Alloggio gratis

Alloggio gratis

Novembre 3, 2025 0 Di ilviaggiatorecritico

Come appare sulla piattaforma l’appartamento disponibile. Con 286 punti a notte avete casa a Tokyo.

Le cose si stanno complicando per i poveri turisti e viaggiatori. Non so se avete notato, ma i costi degli alberghi stanno diventando dolorosi. Ed andare in giro con l’assillo costante del conto del dormire si fa stressante; si rischia di perdere il piacere del viaggio. Per mangiare ci si può anche arrangiare in qualche modo, almeno per colazione e pranzo. Ma per dormire si vorrebbe anche qualcosa di decente; dopo una giornata passata in giro, ritrovarsi in un albergo brutto e squallido è deprimente. Se si cerca un po’ di conforto, lo si finisce per pagare molto caro. Spesso, troppo.

Bisogna quindi ingegnarsi. Gli ostelli sono scomodi e vanno bene per età verdi, passate le quali sono di difficile frequentazione. Il couchsurfing non può essere una soluzione. Sapete tutti cosa sia: su una piattaforma si chiede ospitalità per certi giorni in una certa località. E qualcuno te la da. Tutto gratuito, tutto molto facile. Ma poi ti ritrovi a dormire su un divano, in mezzo a sconosciuti, probabilmente molto giovani. Anche questo è un sistema per ragazzi; oltre i trenta diventa piuttosto improponibile. E può andar bene per periodi molto brevi. Non è possibile piazzarsi in casa di qualcuno per una settimana!

Il Viaggiatore Critico ha però trovato una soluzione che sembra assai interessante e che ha pochi (ma importanti) inconvenienti. Lo scambio casa.

Ha provato su Home Exchange, la piattaforma probabilmente più conosciuta di questo settore. Ci si iscrive sulla piattaforma ad un costo sui 160 euro all’anno, che non è poco. Ma che ti obbliga ad usarla, per non perdere i soldi. Devi offrire la tua casa. Può essere una stanza o tutto l’appartamento. Può essere la tua residenza principale e quindi tu continui ad abitarla mentre l’ospite sta nella sua stanza; o l’ospite viene quando tu non ci sei. Oppure (cosa migliore e più gestibile) offri la tua seconda casa, la casa della nonna tanto lei è in RSA, il mini appartamento ricavato in soffitta; insomma, uno spazio che normalmente non usi. Naturalmente tu fissi le date in cui lo spazio è disponibile. Altrettanto naturalmente non sei obbligato ad accettare tutte le richieste che arrivano. Le vagli, vedi il profilo del richiedente e poi lo accetti o no. Rifiuti chi ti arriva con tre bambini sotto i dieci anni ed un molosso di 85 chili; rifiuti chi fa il saluto romano nella fotina; rifiuti il gruppo di adolescenti inglesi tragicamente ubriachi da mane a sera; rifiuti le richieste della mamma per il suo pargolo di 25 anni. Accetti chi ti sta simpatico. Vi mettete d’accordo sui dettagli: piccolo pagamento per le pulizie finali, fornitura o meno di lenzuoli ed asciugami (con piccolo pagamento se vengono forniti). Poi arriva l’ospite, consegna delle chiavi, convenevoli ed arrivederci al giorno della partenza. E si ritrova padrone di un appartamento nel luogo dove ha deciso di passare una settimana, 10 giorni, due mesi. Senza nessuna spesa che non siano 30 euro di pulizia finale. Non è meraviglioso?  Come è possibile? In realtà il pagamento esiste, ma non in soldi; bensì in punti.

