Casas particulares a Cuba.
Fra le numerosi croci che i volenterosi turisti a Cuba devono sopportare vi è quella di voler alloggiare non negli alberghi, statali, ma in case private. Le famose (osannate da alcuni, considerate famigerate da altri) casas particulares.
Molti le preferiscono agli alberghi sia perchè costano nettamente meno, sia perchè è possibile portarvi le ragazze più facilmente che in albergo. Certi dicono che è anche per avere maggiori contatti con i cubani e la loro vita quotidiana (è difficile vivere a Cuba)
Per un cubano, affittare delle stanze della propria casa è una fortuna colossale. La legge permette loro di affittare fino ad un massimo di tre; prima non si potevano superare le due camere. Il proprietario che affitta delle stanze si assicura delle entrate etra, elevate ed in CUC, ben più importanti di quelle che riceve dal suo lavoro statale. Da ciò ne consegue che la sua … Continua a leggere...
Vivere a Cuba? (Quasi) impossibile.
Per i motivi qui elencati a molti viene in mente di andare a vivere a Cuba. Ma anche per altri motivi, altrettanto validi: l’Avana è l’unica capitale del mondo tropicale ad essere assolutamente sicura ed il resto del paese lo è altrettanto, un vero unicum in America Latina; la gente è simpatica, fa sempre caldo ed i prezzi sono accettabili. Quindi, in teoria, trasferirsi in quel posto non sarebbe una cattiva idea. Certamente Cuba sarebbe il miglior posto per vivere ai Caraibi, se non si è ricchissimi.
Ma è quasi impossibile mettere in pratica questa idea. I cubani non vogliono fra i piedi degli sfaccendati di lungo corso. Quindi il visto turistico dura 30 giorni che si possono prolugare localmente di altri 30. Dopo di ciò ve ne dovete immancabilmente andare.
Nonostante ciò, esistono alcune strategie da tentare per poter rimanere sull’isola più a lungo. Eccole:
- Pendolari
Sesso a Cuba
La tradizione del turismo per il sesso a Cuba è antica. Fra le due guerre mondiali l’Avana era molto frequentata dagli americani, cittadini comuni e mafiosi, ed era definita un bordello a cielo aperto, tanto la prostituzione vi era diffusa. I cittadini comuni vi andavano a fare tutti i peccati che nella loro casa bigotta erano proibiti o malvisti. I mafiosi a fare in pace le loro riunioni.
La rivoluzione cubana portò un blocco pluridecennale alle incursioni alcoliche ed amorose degli americani (ma non a quelle militari, vedi l’episodio della Baia dei Porci). Ma alla dissoluzione dell’Unione Sovietica il commercio (e gli aiuti) con quel paese terminarono. Questo fatto ed il perdurare della infame politica americana del blocco economico all’isola, rese la situazione economica e perfino alimentare di Cuba estremamente precaria. il governo cubano cercò quindi nuovi introiti, fra i quali primeggiò il turismo.
Accordi con capitali europei ed … Continua a leggere...
A Cuba solo per la musica ed il sesso.
Cuba, in un modo o nell’altro, riesce a rimanere sempre al centro dell’attenzione del mondo. Sicuramente, dopo il gigantesco Brasile, è il paese latino più conosciuto e frequentato dagli italiani. Il Viaggiatore Critico non poteva non andarci e ci è andato più di una volta, recentemente. Il suo giudizio sintetico: non vale la pena andarci se non siete degli appassionati di musica cubana o degli sfigatoni che non hanno altro mezzo di vedere un po’ di pelo. Forse varrebbe la pena viverci; ma questo è impossibile.
Cuba è composita, ce ne sono tante.
Una è la Cuba dei Cayos. Sono isolotti di origine corallina, piccoli, bassi, con le palme e le spiagge bianche: i Caraibi, i paradisi tropicali!! In realtà sono stati riempiti di alberghi e bungalows e sono tristissimi. I capitali sono stranieri, i cubani vi lavorano e son contenti delle mance che cercano di … Continua a leggere...