Pellestrina, un paradiso.

657La Laguna di Venezia è separata dal mare da due lunghe e strette isole: quella di Pellestrina e quella del Lido. Sulle tre aperture (una fra Chioggia e l’isola di Pellestrina, la seconda fra le due isole e la terza fra l’isola del Lido e Punta dei Sabbioni, ormai già terraferma) vengono costruite le colossali opere del Mose che tati soldi ci sono costate, probabilmente per niente.

Mentre sull’isola del Lido giace una città priva di interesse, l’isola di Pellestrina è un vero paradiso: è abitata solo da 4.000 persone e la penetrazione turistica appare ancora molto contenuta. Probabilmente una certa scomodità per raggiungerla l’ha preservata dall’invasione dei nuovi barbari turistici. Sull’isola vi sono solo due strutture ricettive: una locanda Stravedo (min. 67685 euro a notte) ed un Ittioturismo Le Valli (minimo 70 euro a notte), entrambi con pochissime camere ed apertura solo stagionale. E’ anche possibile affittare degli appartamenti durante la stagione a circa 500 euro a settimana. Vi è anche una sorta di villaggio turistico all’inizio dell’isola, dalla parte di Chioggia (Bosco di Caroman) ma è roba da preti difficilmente accessibile dal comune turista. Pellestrina sembra essere soprattutto una meta per la gita in giornata, da parte dei veneti, il sabato e la domenica. Ci sono infatti alcuni ristoranti da fine settimana, abbastanza cari, con menu corti e dalla qualità non sempre eccelsa: spaghetti alle vongole e frittura mista i piatti nazionali. Poco altro in paese: un supermercatino COOP, pochi bar ed una eccellente pasticceria.

Si arriva a Pellestrina o da Chioggia o dal Lido. Da Chioggia c’e’ qualche vaporetto al giorno, solo a piedi o in bicicletta. Dal Lido, invece arriva il bus che percorre tutta l’isola. Quindi è possibile prendere il vaporetto a Chioggia, scendere a Pellestrina, trovare il bus che percorre tutta l’isola, prende il ferry per passare sull’altra isola ed infine arrivare per strada al Lido. Dove si trovano i vaporetti per venezia o il bus per i Sabbioni. Sembra complicato ed un pò lo è, ma funziona bene. I biglietti per i non residenti sono assai cari.

677L’isola di Pellestrina è lunga una decina di km e stretta poche decine di metri. Tutto il lato mare è di spiaggia. La quale non è molto bella, ma è totalmente libera e selvatica: nessun bagno, nessuna pulizia, nessun chiosco. Certo l’acqua è bassa ed un pò fangosa, così come la spiaggia stessa. Alle sue spalle si erge un imponente muro lungo quanto l’isola che la protegge dalle mareggiate. Oltre il muro corre la strada che percorre tutta l’isola. Fra la strada e la laguna si distribuiscono le case con qualche orto. I paesi sono due: Pellestrina e San Pietro in Volta, separati da qualche centinaio di metri di campicelli. I borghi sono schiacciati fra la strada e la laguna; poche decine di metri. Sono quindi stretti e molto lunghi. Le case più antiche guardano verso la laguna e verso Venezia; si affacciano su una piccola stradina lungolaguna. E’ qui che si svolge quel poco di vita che c’e’. Qui attraccano anche numerosi pescherecci.

I paesi hanno sofferto dell’emigrazione. In effetti spostarsi tutti i giorni per lavorare a Mestre o a Venezia, pur molto vicine, diventa un notevole sacrificio. La gente se ne è andata e molte delle case, non più abitate, hanno preso quell’aria sbiadita e rilassata  che è incantevole. Altre case sono ben mantenute, anche se i proprietari abitano altrove e vi vengono di tanto in tanto.

Pellestrina ha sempre vissuto di pesca e di un pò di attività cantieristica, per i vaporetti di Venezia. Si pescavano soprattutto le vongole, che davano eccellenti risultati e le famiglie, nei decenni passati, si sono ben arricchite. Non hanno, quindi, mai avuto bisogno di pensare ad altre attività, più impegnative, come il turismo. Hanno avuto la fortuna di evitare le ingombranti presenze forestiere che tanto hanno nociuto a Venezia.

Ora la pesca da risultati economici molto minori e gli abitanti vorrebbero molto volentieri uno sviluppo del turismo, ma non sanno come fare a richiamarlo ed a gestirlo. I primi tentativi di organizzazione sembrano piuttosto timidi ed incerti.

660Troviamo quindi sull’isola un’atmosfera di pace, di tranquillità, di rilassatezza del tutto incredibili, a pochi minuti dal casino di Venezia.

Niente traffico, sicurezza assoluta, urbanità degli abitanti, facilità nei contatti. I pochi bambini vagano liberi per le strade, i molti vecchi stanno al solicino659. La sera rientrano con il vaporetto da Chioggia o dal Lido, i lavoratori e riportano un pò di vivacità.

Niente di particolarmente bello, ma una atmosfera irripetibile. Un paradiso. Da visitare con lo stesso spirito calmo ed attento alle atmosfere locali con cui avremo visitato Comacchio ed il Delta del Po, non lontani.

Tale idilliaca atmosfera durerà o verrà travolta dal turismo dei gtandi numeri? Non mi faccio illusioni.

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