuovissimi e molto comodi. Ci sono tre tipi: convencional, executivo, leito. Gli spazi per le gambe sono crescenti. Sulle grandi distanze sono quasi tutti almeno executivo. Spazi veramente grandi per distendersi. Il costo è sui 5 euro ogni 100 km, con grandissima approssimazione. Difficile comprare i biglietti sul web. I siti sono molti ma poco completi ed affidabili. Salvo che sulle grandissime linee è meglio andare alla Stazione Rodoviaria (che sarebbe la stazione dei bus), vedere le biglietterie delle compagnie e scegliere il viaggio. Ogni compagnia ha la sua biglietteria. Ogni compagnia ha la … Continua a leggere...
Piacevolezze a Sao Paulo.
San Paolo, per quanto sia città di nessun interesse turistico (ma sì antropologico!!) riserva alcune grate sorprese a chi abbia deciso di andarci per alcun suo motivo.
La prima direi è il Mercado Municipal. E’ in centro, in mezzo ad un quartiere esasperatamente commerciale, come sanno esserlo in America Latina, ed anche molto confuso. Consiglio di attraversarlo con passo rapido e fare deciso, in modo da sparire prima che i rapinatori vi inquadrino nella vostra qualità di turisti con il naso per aria ed il portafoglio capiente. Io ho avuto un pò di timore, anche a vedere i tipi in circolazione, ma sono arrivato fino alla parta in grande velocità ed acchiapparmi sarebbe stato difficile per chiunque. Son o arrivato sfiatato, ma salvo. L’interno del Mercato sembra, invece, sicuro e l’atmosfera è distesa.
E’ il solito mercato un pò ibrido in cui si trovano banchi di prodotti per i … Continua a leggere...
Sao Paulo, arrivo e primi problemi
Arrivo a San Paolo, Brasile, e sbatto immediatamente contro quello che ritengo essere il problema umano centrale di questo disgraziatissimo continente.
Il Sud America è fondato sulla sopraffazione violenta ed impietosa di pochi su molti: da sempre e fino ad oggi. Gli Incas tiranneggiavano i vicini annessi, gli spagnoli/portoghesi gli indigeni, i terratenenti i contadini, i militari i cittadini, i finanzieri i lavoratori. E con un livello di violenza costante e permanente che non ha pari nella storia del mondo. L’autoritarismo allo stato puro.
Ciò non ha solo causato un dolore per molti; ha anche provocato una forma mentis deleteria. Il sopraffatto attende ordini e li esegue supino, timoroso della punizione dell’aguzzino. Non ci mette niente di suo, non ha iniziativa o desiderio di migliorare, non ha e non si azzarda a prendere responsabilità. Diventa una macchina. Ma frustrata e quindi, se si trova ad avere una briciola di … Continua a leggere...
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