Il meraviglioso mercato di Tunisi
Son capitato al mercato alimentare di Tunisi e mi è piaciuto talmente tanto che ci son tornato quasi tutti i giorni che ho passato in città. Anche ora, all’idea di quel mercato, mi viene il sorriso sulle labbra. Che bellezza!
Sta a poche decine di metri dalla principale Avenue Bourguiba, vicino alla Medina ed accanto alla piazza della Porta di Francia, anche se non si capisce che c’entrino i francesi qua, sempre invadenti. E’ quindi centralissimo, in un quartiere abbastanza convulso. L’edificio da fuori è del tutto anonimo, ad un solo piano. Ma all’interno si scoprono scorci anche gradevoli, bei soffiti, piacevoli sistemi di copertura leggera nella parte degli ortaggi. Pur essendo affollato non ho mai avuto l’impressione della calca, dell’estrema ristrettezza degli spazi, del soffocamento da ingorgo.
Vi si trovano tutti i tipi di cibo.
E’ un mercato come tanti altri, ma ha un insieme di caratteristiche che … Continua a leggere...
Un paese pasoliniano

Nelle periferie delle città, nei paesi tunisini ritrovo volti ed atmosfere dei sottoproletari pasoliniani; dei suoi ragazzi di borgata.
C’erano stati i poveri ma belli della primssima commedia all’italiana; i successivi personaggi pasoliniani erano sì poveri, ma anche brutti, viziosi, tamarri, sfrontati, obliqui, dall’animo a volte oscuro. Come quello che, forse, lo uccise.
Ritrovo con emozione e grande empatia quei volti, quei corpi spigolosi e non armonici in Tunisia, in quelle torme di giovani che affollano ogni angolo; là dove in Italia non troveremmo che vecchi lamentosi. Qua invece la vita pulsa con dolorosa forza.
Mi trovo bene in questi posti; dopo tutto il male che ho detto di Marocco ed Egitto, la Tunisia mi riconcilia con il popolo arabo. Vi si respira un’aria leggera, pulsante, vitale pur nell’evidente e diffusa miseria e nel sudicio disordine che regna sovrano.
Molte le ragazze senza velo, a gruppetti sedute al bar, … Continua a leggere...
Cibo di strada ad Alessandria d’Egitto
(Dal nostro corrispondente ad Alessandria d’Egitto, Giovanni Dottorini)
Alessandria è città di mare e quindi il pesce fa parte della sua arte culinaria. Ma essendo una città araba e mussulmana, la pecora rimane il piatto principe.
Ad Alessandria sono rari i venditori di shawarma o kebab ed ormai si son rarefatti anche i carrettini lungo le strade del centro che offrono fave o ceci bolliti. I venditori li tirano su dalle caratteristiche grandi pentole di rame stagnato, un pò affittate, a forma di grande goccia. Sono, invece, ancora numerosi i carrettini che vendono pannocchie di mais arrostite o bollite, frutta di stagione e soprattutto pane.
Il raro turista ad Alessandria troverà una miriade di piccoli negozi alimentari, ristorantini, caffè e pasticcerie tradizionali, soprattutto nella zona centrale che è la parte più tradizionale della città e dove si può ancora respirare un po’ dell’atmosfera egiziana; peccato che l’apertura di piccoli supermercati … Continua a leggere...
Alessandria d’Egitto, abitandoci.
(Dal nostro corrispondente ad Alessandria d’Egitto, Giovanni Dottorini)
La città si sviluppa longitudinalmente per più di 20 Km, stretta tra il mare e le lagune interne del delta del Nilo. Conta, con gli agglomerati satelliti, più di 6 milioni di abitanti. E’ la capitale dell’industria petrolchimica egiziana e si vede. C’è una enorme raffineria appena fuori della città verso El Alamein con associata una laguna di fanghi rossi, mentre altre industrie petrolchimiche sono dislocate ad una ventina di chilometri sulla Desert Road che porta al Cairo.
Le migliori spiagge (forse più belle di quelle della Sardegna) sono proprio verso El Alamein e Marsa Matruh (cioè in direzione della Libia) e quindi partono da dopo la raffineria.
Ma prima delle spiagge, appena passata la raffineria c’è una enorme discarica, gestita alla vecchia maniera, in cui si bruciano, generalmente il giovedì ed il venerdi, enormi quantità di rifiuti. Quando … Continua a leggere...
Dove andare a Santo Domingo?
La storia e l’architettura coloniale del centro di Santo Domingo, le spiagge (ancora) selvagge del sud, i grandi resort dove si entra e non c’e’ più bisogno di uscire, i centri del turismo sessuale, i luoghi di elezione degli italiani, quelli dei canadesi o dei francesi, anche un pò di montagna. Per quanto piccola la Repubblica Dominicana offre una grande quantità di mete turistiche, per tutti i gusti.
La punta occidentale dell’isola è largamente occupata dai grandi resort, alberghi, villaggi turistici: Bavaro, Punta Cana, Dominicus di Bayahibe, La Romana. Ci sono addirittura due aeroporti internazionali, quello di Punta Cana è attivissimo, l’altro è alla Romana. Il complesso di Casa de Campo, vicino a La Romana credo sia uno dei più grande del mondo, certo della regione. Al di fuori degli alberghi non c’e’ molto, salvo la visita alle spiagge dell’isola di Saona. Questa si raggiunge in … Continua a leggere...
Attrazione fatale fra dominicani ed italiani.
Ci devono essere motivi profondi che spiegano l’attrazione che quest’isola di Santo Domingo esercita sugli italiani. Di alcuni motivi, più superficiali, se ne è già parlato nel post sugli italiani a Santo Domingo . Ma non bastano le donne belle e facili, la mancanza di un trattato di estradizione, il clima buono, l’aria dei Caraibi, o la presenza di certe meravigliose spiagge.
Tutto ciò non è sufficente a spiegare l’icapricciamento degli italiani per questa parte d’isola condivisa dalla Repubblica Dominicana con Haiti. Vi deve essere altro.
A Santo Domingo vi e’ una quasi totale mancanza di regole. Ognuno fa quel che vuole. Le leggi sembrano essere poche, semplici, facilmente aggirabili e la corruzione risolve quasi tutto. La stessa applicazione delle leggi sembra essere del tutto arbitraria e soggetta agli umori della persona che la deve applicare o al clima di quel giorno. Un incubo per i ligi … Continua a leggere...
Italiani di Santo Domingo
Vi è di tutto: latitanti, pensionati tristi, morti di fame che non riescono ad andarsene, puttanieri, pedofili, fascisti, razzisti, leghisti, mafiosi, camorristi, ndranghetisti, settantenni affetti da satiriasi, pizzaioli, albergatori, affittacamere, ristoratori sedicenti di lusso, ma, soprattutto, contaballe, sbruffoni, sborroni, inattendibili, logorroici, bugiardi senza limiti.
Uno zoo incredibile. Dice che sono 200.000 gli italiani residenti nella Repubblica Dominicana (comunemente chiamata Santo Domingo), ai quali si aggiungono i turisti occasionali con permanenza di più o meno lunga durata e frequenza (c’e’ chi ci passa tutte le ferie che ha). In certe zone sono densissimi; alcune località sono frequentate dai meridionali, altre sono colonie dei veneti.
In pochi giorni ho conosciuto: un sopravvissuto della banda del Brenta ed un carabiniere che dava loro la caccia; entrambi in pensione vivono ignorandosi, uno accanto all’altro. Uno che 20 anni fa si faceva i furgoni blindati. Un pugile lombardo affiliato ad una cosca calabrese. Un saldatore … Continua a leggere...