Categoria: Viaggio in Ucraina

Il Viaggiatore Critico, anni fa, fece un viaggio in Ucraina, anzi, più di uno. Un pò per lavoro, un pò per divertimento. Ha viaggiato insieme ed è stato ospitato da ucraini ed ebbe modo di vedere da  vicino un pò di aspetti quotidiani della vita comune di quel paese. Una volta fu d’inverno e di quel freddo se ne ricorda ancora, con terrore.

Ne fu molto interessato e conserva di quei viaggi un bel ricordo, anche per la facilità di comprendere molti aspetti apparentemente misteriosi, dal momento che aveva accanto qualcuno che glieli spiegava.

Ecco, questa sarebbe una bella idea per un viaggio non comune, banale, massificato, turisticizzato. Si cerca un qualche ucrfaino che vive in Italia e parla bene l’italiano e gli si chiede il favore (remunerato) di accampagnarvi a fare un giro nel suo paese.

Non ho avuto l’impressione che ci sia molto da vedere, salvo la cittadella religiosa di Kiev, il suo centro, Leopoli – Lviv, Odessa e poco altro. Ma sarebbe bello girare per quelle sterminate e piatte campagne, passeggiare nei boschi di abeti dove girano frequentemente i lupi, fermarsi nelle cittadine di impronta sovietica, riscaldarsi nelle saune popolari e far merenda con i cetrioloni sotto aceto ed, ovviamente, la vodka. Vedere la domenica i contadini andare alla messa ancora sui carri e mangiare scodelle e scodelle di borsch accompagnato, ovviamente, dalla vodka.

La guida accompagna, traduce, spiega, trova gli angoli più caratteristici, le vecchie ville dei proprietari terrieri, i laghetti dove i ragazzi fanno il bagno d’estate.

Un viaggio in Ucraina per frugare nelle pieghe di un paese dove nessuno va e che pure fa parte della storia dell’Europa; peccato per la brutta piega che ha preso ultimamente.

Freddo cattivo

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Usciamo di casa alle 8, arzilli, Igor, suo zio ed io. Troviamo 17 gradi sottozero ed invece di tornare a letto come sarebbe saggio, passiamo tutta la mattina a girare per segherie per vedere se hanno il legname che vorremmo comprare. Noto con terrore che i padroni delle segherie hanno tutti l’abitudine di discutere con noi all’aperto, certo per non far udire agli operai i prezzi che ci propongono. Ci intratteniamo, quindi, a quella incredibile temperatura, sul marciapiede, disctendo a lungo di legname di prezzi, di tempi, di trasporti. Veramente trattano loro in ucraino o in russo (vai a saperlo), io sto lì come un babbeo chiedendomi perchè lo faccio. Di tanto in tanto Igor mi fa una traduzione e chiede il mio parere. Io sono d’accordo su tutto, immediatamente. Firmerei anche la mia condanna a morte pur di levarmi da quel gelo che, sbaragliate le suole delle mie … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Dicembre 6, 2010 3