I punti si ottengono ricevendo ospiti e si spendono essendo ospitati da altri membri della piattaforma. Al momento di inscriversi c’è un lungo formulario da riempire per descrivere la casa che si offre. Sulla base di differenti parametri (metri quadri, stanze, garage, bagni, letti, wifi, ecc, ecc) la piattaforma calcola il “prezzo” della casa in punti. Questo valore può essere corretto dal proprietario, aumentandolo o abbassandolo. Ho visto che un punto corrisponde grosso modo ad un dollaro, se quell’appartamento fosse offerto sul mercato normale. Da notare che il calcolo dei punti non prende in considerazione né la località dove si trova l’appartamento, né il periodo dell’anno in cui si viene ospitati. Quindi due appartamenti identici, uno nella pampa argentina e l’altro in centro a Parigi “costeranno” lo stesso numero di punti. Altri punti di incoraggiamento si ottengono dalla piattaforma al momento del pagamento dell’iscrizione e dell’abbonamento annuale, al finalizzare il riempimento del formulario, se porti altri membri e cose del genere. Quindi i 160 euro di iscrizione/abbonamento sono in realtà largamente compensati dai punti ottenuti e spendibili per una vacanza. Questo aspetto è assai curioso. Regalandovi punti, la piattaforma in realtà si trasforma in un ente che emette moneta, sia pure utilizzabile solo fra i membri della piattaforma stessa. Diventa una specie di sistema economico chiuso in cui i gestori della piattaforma ricevono i soldi reali degli abbonamenti annuali e danno in cambio punti spendibili fra i membri. Mi pare un po’ inquietante questa faccenda…

Come avviene praticamente il tutto?  Si sceglie il luogo dove si vuole andare, si vedono le fotografie degli appartamenti presenti, si guarda se nel periodo desiderato sono disponibili, si calcolano i punti necessari per pagare le notti richieste. Se tutto torna si manda un messaggio presentandosi, richiedendo il periodo desiderato e cercando di rassicurare il proprietario sui propri comportamenti. Conviene mandare più richieste contemporaneamente. Infatti alcuni non risponderanno, altri non saranno disponibili. Ma qualcuno sarà disponibile ed accetterà la richiesta. Il richiedente conferma a sua volta, la piattaforma certifica l’avvenuto accordo, travasa i punti in questione da un conto all’altro e fornisce i contatti delle due parti in modo che si possano mettere d’accordo per telefono o messaggio sui dettagli e sull’appuntamento. Tutto molto semplice. Evidentemente se voi offrite una casa da tre camere da letto prendete molti punti; se date una stanzina nell’appartamento dove abitate ne prendete pochi.

Esiste anche la possibilità di fare lo scambio in contemporanea quando uno va nella casa dell’altro nello stesso momento in cui l’altro va nella casa dell’uno. In questo caso non vi è scambio di punti.

Quale è la filosofia della faccenda? Nei luoghi dove gli alberghi costano poco (se mai ce ne siano ancora) non vale la pena impelagarsi in questa procedura. Ma se volete passare del tempo in una delle grandi capitali del mondo o nelle importanti destinazioni turistiche dove vi portano via la pellolina delle chiappette, ecco che lo scambio casa è una eccellente opzione.

L’inconveniente importante di cui parlavo all’inizio è la necessità di avere un appartamento da offrire. Se non potete mettere sulla piattaforma nemmeno una stanza non accederete al sistema. C’è dell’ingiustizia sociale in tutto ciò, lo so.

Ed ora viene la domanda centrale, il dubbio paralizzante. Ma dovrei io veramente mettere degli sconosciuti in casa mia? Ebbene, sì e per diversi motivi. Intanto per cominciare non sono del tutto sconosciuti perché hanno una scheda sulla piattaforma e sono stati recensiti da chi li ha avuti in casa prima di voi e da chi è stato a casa loro. Quindi si sa come si comportano. È evidente che chi si comporta male perde ogni possibilità di continuare ad essere attivo sulla piattaforma. Poi c’è un deterrente psicologico. Chi è in casa vostra sa perfettamente che qualcun altro sarà a casa sua e, anche inconsapevolmente, ha la tendenza a comportarsi come si deve. Ed ancora: la piattaforma blocca un piccolo montante sulla carta di credito di chi viene ospitato. Se fa dei danni ed il proprietario lo dice alla piattaforma dimostrando i danni, questo montante viene imputato al danneggiatore in favore del danneggiato. Infine, questi sistemi si basano sulla fiducia reciproca; chi vi partecipa è consapevole delle proprie azioni. Ed ancora: ma avete i Picasso in casa vostra? Anche se vi danneggiano il centrino di pizzo della zia Ermelinda è veramente così grave? Preferite spendere 120 euro a notte in hotel?

Quindi iscrivetevi ed alloggiate gratis a New York e Tokyo.