Turismo remoto in Russia
In realtà il turismo tocca solo una minuscola parte del mondo. Cioè, quasi tutti i turisti finiscono per visitare un limitato numero di località, affollandole e rendendo la vita impossibile agli abitanti e a loro stessi. Ed invece ci sarebbero mille altri luoghi dove passare delle belle vacanze, secondo i gusti di ognuno.
Ci sono anche dei luoghi nei quali il turismo quasi non esiste non solo perchè sono destinazioni a cui nessuno ha mai pensato, ma anche perché è troppo difficile (e quindi caro ) andarci. Ma dal momento che dei viaggi impossibili fanno molto status sociale, ecco che ci sono delle agenzie che li organizzano. La destinazione più emblematica, in questa categoria, è il Polo Nord. Ma anche l’estremo nord del Canada non scherza in quanto a difficoltà logistiche, a distanze, a estrema lontananza da tutto. Oppure le crociere patagoniche e verso l’Antartide.
Ho trovato una … Continua a leggere...
Di chi era il dentino di Isernia: campeggiatori, macellai o carognari?
Siamo nell’attuale periferia meridionale di Isernia. E ci troviamo verso l’incredibile data di 570 mila anni fa. La zona non è profondamente incisa come la vediamo oggi; è invece pianeggiante, tanto che in alcuni punti si è formata una palude. Intorno delle montagne. Il clima è leggermente più fresco e secco dell’attuale. Nella parte pianeggiante prevalgono le praterie con degli alberi sparsi. Sono luoghi ideali per il pascolo degli erbivori. Ma lungo i fiumi ed intorno alla palude, la presenza dell’acqua e dell’umidità notturna, favorisce la presenza di molti altri alberi che perdono le foglie d’autunno: ontani, pioppi, salici, platani. La vegetazione è fitta e vi è del sottobosco. Si tratta di quelle che vengono chiamate “foreste a galleria”, proprio perché formano delle gallerie all’interno delle quali scorre il fiume; alle spalle della galleria si trovano le savane, le praterie. Sulle alture circostanti, la temperatura più fresca ed una buona … Continua a leggere...
L’oasi di Tozeur zoppica
Le oasi sono una delle meraviglie del mondo. Quella di Tozeur è una delle piu’ belle per dimensioni, organizzazione, storia. E’ nel sud della Tunisia. Fu citta’ romana, tappa dei commerci nord africani, citta’ medievale di primaria importanza, culla di scuole filosofiche. Ora é tappa di un turismo cialtrone e distratto che passa accanto ad un tesoro, senza nemmeno accorgersene. Fa male al cuore.
Tozeur sta sul margine di una conca. Sul fondo giace una enorme distesa di sale, il Chott el Djerid, altra meraviglia da visitare con raccoglimento. L’acqua, proveniente dalle montagne dell’Atlante sgorga sul lato della conca e, prima di finire sul fondo salato, da vita all’imponente palmeto di Tozeur: 1000 ettari con 400.000 alberi.
Il contrasto fra i dintorni montuosi e riarsi o con il Chott piatto e bianco di sale, é scioccante. La macchia del verde dell’oasi é una gioia per gli occhi. Passeggiare fra le … Continua a leggere...
Il turista e il Ramadan
Immaginate una nazione intera, dai ragazzi ai vecchi, nessunissimo escluso. Tutti seduti al tavolo, allo stesso momento, con gli occhi fissi alla televisione che emette su tutti i canali lo stesso programma religioso. Davanti ad ognuno di loro c’è un piattino con tre datteri, una ciotola con una zuppa, un bicchiere con acqua, latte, succo di frutta.
Stanno lì seduti, immobili, con lo sguardo stralunato, le labbra tese, l’aspetto abbattuto. Aspettano per lunghi minuti, i più sconsiderati sono lì da mezz’ora, accarezzando di sottecchi i datteri.
Poi il prete dice qualcosa e, nello stesso istante, milioni di persone bevono un sorso di liquido e mettono in bocca il primo dattero. Milioni di datteri ingurgitati all’unisono. La sinfonia del dattero deglutito.
Siamo nel mese di Ramadan. I musulmani digiunano dal levarsi del sole al suo tramonto e questi precisi istanti sono comunicati dall’Iman, non sono affidati al poco certo criterio di … Continua a leggere...
Un viaggio molto antico (II parte)
Può causare meraviglia il fatto che su quattro siti “antichi” della Sardegna, ben tre siano concentrati nella zona di Tempio Pausania. Ci sono alcune spiegazioni: intanto è solo in quella zona che sono state fatte ricerche approfondite, da personale qualificato della Sovrintendenza, in seguito al primo ritrovamento casuale. Come a dire che se si cercasse anche altrove, forse qualcosa si troverebbe. Un secondo motivo può stare nel fatto che quella zone è di dolci colline interessate da lavori agricoli. Muovere la terra con i mezzi agricoli fa emergere le selci. Se gli stessi luoghi fossero stati a macchia mediterranea o a boschi, le selci sarebbero rimaste interrate e sconosciute. Normalmente, in Sardegna, i campi stanno in pianura (terreni alluvionali recenti, dove non ci possono essere resti così antichi) e le colline non sono coltivate. Ed infine non va dimenticato che l’aspra orografia della Sardegna ha certamente … Continua a leggere...
