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A nord del Nord

Poi, in Quebec, verso il nord, finiscono le strade. Radisson è l’unico villaggio (meno di 300 abitanti) non-indigeno al di sopra del 53° parallelo (eppure siamo alla stessa latitudine di Edimburgo, stranezze del clima mondiale!). Ad ovest ci sono le riserve del popolo Cri. A nord comincia la regione del Kativik, grande come una volta e mezzo l’Italia ed abitata da 13.000 persone, quasi tutti Inuit, divisi in 14 villaggi.  Tutta quella immensa distesa di territorio è fatta da tundra, roccia, laghi; assolutamente disabitato. Infatti gli alberi, sia pure i magri abeti del nord, non vi crescono per il troppo freddo. Il limite degli alberi coincide con il confine meridionale della regione del Kativik. I 14 villaggi Inuit sono tutti sul mare, ancora più a nord, dove il Quebec finisce. Oppure sulle non maggiormente ospitali rive della Baia di Hudson. Tutto l’interno del Quebec, a nord di Radisson … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Luglio 31, 2017 0

Poi c’e’ l’altro Quebec

Si arriva nel Quebec, in Canada, si visitano Montrel e Quebec City. A quel punto del viaggio, se abbiamo tempo e soldi, bisogna andare a Nord. Impossibile non andarci. Il Nord chiama, il richiamo della foresta, diventiamo tutti Zanna Bianca. Erano i luoghi dove i cacciatori bianchi andavano a cercare le pelli, nella nebbia perenne ed in compagnia dei meticci indiani. Trappeurs erano chiamati, perchè usavano le trappole e non i fucili, le cui pallottole avrebbero rovinato le pelli. E son posti molto, molto strani per noi. Anche la gente è stranina. E’ un altro mondo nel quale ci si sente stranieri per davvero. Altre regole, altri comportamenti, altre attese.

I Quebecois restano gentili, ma vanno presi con calma. Anche i primi coloni francesi non si devono essere sentiti molto a loro agio in quei posti, almeno all’inizio; ed ancor gli duole, sembrerebbe; molte generazioni non sono bastate … Continua a leggere...

Di ilviaggiatorecritico Luglio 24, 2017 0

Il famigerato piatto quebecois: la poutine.

La pervicace umiliazione del gusto;  la rinuncia nighittosa  ad ogni sforzo culinario; la voluptas dell’annullamento del piacere del cibo; lo sprofondare negli abissi dell’abiezione gustativa. Il piacere dell’orrore ed inorgoglirsene.

Parlo del piatto nazionale quebecois: la famigerata POUTINE.
La ricetta ha dell’incredibile, non ci vorrete credere ed andrete a controllare su Internet. Si friggono delle patate tagliate a bastoncino. Si impiattano e vi si versa sopra abbondante formaggio fresco tipo cheddar a dadini (solido, con i buchini, non cremoso, meglio se scricchiola sotto i denti, assolutamente insapore, comprato già pronto in una busta). Il formaggio con il calore delle patate fonde leggermente. Si irrora con abbondante salsa bruna (tipo barbecue, anche se meno dolce) di origine rigorosamente industriale e comprata al supermercato. Si serve.
Solo allo scrivere questa ricetta allibisco di tanta poverta’ gustativa. La salsa rammolisce le patate fritte, il formaggio sparisce con la salsa, molto salata.
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Di ilviaggiatorecritico Luglio 10, 2017 0

Montreal e Quebec City

Non c’e’ molto da vedere in Quebec, la cosa probabilmente più interessante da fare è osservare come vivono i Quebecois. E soprattutto gioire della loro semplice gentilezza, un pò ingenua, alla buona, sorridente e casareccia. Ci si sente veramente a proprio agio, in famiglia.

 I Quebecois sono tragicamente privi di storia e si afferrano ad ogni minimo muro più vecchio del loro nonno. Quindi i minuscoli nuclei storici di Montreal e di Quebec City,  pur interessanti, sono stati ormai trasformati in dei parchi tematici dove si fa finta di vivere l’epoca coloniale.
Al di fuori dei piccoli centri storici : grattacieli, palazzoni, stradone.
A Montreal sono stato affascinato dalla rete sotterranea che percorre molti isolati del modernissimo centro della città.  I grattacieli sono collegati fra di loro da una serie di ampi passaggi pedonali sotterranei, grazie ai quali si puo’ passare da un grattacielo all’altro. In questo modo
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Di ilviaggiatorecritico Luglio 3, 2017 0