Svanezia: foto

Vita ancora da montanari a Mestia, la capitale della Svanezia. Si ritrovano atmosfere degli anni ’50 nel nord Italia, in Trentino. Anche gli stessi odori, vista la quantità di mucche in giro.

Le case torri della Svanezia, affascinanti. Si trovano molti villaggi, percorrendo, a piedi (non ci sono strade o quasi), le diverse vallate. Macchie di case nel verde dei boschi e dei pascoli. E, in tutti i paesi le case torri, ogni famiglia aveva la sua e ci si chiudeva dentro a difesa. Un pò come a San Gimignano. Le provviste stavano permanentemente nei piani alti, mentre le persone vivevano nella casa “normale” accanto. Allì’arrivo del pericolo alcuni membri della famiglia scappavano con il bestiame verso le montagne; gli altri entravano nella casa torre, tiravano su la scala ed aspettavano gli eventi. Gli assalitori prima o poi sarebbero partiti e la vita ricominciava.

Bellissimi paesaggi, dolci e montani allo stesso tempo. Ormai di agricoltura se ne fa ben poca e sono rimasti solo i pascoli ed i boschi che si stanno rinfoltendo perchè non vengono più tagliati. La mancanza di strade, da un lato ha provocato una massiccia emigrazione, ma dall’altro ha isolato e preservato le valli laterali. Il turismo è una risorsa che può di nuovo attirare degli abitanti, almeno d’estate, senza alterare troppo il paesaggio.

Il problema della salvaguardia architettonoica delle case torri è acuto. Molte stanno crollando.

Uscendo dalla Svanezia per tornare verso Tiblisi si passa per la città natale di Stalin dove è conservata con cura la casa in cui nacque. C’e’ anche un museo con dei cimeli ed il treno che usava. E’ notevole che un figlio di gente umile di uno sperduto luogo di un povero e periferico paese caucasico sia diventato uno degli uomini più importanti del ‘900. I georgiani, pur ormai lontani dal socialismo, mantengono l’orgoglio di questo loro figlio.