Una strana bevanda amazzonica
La chicha di yuca è una bevanda ed è l’incubo dei viaggiatori che entrano profondamente nell’Amazzonia ecuadoriana. Quando si è saputo come viene preparata è difficile mandarla giù. Viene offerta ai viandanti che giungono nei villaggi della foresta e rifiutarla è un grave affronto, un segno di disprezzo nei confronti di chi la offre. Le conseguenze possono essere assai pesanti. E’ una delle strane cose che si trovano in Amazzonia, come la Ayahuasca
Del resto il viaggiatore è stanco e assetato dopo aver marciato a lungo nella foresta o aver remato sui fiumi. Arrivare in un villaggio, sedersi all’ombra di una tettoia di paglia, presentarsi e conversare con chi accoglie è un gran ristoro. La conversazione avviene con gli uomini; si chiede al viaggiatore da dove viene, dove va e, soprattutto cosa va cercando, con quella diffidenza tipica di chi è stato pesticciato dagli straneiri da circa 500 anni. … Continua a leggere...
Attrazione fatale fra dominicani ed italiani.
Ci devono essere motivi profondi che spiegano l’attrazione che quest’isola di Santo Domingo esercita sugli italiani. Di alcuni motivi, più superficiali, se ne è già parlato nel post sugli italiani a Santo Domingo . Ma non bastano le donne belle e facili, la mancanza di un trattato di estradizione, il clima buono, l’aria dei Caraibi, o la presenza di certe meravigliose spiagge.
Tutto ciò non è sufficente a spiegare l’icapricciamento degli italiani per questa parte d’isola condivisa dalla Repubblica Dominicana con Haiti. Vi deve essere altro.
A Santo Domingo vi e’ una quasi totale mancanza di regole. Ognuno fa quel che vuole. Le leggi sembrano essere poche, semplici, facilmente aggirabili e la corruzione risolve quasi tutto. La stessa applicazione delle leggi sembra essere del tutto arbitraria e soggetta agli umori della persona che la deve applicare o al clima di quel giorno. Un incubo per i ligi … Continua a leggere...
La tristezza della Guadalupa. (Non andateci)
Che consigliare? Vale la pena di andare alla Guadalupa oppure no?
La risposta e’ certa, chiara, rotonda, netta: no.
Eppure i punti positivi sono numerosi: pur trovandoci ai Caraibi è un’isola francese, quindi è come essere in Europa. da un punto di vista amministrativo siamo proprio in Europa. Di conseguenza le condizioni di vita, di sicurezza, sanitarie e sociali sono come in Francia; del tutto comparibili a quelle che troviamo in Italia. In altre parole si puo’ vivere alla Guadalupa come se si fosse all’isola d’Elba, pur vivendo nel clima e nei paesaggi dei Caraibi. Una accoppiata molto comoda, bisogna riconoscere.
Ci sono poi delle bellissime spiagge ed una grande e verdissima montagna ricca di vegetazione tropicale che si puo’ anche percorrere a piedi.
Inoltre si mangia molto bene alla Guadalupa. La cucina delle Antille e’ varia, saporita, succolenta e gustosa. Intingoli che si possono principalmente trovare nelle modeste trattorie … Continua a leggere...
Razzismo alla Guadalupa
In quest’isola dei Caraibi, appartenente alla Francia, l’umanita’ e’ veramente riuscita a complicarsi la vita. Vi sono 400.000 abitanti suddivisi in una grande quantita’ di gruppi diversi.
Vediamoli: il gruppo fortemente maggioritario e’ composto dai discendenti degli schiavi africani. Nelle strade rappresentano la grande maggioranza dei passanti; ma vi è anche una buona percentuale di meticci, a volte assai chiari. Quest’ultimi se la tirano tantissimo e fanno combriccola a sè. Tipico, ad esempio, all’uscita dai licei, veder sciamare gli studenti in gruppi della stessa tonalita’ di colore della pelle. A conferma del fatto che la segregazione razziale esiste e si perpetua fin dall’infanzia. E siamo in Europa, si badi bene.
Poi vi sono i bianchi, a loro volta suddivisi in diverse categorie. I Beke’ sono i discendenti dei padroni delle terre e degli schiavi. Furono mandati nel 1600 dal Re di Francia a prendere possesso di quelle terre … Continua a leggere...
Italiani di Santo Domingo
Vi è di tutto: latitanti, pensionati tristi, morti di fame che non riescono ad andarsene, puttanieri, pedofili, fascisti, razzisti, leghisti, mafiosi, camorristi, ndranghetisti, settantenni affetti da satiriasi, pizzaioli, albergatori, affittacamere, ristoratori sedicenti di lusso, ma, soprattutto, contaballe, sbruffoni, sborroni, inattendibili, logorroici, bugiardi senza limiti.
Uno zoo incredibile. Dice che sono 200.000 gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana (comunemente chiamata Santo Domingo), ai quali si aggiungono i turisti occasionali con permanenza di più o meno lunga durata e frequenza (c’e’ chi ci passa tutte le ferie che ha). In certe zone sono densissimi; alcune località sono frequentate dai meridionali, altre sono colonie dei veneti.
In pochi giorni ho conosciuto: un sopravvissuto della banda del Brenta ed un carabiniere che dava loro la caccia; entrambi in pensione vivono ignorandosi, uno accanto all’altro. Uno che 20 anni fa si faceva i furgoni blindati. Un pugile lombardo affiliato ad una cosca calabrese. Un saldatore … Continua a leggere...