Un viaggio molto antico
I nostri remotissimi antenati saranno andati in Sardegna? A piedi?
La Sardegna è un’isola. E’ un’ovvietà, ma tale caratteristica ha fatto nascere una grande quantità di dilemmi di tipo archeologico. Il primo, il più importante, riguarda il momento nel quale l’umanità vi mise piede per la prima volta. La discussione, fra i pochi paletnologi esperti di Sardegna è vivissima. Le prove sono scarse ed i dubbi molteplici e profondi; le ipotesi non mancano.
Ne è stata avanzata una straordinaria, secondo la quale il primo popolamento dell’isola sarebbe avvenuto in un tempo antichissimo; ben superiore a quanto avremmo mai potuto immaginare prima che certi ritrovamenti, che poi vedremo, venissero a galla. Si parla addirittura di circa 320.000 anni fa; una data sconcertante, se si pensa che l’arrivo in Sardegna comporta necessariamente la costruzione e l’uso di una imbarcazione. Capacità che dovrebbe essere stata del tutto al di fuori della portata delle … Continua a leggere...
Un paese dell’anima
C’e’ un paese ignoto, appartato, che nessuno conosce e dove nessuno, almeno fra gli italiani, va. A me è carissimo e vorrei portare per mano tutte le persone che conosco a visitarlo. Il paese, ma soprattutto le sue variegate genti. Quando ne parlo mi emoziono, mi commuovo e rimpiango di averci passato troppo poco tempo.
Si tratta della Guinea Bissau, sulla costa occidentale dell’Africa, subito sotto il Senegal. E’ una ex colonia portoghese e questa lingua vi è relativamente diffusa. E’ un paese molto piccolo (poco più grande della Sicilia), poco abitato (1,5 milioni di persone) molto povero (fra i 10 paesi messi peggio secondo gli indici delle Nazioni Unite). Bissau ne è la capitale ed il paese si chiama Guinea Bissau per non confonderla con la Guinea che era colonia francese e la Guinea Equatoriale che era colonia spagnola. Da non confondere nemmeno con le Guaiane francese e … Continua a leggere...
Due capitali
Ho passato due brevi periodi, quest’inverno, in due capitali balcaniche: Bucarest ed Atene. Pur legate da una relativa vicinanza geografica e per esser passate entrambe attraverso le dominazioni romane, bizantine e poi ottomane, le due capitali sono straordinaraimente differenti. Pochi, direi, i punti in comune, oltre i dolciumi di influenza turca; che non mi par cosa molto importante.
Non vi è nessun dubbio che mi sia trovato nettamente meglio ad Atene che a Bucarest. E direi semplicemente per il fattore umano. Gli ateniesi mi son sembrati molto, ma molto, più simpatici, gradevoli ed accoglienti dei bucaresteni (così si chiamano in romeno). Le condizioni economiche dei due paesi non sono poi troppo diverse in termini di reddito procapite; di un pò migliori quelle greche. Ma la Grecia è in tragica crisi economica da anni; mentre la Romania conosce un boom straordinario. I primi si sono impoveriti, mentre i secondi … Continua a leggere...
Il meraviglioso mercato di Tunisi
Son capitato al mercato alimentare di Tunisi e mi è piaciuto talmente tanto che ci son tornato quasi tutti i giorni che ho passato in città. Anche ora, all’idea di quel mercato, mi viene il sorriso sulle labbra. Che bellezza!
Sta a poche decine di metri dalla principale Avenue Bourguiba, vicino alla Medina ed accanto alla piazza della Porta di Francia, anche se non si capisce che c’entrino i francesi qua, sempre invadenti. E’ quindi centralissimo, in un quartiere abbastanza convulso. L’edificio da fuori è del tutto anonimo, ad un solo piano. Ma all’interno si scoprono scorci anche gradevoli, bei soffiti, piacevoli sistemi di copertura leggera nella parte degli ortaggi. Pur essendo affollato non ho mai avuto l’impressione della calca, dell’estrema ristrettezza degli spazi, del soffocamento da ingorgo.
Vi si trovano tutti i tipi di cibo.
E’ un mercato come tanti altri, ma ha un insieme di caratteristiche che … Continua a leggere...
Il Congo
C’è poi una altro paese, un continente intero, dove il turismo non è ancora arrivato: un mondo enorme, affascinante, profondissimo che esiste, ma che nessun visita. E’ grande come l’Europa ed è il Congo o Repubblica Democratica del Congo o RDC o Congo – Kinshasa, ex Zaire, ex Congo belga, ex Congo – Leopoldville.
Lì dentro, su una superficie 8 volte l’Italia, c’è di tutto. 80 milioni di abitanti, un sistema fluviale secondo solo a quello amazzonico, una foresta equatoriale in gran parte intatta, flora e fauna per tutti i gusti, i resti di società tribali di straordinario spessore, le tracce della colonizzazione belga con i suoi edifici, una ricchezza mineraria sfacciata, le barbarie di una guerra infinita.
Molte parti del paese sono di difficilissimo accesso: la rete di trasporti fluviali, ferroviari e stradali che era stata messa in piedi, con grandi difficoltà, dal potere coloniale ha finito, con gli … Continua a leggere...