Brasile, foto.

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Brasilia, grandi spazi, architettura datata, ma suggestiva.
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Praia do Coqueirinho, Joao Pessoa, una fra le spiagge più belle del viaggio. Facilmente accessibile, non troppo frequentata, non deserta e pericolosa. Come la seguente, bellissima, ma veramente troppo isolata ed assolata. Ci ho rischiato un’insolazione.

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Brasilia
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Brasilia, la Cattedrale
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Navigazione notturna sul Rio delle Amazzoni. Fascino inesauribile.
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Belem. Antico Club del remo ora è un enorme locale per pranzi diurni, birre pomeridiane, osservazioni del tramonto dalla terrazza che da sul fiume, scatenamento totale notturno.
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Da Belem verso l’Amazzonia. Città modernissima a cui succede la più grnade foresta del mondo, in pochi chilometri.
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Infinite le sette e fantasiosi i nomi. Le sette evangeliche hanno avuto un ruolo importante nell’ascesa al potere dei fascisti di Bolsonaro.
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Alcantara, e’ dolce morire cn i colori pastello. Sono le pompe funebri.
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Alcantara, resti portoghesi al tropico: antichi fasti, decadenza, calore.
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Alcantara
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Sao Luis, il porto a marea bassa: un mare di fango.
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Palma de Tocantins, architettura di Niemeyer, deliziosa.
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Sao Paulo, il Beco de Batman, stradina affrescata, famosissima.

Che bella Brasilia

Capitale del Brasile della speranza dell’eterno sviluppo. Città creata dal nulla, lontanissimo da tutto; disegnata su carta con la forma di un aereo, simbolo estremo di moderntità, di velocità, di purezza delle linee. Brasilia fu il manifesto di un potere che si voleva razionale ed amante della bellezza, lontano dal folclore tropicale. Fu l’ultimo sussulto del positivismo, ma ingentilito dalla morbidezza brasiliana; non la razionalità nordica, ma quella dalle forme rotonde come quelle delle donne brasiliane. Città certo più ideologica che umana, più costruita a rappresentare un’idea che a servire i suoi abitanti. Non dove esser facile vivervi, ma io sarei orgoglioso di essere un suo cittadino: è bellissima: Brasilia, la capitale federale del Brasile.

Certamente è un pò invecchiata; appare ai nostri occhi, ormai divenuti cinici, molto ingenua. E non ha nemmeno saputo crescere con lo spirito con cui era nata: al di fuori dell’area dell’area delle prima concezione urbanistica è caratterizzata dai soliti grattacieli: nuovi, belli e lussuosi, ma freddi e senza poesia. Soprattutto alieni allo spirito del fondatore.

Non avevo pensato di venirci, mi sembrava meta inutile; mi bsavo anche sul fatto che non se ne sente mai parlare e che nessuno racconta di esserci stato. Mi ci sono invece trovato per caso; per riparmiare qualche soldo avevo comprato due voli interni che prevedevano un lungo scalo a Brasilia. Per passare il tempo ho pensato di farmi uno di quei giri organizzati che vendono negli aeroporti, giusto per quelli che ci devono passare molte ore. Sono rimasto fulminato dalla bellezza e dall’importanza storica di questa città. La sua eleganza e la serenità dei suoi palazzi. L’aria pulita, il verde, le morbide strade e gli aerei ponti che ti portano da un quartiere all’altro. E’ grande ed importante città e nellos tesso tempo sembra villaggio agreste. Questo sarà il passato del nostro futuro.

PS. A pensare che in quei palazzi ci si aggira attualmente quel fascista di Bolsonaro, mi vien male.

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