I bar mediterranei
Mi piace pensare che la cultura che si è creata intorno al Mediterraneo sia la più antica, la più complessa e quella che meglio incarna l’essenza umana, fra le molte che si sono espresse fino ad ora sulla Terra.
E non ho dubbi che un aspetto centrale di questa multiforme cultura sia il bar. Sulle rive del Mediterraneo la gente sta molto tempo al bar; ci sta bene; ci fa un sacco di cose e gli dispiace andarsene.
Il turista accorto non mancherà di passare molto del suo tempo di viaggio nei bar e dedicherà loro altrettanta, se non maggiore, attenzione che alle chiese o ai musei.
Ogni paese ha il suo tipo di bar e tutti meritano di essere conosciuti. Eccone alcuni, in ordine crescente ed arbitrario di mio aprezzamento:
Il caffè arabo. Naturalmente, non vi si beve vino o birra, ma solo caffè e tè, servito in … Continua a leggere...
El asado, arrosto culturale.
Fenomeno centrale nella cultura popolare argentina, cilena, uruguyana e del sud del Brasile e’ el asado ovverosia il barbecue, la carne alla brace.
Non e’ un cibo: e’ un rito, una cerimonia, un fenomeno sociale trasversale e federatore.
Le origini sono chiare: le sterminate pampas del sud del continente, una volte liberate dagli indios opportunatamente massacrati, sono diventate infiniti pascoli per infiniti branchi di bovini ed ovini bradamente allevati. Portati poi all’industria per essere trasformati in scatolette di carne, lasciavano molti tagli inutilizzati che gli operai consumavano arrostiti durante la pausa pranzo.
Ancora prima di essere portati al macello, gli animali nutrivano i loro pastori, i famigerati gauchos, che li arrostivano, la sera, negli accampamenti, sul bordo di uno dei rari ruscelli della pampa.
L’abitudine e’ poi penetrata nel corpo sociale. La domenica, nei quartieri popolari, le famiglie portano sulle vie i loro bracerini ed arrostiscono scambiando … Continua a leggere...
Misteri cileni
Ci sono alcuni aspetti di questo viaggio che mi sfuggono.
Quello economico, per primo. Il Cile è un paese abbastanza sviluppato. Non come l’insieme dell’Occidente, ma certo molto di più del resto del continente sudamericano. Sembra essere un paese serio, democratico; e per quanto flagellato dall’ideologia liberista, sembra godere di alcune compensazioni sociali importanti. Abbastanza ben organizzato, con servizi decenti. Ci si aspetterebbero quindi prezzi abbastanza bassi, rispetto a quelli europei, con una qualità delle infrastrutture modesta, ma accettabile.
La realtà mi ha colpito: è tutto il contrario. I prezzi sono del tutto comparabili con quelli italiani. Alcuni servizi di base sono anche piu’ cari (telefono, autostrade), ma le condizioni sono spesso lamentevoli. Il rapporto qualità/costo della vita è quindi ben peggiore di quello italiano. E’ soprattutto insoddisfacente il livello delle manutenzioni: tutto appare vecchio, malandato, precario, poco curato, un po’ sporco, un po’ squinternato. Dove vanno a finire … Continua a leggere...
L’infelicissimo continente sudamericano.
Sono molti gli italiani che desiderano (o desideravano) visitare l’America Latina; si ha (aveva) infatti, in Italia, di questo continente, una visione molto positiva. Io ho visto altre cose: eccole.
La somma delle infelicità di quel continente è infinita. Luogo difficile, terribile.
Già i grandi imperi precolombiani dovevano essere crudeli, classisti, spietati. Su questa base si innestarono quei delinquenti sanguinari, assassini ed avidi dei Conquistadores e dei primi colonizzatori spagnoli e portoghesi. La feccia della penisola iberica che fuggì la miseria europea per farsi ricca nelle colonie. Poi gli schiavi africani, indicibile sofferenza. A quelli si sono aggiunte infinite ondate di disperati che cercavano in America una svolta alla loro grama vita in Europa.
Ed infine sono arrivati gli sfacciati misfatti del liberismo economico che soggioga senza freni i popoli ai capricci del capitale. Conflitto, sopraffazione, arbitrarietà sono le parole che definiscono la storia dei rapporti … Continua a leggere...
Kovachevitsa, un gioiello
Colpisce di Kovachevitsa, in Bulgaria, la straordinaria architettura delle case del paese. Si tratta di un villaggio di poche centinaia di abitanti sui margini dei bei Monti Rodopi, in Bulgaria.
Sono case costruite fra la fine del ‘700 e la metà dell’800. Alcune sono in abbandono, altre sono state ben restaurate, altre ancora sono diventate seconde residenze ristrutturate in modi a volte un pò leziosi e fastidiosi, snaturando l’originaria rusticità della costruzione. I fondi europei, allocati spesso senza una vera consapevolezza dell’opera che si va ad realizzare, sono parzialmente responsabili di questa deriva.
Il paese, nel suo complesso da una immagine di grande potenza, di elevata omogenieità. L’effetto generale è portentoso; si rimane veramente sbalorditi ed affascinati da questo borgo, certamente uno dei più meritevoli di visita in tutta Europa.
Il modello è quello tipico dei paesi bulgari: grandi case grossomodo quadrate,
separate le une dalle altre da strade … Continua a leggere...